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CARABINIERI ROVERETO (TN) * IMPEGNO DELL’ARMA: « VICINI ALLE FASCE A RISCHIO E FRAGILI DELLA SOCIETÀ »

L’Arma dei Carabinieri per molti è vista come un’Istituzione deputata ai compiti di Polizia e Militari, ma in realtà a queste si aggiunge anche un’altra “anima”: quella del Soccorso, pubblico ma anche ai singoli, per cui la Benemerita si è da sempre fatta apprezzare per il forte senso di umanità e appartenenza al Territorio. Basti pensare alle immagini riprodotte nel secolo scorso dalle tavole della Domenica del Corriere dall’artista Beltrame, che oltre a narrare di imprese eroiche, riportava storie e gesta di vita quotidiana.

Ed è proprio in questo contesto che alcuni giorni fa nel corso della mattinata una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Comando della Compagnia Carabinieri di Rovereto durante il Servizio di perlustrazione ha notato una persona molto anziana che, appoggiata ad un muro con lo sguardo fisso, ha destato la loro attenzione. Fermato il mezzo ed avvicinatosi all’ottuagenario, si sono subito resi conto dello smarrimento dell’uomo, che in un momento di scarsa lucidità, non ricordava più il modo di come rientrare a casa. Dapprima i militari rassicuravano l’anziano e nel contempo si attivavano per rintracciare un parente o reperire la residenza dello stesso; sono bastati pochi minuti perché la Centrale Operativa interessata riuscisse ad individuare sia la figlia dell’anziana persona, che la residenza. Contattata la congiunta dell’uomo si è provveduto ad accompagnare questi presso la propria residenza, che distava un centinaio di metri da dove i Carabinieri avevano trovato l’anziano in difficoltà.

Ma l’impegno dei Carabinieri nel tutelare le fasce deboli non si ferma solo a questo: nelle passate settimane i militari della Stazione di Lavarone, sono intervenuti nei confronti di un quarantenne italiano che, obnubilato dai fumi dell’alcol, aveva dapprima minacciato telefonicamente e poi, passando alle vie di fatto, aggredito l’ex convivente. I militari prontamente intervenuti provvedevano all’allontanamento dell’uomo in maniera tale che non portasse ad ulteriore conseguenze i suoi insani gesti e vista la flagranza degli eventi l’uomo veniva tratto in arresto e denunciato per atti persecutori e minaccia, rimettendolo alle valutazioni dell’Autorità Giudiziaria competente.

In altri frequenti casi si è dovuti intervenire in situazioni di disagio affettivo con coinvolgimento di minori: quelle situazioni che si potrebbe essere tentati di banalizzare, nella maggioranza dei casi, come delle mere liti in Famiglia, ma che, sempre più spesso, per la presenza di minori in particolare, o per profili latenti di sudditanza psicologica di uno dei due partner, nascondono profili insidiosi, che alla professionalità degli Operatori, supportati dalle valutazioni delle Autorità Giudiziarie di riferimento, si richiede di saper cogliere e correttamente valutare.

In merito a questa fenomenologia di reato, per il costante incremento professionale dei militari, si rivela fondamentale anche l’attività di aggiornamento professionale, grazie agli studi elaborati, tra gli altri, dalla Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri.

Da tempo l’Arma, in concorso con le altre Forze di Polizia, la Provincia Autonoma, l’Azienda Sanitaria e le Associazione competenti, ha posto in essere un protocollo di intesa e procedure di riferimento, su come intervenire ed essere vicine alle fasce più deboli soggette a questo e ad altri tipi di reato “specifici”, sforzandosi di ampliare la formazione del proprio personale sulla tematica della violenza di genere.