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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * TERZA COMMISSIONE: « APPROVATA LA RELAZIONE CONCLUSIVA SULLA PETIZIONE POPOLARE PER LA TUTELA DELLA MALGA ALPINA LAGORAI »

La III Commissione consiliare – presieduta da Ivano Job – si è riunita tra le due sessioni di lavoro dell’aula ed ha approvato la relazione conclusiva sulla petizione popolare n. 11, che si occupa di tutela della malga alpina Lagorai. Presente l’assessore competente, Mario Tonina, i commissari hanno chiuso l’istruttoria, con astensione di Lucia Coppola e di Luca Zeni.

La consigliera ha colto anche quest’occasione finale per ribadire la necessità di valorizzare con la massima cautela e “leggerezza” la malga sulla selvaggia catena montuosa del Trentino orientale, per evitare di snaturarla e di fare danno a un luogo così incontaminato e appartato. Gianluca Cavada ha auspicato che si consenta ai gestori-pastori di fare somministrazione di pasti e bevande, come integrazione del loro reddito.

 

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Relazione sulla petizione n. 11

La petizione popolare n. 11, dal titolo “Tutela di malga Lagorai” è stata depositata in data 21 dicembre 2020 e, dichiarata ammissibile dall’Ufficio di Presidenza ai sensi dell’articolo 165 del regolamento interno, assegnata alla Terza Commissione permanente il 31 dicembre 2020.

Con la petizione n. 11 i cittadini firmatari chiedono che il Consiglio provinciale si faccia parte attiva a tutela del compendio di malga Lagorai nel comune di Tesero. La malga, spiega il documento – rientra in un progetto della Magnifica Comunità di Fiemme che ne prevede la trasformazione in un ristorante e ciò, benché i firmatari riconoscano che la struttura necessiti di interventi di recupero, fa nascere il timore di uno snaturamento della malga e del contesto in cui è inserita a causa di un conseguente processo di antropizzazione di una valle (Val Lagorai) finora rimasta ai margini dei circuiti turistici di massa e per questo particolarmente apprezzata da chi vuole vivere e non “consumare” la montagna.
Le audizioni svolte dalla Terza Commissione permanente
La Terza Commissione permanente ha svolto l’esame della petizione nelle sedute di data 16 marzo e 4 maggio 2021, dedicando ampio spazio all’ascolto delle problematiche esposte dai firmatari nonché alle argomentazioni a favore dell’intervento di ristrutturazione.
La posizione dei firmatari, come posta anche da alcuni documenti depositati agli atti della Commissione, è la seguente.
In generale, la petizione non esprime contrarietà alla ristrutturazione della malga Lagorai ma evidenzia la diversità fra un intervento di ristrutturazione a beneficio del solo pastore e degli animali e un intervento che la trasforma in una struttura ricettiva per turisti, con posti letto. In questo senso il documento ricorda che “i fondi del progetto europeo Life erano destinati a politiche conservative e al potenziamento della biodiversità in aree di rete Natura 2000, nella prospettiva dei cambiamenti climatici in atto. L’insieme del progetto licenziato dalla Provincia e ora sostenuto dai proprietari delle diverse malghe non risponde a nessuno dei requisiti del progetto europeo Life”.
Si sottolinea la particolare natura dell’area Lagorai – Cima d’Asta che va valorizzata in omaggio al principio di conservazione dell’ambiente naturale e si ricorda che esperienze di potenziamento di strutture in quota, in Val di Fiemme e in Valsugana,

dimostrano che successivamente i territori interessati hanno subito un degrado a causa dell’ampliamento e del potenziamento della viabilità di accesso, delle operazioni di asfaltatura, della liberalizzazione degli accessi e dei conseguenti problemi di antropizzazione.
Nello specifico, i referenti dei firmatari hanno evidenziato, quali elementi di criticità, che l’intervento comporterà il cambio di destinazione d’uso della malga, da struttura agricola a struttura ricettiva. In secondo luogo il progetto, per diversi aspetti, sembra non armonizzarsi con le caratteristiche naturali del Lagorai. La strada di accesso che porta alla malga, ad esempio, è vincolata ad un obbligo di restauro poiché presenta le caratteristiche originali della mulattiera costruita al tempo della Prima Guerra mondiale, potrebbe essere classificata come bene storico, e attualmente può essere percorsa solo dai mezzi autorizzati del Comune di Tesero, limitazione che dovrebbe essere mantenuta e garantita insieme a una adeguata manutenzione. Una terza problematica concerne lo smaltimento dei reflui e delle acque nere e grigie, con riferimento al quale un perizia geologica ha certificato la compatibilità dell’intervento senza però produrre uno studio di biocompatibilità di una fossa posizionata poco a monte del lago di Lagorai che potrebbe essere interessato da fenomeni di inquinamento, anche a causa di episodi di malfunzionamento della fossa sebbene casuali e involontari. Fra gli aspetti dubbi del progetto vi è anche il fabbisogno energetico della malga nella sua nuova veste di struttura ricettiva. Nella relazione sullo stato di attuazione del 10 marzo 2021 – riporta il documento dei firmatari della petizione- si descrive “sommariamente” un approvvigionamento idrico per la produzione di energia elettrica ma nei documenti depositati presso il Comune di Tesero si ritiene che i pannelli solari non riusciranno a coprire il fabbisogno per cui vi sarà la necessità di generare corrente tramite un motore diesel, con i rischi che da ciò derivano in termini di inquinamento acustico e dell’ambiente per possibili perdite di gasolio. Si lamenta, infine la mancata informazione e la scarsa discussione del progetto, acuita dalla difficoltà di ottenere la documentazione relativa ai procedimenti.

Le problematiche sottese ai contenuti della petizione sono state ulteriormente illustrate nella seduta del 4 maggio 2021.
Nel considerare la natura della Magnifica Comunità di Fiemme, nata per tutelare la gente della valle e valorizzare il patrimonio ambientale e culturale di quest’ultima, i firmatari hanno riproposto i dubbi sulle modalità di decisione degli interventi e sulle motivazioni alla base del progetto di ristrutturazione che pare acquisire interesse nell’ambito del progetto Translagorai mentre negli anni precedenti la malga e la sua stalla non hanno beneficiato di alcun intervento riducendosi al degrado. I referenti della petizione hanno riportato inoltre che la malga, come ristrutturata, non pare essere interesse degli escursionisti che frequentano abitualmente la zona del Lagorai sia per il dislivello del tracciato sia per la filosofia della traversata, che viene affrontata con lo scopo di stare a contatto con la natura più selvaggia e staccarsi dalle comodità cittadine; la malga potrà allora forse essere un punto d’appoggio per “i turisti che discenderanno dal sentiero di Bombasel”.

In conclusione, i referenti dei firmatari hanno inteso trasmettere alla Commissione la preoccupazione che possa essere cancellata una parte di Lagorai, che comunque presenta già alcune zone infrastrutturate da strade e rifugi, ancora incontaminata. Per questi motivi hanno ribadito la richiesta di mantenere la destinazione d’uso della malga, innanzitutto, e ristrutturala solo per l’uso che ne farà il pastore e per essere utilizzata come semplice bivacco limitando al minimo l’impatto ambientale che, come detto, sarebbe notevole per rispondere al fabbisogno di energia elettrica, di acqua potabile e di smaltimento dei reflui. L’idea di trasformare la malga in una struttura ricettiva, con 17 stanze, richiede inoltre una riflessione sugli approvvigionamenti di cibo e di legna che dovranno essere portati dal fondovalle con il trattore con ulteriore impatto sull’ambiente, sulla tranquillità dei luoghi e sulla strada di accesso che come detto, rappresenta invece un bene da tutelare per il suo significato storico.

Nella documentazione consegnata dai firmatari della petizione si fa cenno al ruolo della SAT, che pare appoggiare il progetto di ristrutturazione.
La Commissione ha quindi incontrato il sig. Giovanni Zanon, già presidente della Comunità di Fiemme e attuale commissario della stessa.
Il sig. Zanon ha spiegato che la volontà di intervenire su malga Lagorai è risalente e collegata al cambiamento dell’utilizzo della malga e dell’assetto sentieristico circostante. Ha ricordato che la malga è sempre stata molto povera e utilizzata da chi non sapeva dove andare o per ospitare ovini o caprini ai fini dei contributi europei; dal punto di vista della frequentazione turistica il sentiero di collegamento da Paion del Cermis a Bombasel ha aumentato il flusso di visitatori. Afferma che la condizione minimale di malga Lagorai, che manca ad esempio di servizi igienici, è largamente riconosciuta e che in ogni caso è stato chiesto che la malga conservi la destinazione a stalla; per quanto riguarda gli aspetti della ristrutturazione assicura che saranno assunti tutti gli accorgimenti necessari affinché siano a minimo impatto ambientale. Allo stesso modo non vi saranno modifiche della strada di accesso, come sottolineato nell’autorizzazione a fini paesaggistici. Ritiene che anche il percorso partecipativo sia stato soddisfacente e ha ricordato di aver partecipato almeno a quattro o cinque riunioni che hanno interessato la valle di Fiemme e la Valsugana. In conclusione ha riconosciuto nella petizione alcuni aspetti condivisibili ma anche la necessità di rispettare le idee di tutti e trovare una mediazione fra un’idea di montagna “pura” e un’idea di montagna meno severa, pur nel rispetto dell’ambiente e utilizzando le adeguate accortezze. Ha inoltre aggiunto che la scelta di mantenere solo bivacchi non gestiti non è sempre la migliore poiché, purtroppo, l’educazione dei visitatori non è sempre la stessa e quindi una qualche forma di controllo è opportuna.

Gli interventi dei consiglieri
Il consigliere Cavada, come Vicino della Magnifica Comunità di Fiemme, ha dichiarato di avere particolarmente a cuore la vicenda di malga Lagorai, che frequenta abitualmente per escursioni, per la pesca, a caccia di funghi e per l’approvvigionamento di legna. Negli ultimi due anni e mezzo – ha fatto sapere – ha avuto diversi incontri con i due Scari che si sono susseguiti, con i Regolani e con l’amministrazione comunale di Tesero, per sincerarsi della bontà del progetto malga Lagorai e, dopo i tanti colloqui, ha potuto constatare che la struttura della malga non verrebbe stravolta. Ha informato la Commissione di aver promosso già nell’agosto 2019 un incontro con una decina di allevatori proprietari di aziende agricole, in quanto ha sempre ritenuto importante il loro pensiero e le loro idee sulla corretta destinazione d’uso della malga: in quella sede è emerso che la malga dovrebbe essere gestita da un unico referente, possibilmente un’azienda agricola a conduzione familiare, che abbia la possibilità, accanto alle altre attività tipiche della vita in malga e dell’alpeggio, di somministrare pietanze tradizionali al fine di integrare il reddito nelle poche settimane di piena attività della struttura. Ha voluto ricordare che lasciare spazi, come quello di malga Lagorai, all’incuria e al sottosviluppo può comportare il rischio concreto dell’abbandono della pratica dell’alpeggio e può avere serie ripercussioni sul mantenimento dell’ambiente, curato per la maggiore dai veri custodi e conoscitori della montagna, ossia gli allevatori e da chi sui monti ci lavora. Ha affermato che come amministratori vi è il dovere di fare il massimo per facilitare la loro attività. Ha altresì precisato che la riqualificazione della casera e della stalla è il presupposto per garantire una struttura dignitosa a chi lavorerà in malga Lagorai, intervenendo sullo spettacolo indecoroso al quale hanno assistito tutti coloro che in questi anni hanno frequentato quei luoghi e che non qualifica certamente il nostro modo di vivere e governare il territorio. Diversamente da quanto hanno pensato alcuni – ha precisato – un progetto che mira anche allo sviluppo economico non deve necessariamente stravolgere l’ambiente, specialmente dal momento che la Magnifica
Comunità ha garantito che non si interverrà sulla mulattiera e che rimarrà il divieto di accesso per i mezzi. Fondamentale sarà poi l’installazione e la corretta manutenzione della vasca imhoff per i liquidi reflui, per evitare la fuoriuscita di liquami che finirebbero nelle acque incontaminate del lago di Lagorai, con ingenti danni all’ecosistema dello specchio d’acqua.

In conclusione si è detto certo che la Magnifica Comunità, che da quasi un millennio lavora per la conservazione della valle di Fiemme e delle sue tradizioni, anche questa volta non farà mancare il suo straordinario contributo per un progetto che ha visto concordi lo Scario, i Regolani, l’Amministrazione comunale di Tesero e i consiglieri provinciali della val di Fiemme.

La consigliera Coppola ha condiviso, come detto dai referenti della petizione, che al centro della questione vi sia il futuro di una zona del Trentino selvaggia e naturale, elementi che la rendono importante e cara a chi la frequenta. Da qui ben si comprende, a suo parere, la richiesta di una impronta più lieve nel riammodernamento di malga Lagorai, e di trovare un equilibrio fra l’esigenza di assicurare una vita dignitosa ai pastori, di offrire al viandante la possibilità di una sosta confortevole ma non incidere troppo sull’ambiente. Ha affermato di essere rimasta molto colpita dalle tematiche evidenziate, ad esempio, dalla peculiarità della strada d’accesso e dalle problematiche connesse allo smaltimento dei reflui che ben comprende possano essere un serio motivo di preoccupazione. Nel riconoscere come nel dibattito siano state pronunciate molte parole sagge e pertinenti ha raccomandato la massima attenzione nei confronti dell’unicità del Lagorai e come sia opportuno sottrarlo al turismo di massa. Nel considerare quanto indicato dai firmatari della petizione e gli interventi successivi che hanno posto all’attenzione della Commissione una serie molto articolata di argomentazioni, ha concluso che sulla questione occorre condurre una valutazione attenta e approfondita.

Il consigliere De Godenz, che in quanto residente in valle di Fiemme ha ricordato di essere intervenuto più volte sull’argomento, ha affermato di essere d’accordo con il comitato dei firmatari su alcuni punti ma ha riferito la sensazione di molti valligiani circa la volontà di trattare il Lagorai come una riserva indiana. Ha ricordato che la stalla della malga non è utilizzata da anni, che quando ciò avveniva tutti i liquami finivano nel lago, che la stalla sottostante, a circa 500 m, è crollata e da 30 anni non è più utilizzata e che la mulattiera di accesso è stata sistemata 15 anni fa a cura della Magnifica Comunità con un’attenzione maniacale all’originale. Ha dichiarato di essere d’accordo su un restauro a impatto minimale ma di essere anche certo della necessità di un punto di servizio in quella zona. Ha osservato, infine, che lo stesso atteggiamento non è stato tenuto per interventi in altre zone del territorio tanto che l’atteggiamento nei confronti di malga Lagorai assume, per certi versi, secondo alcuni, la forma di un accanimento.
Il consigliere Degasperi ha evidenziato che la petizione coinvolge la questione, più generale, dell’approccio al turismo alpino osservando come il percorso Translagorai tende ad una sostanziale omologazione mentre il Lagorai è attualmente sentito come spazio per un turismo di nicchia. Ha ravvisato delle contraddizioni nel progetto là dove si afferma che la malga dovrebbe assicurare un punto di ricovero per chi percorre il tracciato mentre il percorso Translagorai passa lontano; sul tema della sostenibilità economica ha ricordato che l’assessore Tonina, nel rispondere ad una interrogazione sul tema, ha affermato che con la ristrutturazione della malga non si vuole fare business e non lo mette in dubbio, ma ritiene che un progetto deve anche essere in grado di durare nel tempo e produrre utilità. Sul tema della conservazione delle attività agricole e pastorali, ha riconosciuto che la malga ha bisogno di un intervento che però dovrebbe essere rispettoso della natura e della destinazione originaria dell’immobile aggiungendo che lo stato d’incuria in cui è caduta è forse indicativo dello scarso interesse finora dimostrato a questa struttura che ora pare essere essenziale.