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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI MATTINA: « IN V COMMISSIONE E NOMINATO A SCRUTINIO SEGRETO IL COMMERCIALISTA APOLLONI NEL COLLEGIO REVISORI FONDAZIONE MUSEO STORICO »

Consiglio in Aula oggi e domani: lavori aperti dal question time e da 2 nomine. I lavori che oggi e domani impegneranno il Consiglio provinciale in Aula sono iniziati stamane con il question time. Subito prima il capogruppo del Patt Ugo Rossi ha commentato favorevolmente la sentenza della Corte costituzionale sulla gestione dei lupi e degli orsi segnalata poco prima dal presidente Kaswalder e da lui giudicata “di portata storica perché dice in modo inequivocabile che la Provincia autonoma di Trento può applicare direttamente la direttiva Habitat dell’Unione europea”. A seguire l’Aula ha sostituito Masè (La Civica) con Guglielmi (Fassa) per la maggioranza in Quinta Commissione e nominato a scrutinio segreto il commercialista Giorgio Apolloni nel collegio dei revisori della Fondazione Museo Storico del Trentino.

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Luca Zeni (Pd)
Quale futuro per  le politiche abitative.
Visto l’aumento del 3,2% degli affitti avvenuto nel 2018 e l’enorme numero di alloggi di proprietà privata sfitti da tempo, e tenuto conto del taglio di 70 milioni di euro previsti dal bilancio 2020 per il settore edilizio Zeni voleva sapere quali linee politiche e di intervento la Giunta intende adottare nel prossimo biennio per il rilancio dell’edilizia abitativa e lo sblocco degli affitti da parte dei proprietari privati.
La risposta. L’assessore Gottardi ha precisato che il taglio dei 70 milioni di euro previsto per il 2020 è dovuto ad impegni assunti nella precedente legislatura. Nella quale si era deciso di interrompere anche i contributi per la prima casa. La Giunta intende però dare nuovo impulso all’edilizia abitativa a partire da quella agevolata, per la riqualificazione e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Nel bilancio è previsto un incremento delle risorse per gli anni 2021 e 2022. L’esecutivo intende inoltre studiare un nuovo modello di sostegno all’edilizia pubblica e valutare i bisogni tramite Itea per una più adeguata programmazione degli interventi. Questo anche per la riqualificazione degli alloggi di Itea, in funzione della quale saranno messi a disposizione 45 milioni di euro.
La replica. La risposta dell’assessore è stata giudicata da Zeni più preoccupante che rassicurante perché la sintesi è che c’è la volontà di dare nuovo impulso ma che non sono confermati gli interventi degli anni precedenti, non è previsto il contributo sulla prima casa, ma intanto il taglio dei 70 milioni di euro rimane. Dopo un anno di legislatura il tempo per progettare nuovi interventi c’era, mentre oggi la Giunta rinvia le iniziative al futuro come se ci si trovasse a fine legislatura. Servirebbe una maggiore capacità di intervento già da subito.

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Pietro De Godenz (UpT)
Sfoltire gli alberi vicini alle strade.
Visti i danni che la tempesta Vaia e anche il maltempo dei giorni scorsi hanno causato con l’arresto di vie di comunicazioni stradali, telefoniche ed elettriche causato dalla caduta di piante situate lungo le strade, De Godenz voleva sapere se si intendono eliminare gli alberi rischiosi per l’incolumità di cose e persone ai lati delle strade provinciali e delle abitazioni, e studiare anche l’interramento di linee telefoniche ed elettriche considerate a rischio. De Godenz ha ricordato che la Giunta nell’ultima seduta ha adottato alcuni provvedimenti al riguardo.
La risposta. L’assessore Zanotelli ha segnalato il conchiuso di Giunta presentato dal presidente venerdì scorso che impegna il servizio competente della Provincia ad intervenire per la gestione degli alberi ritenuti più problematici lungo le strade statali e provinciali alla luce degli eventi atmosferici di forte intensità avvenuti anche negli ultimi giorni. E questo coinvolgendo e responsabilizzando anche i Comuni. Fermo restando il diritto di proprietà, ha aggiunto Zanotelli, il taglio delle piante è previsto per ragioni di pubbliche sicurezza se gli alberi si trovano in prossimità di reti, linee elettriche, impianti a fune e ponti. Quanto all’interramento di linee elettriche e telefoniche, l’assessore ha risposto che la soluzione è possibile a determinate condizioni previste dalle regole che disciplinano il settore.
La replica. De Godenz, pur soddisfatto, ha osservato che l’interramento delle linee va previsto nei prossimi anni soprattutto nelle aree di montagna perché rimanere senza telefono fisso a lungo, ad esempio per gli alberghi, diventa problematico.

 

*Filippo Degasperi (5 Stelle)
Armonizzazione del trattamento del personale dell’Apss.
Il consigliere voleva conoscere i risultati del tavolo tecnico previsto dal protocollo d’intesa del novembre 2016 da attivare entro gennaio 2017 per l’omogeneizzazione dei trattamenti del personale della Provincia e i professionisti sanitari dell’Apss e le eventuali iniziative che si vogliono adottare a questo scopo. Si tratta di circa 3.700 lavoratori.
La risposta. Il presidente Fugatti ha risposto che Apran aveva già iniziato ad affrontare il problema già a partire dal dicembre 2016. Le modifiche prodotte hanno riguardato la dirigenza accorpando i personale con funzioni amministrative e con funzioni modico-sanitarie. Due sono le linee di intervento previste dall’Apran: una punta a valorizzare le professioni sanitari e l’altra prevede l’armonizzazione del personale dell’Apss e di quello delle autonomie locali. Il tavolo contrattuale sconta purtroppo delle difficoltà nella trattativa ma l’auspicio è di arrivare a chiuderlo nel più breve tempo possibile.
La replica. Degasperi si è dichiarato insoddisfatto della risposta che il presidente non ha dato né alla domanda riferita ai risultati del tavolo né su quale siano le intenzioni della Giunta sull’armonizzazione del trattamento. Il fatto che la trattativa sconti difficoltà non toglie nulla al fatto che il pallino è in mano all’Apran che riceve direttive dalla Giunta provinciale. Il rischio è che il personale scenda in piazza come la settimana scorsa.

 

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Paolo Ghezzi (Futura)
Tempi e modalità di avvio delle Dat.
Il consigliere voleva sapere con quali tempi e modalità si stia dando attuazione alla disciplina nazionale che prevede l’introduzione delle disposizioni anticipate di trattamento, che riguardano la coscienza personale anche in relazione al fine-vita, previste dalla legislazione nazionale per permettere ad ogni maggiorenne di esprimere la sua volontà in merito ad interventi diagnostici, alle scelte terapeutiche e ai trattamenti sanitari cui accetta o meno di essere sottoposto. Pareva che fin dal 2014 l’Apss avesse predisposto un’apposita scheda per l’espressione delle Dat.
La risposta. L’assessore Gottardi ha risposto che già alcuni anni fa la Giunta aveva dato mandato all’Apss di elaborare le modalità per la raccolta delle Dat sulla base delle indicazioni fornite dal comitato etico. Comitato che ha concentrato l’attenzione soprattutto sulle Dat riguardanti le persone affette da patologie croniche degenerative. Il decreto del ministero della salute non è ad oggi ancora stato emendato perché si è in attesa delle indicazioni del Consiglio di Stato.
La replica. Ghezzi ha ricordato che la scheda è attesa da 6 anni ma la Provincia potrebbe in realtà già procedere come nel caso delle patologie croniche generative. E ha preso atto che non vi è alcuna volontà di procedere in questo percorso ma solo di attendere. Futura continuerà quindi a pressare la Giunta su questo punto perché su questa materia così vicina e sensibile per la vita delle persone il Trentino poteva essere all’avanguardia

 

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Ugo Rossi (Patt)
Distribuzione della quota  del patrimonio dell’A22.
Rossi voleva sapere l’esatto ammontare della quota del patrimonio dell’A22 che la Provincia avrebbe chiesto di distribuire ad ogni socio e le motivazione della richiesta.
La risposta. Il presidente Fugatti ha risposto che la richiesta è stata formalizzata dalla Regione per conto di tutti i soci. La distribuzione non dovrà superare il 10% delle risorse straordinari che ammontano a 657 milioni di euro. Il 10% è quindi pari a di 65,7 milioni di euro. Le risorse saranno impiegate dagli enti pubblici per sostenere gli investimenti infrastrutturali programmati per il prossimo futuro. Fugatti ha precisato che la società è fortemente patrimonializzata, priva di debiti, con una situazione finanziaria estremamente positiva e con buone prospettive. La distribuzione non pregiudica gli adempimenti previsti da A22 per i fondi ferrovia né per la realizzazione degli investimenti infrastrutturali previsti. I 65,7 milioni di euro verranno ripartiti in proporzione alla percentuale di partecipazione alla società: 21 milioni andranno alla Regione, 5 alla Provincia di Bolzano, 5,2 alla Provincia di Trento e 9 ai soci privati. Le quote – ha concluso Fugatti – sarebbero state comunque distribuite.
La replica. Rossi ha osservato che anche i privati A22 avrebbe dovuto chiedere di finalizzare la quota ad investimenti come previsto per i soci pubblici. Qualche altra riflessione su questo aspetto poteva essere fatta. Tuttavia Rossi ha giudicato molto chiara risposta di Fugatti che ha dichiarato che la Provincia utilizzerà per investimenti la propria quota. Peccato che a questi investimenti manchi la quota che andrà ai privati.

 

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Giorgio Tonini (Pd)
Perché attribuire ai democratici la macabra scritta antileghista?
Il capogruppo del Pd chiedeva perché qualche settimana fa l’assessore Bisesti, nel condannare una macabra scritta anonima rivolta ai “leghisti”, abbia alluso alla responsabilità dei “soliti democratici” aggettivandoli come “buonisti”.
La risposta. L’assessore Bisesti ha risposto giudicando incivile chi attacca la Lega usando violenza anche fisica come quella di chi deturpa e imbratta i muri. Ma, ha aggiunto, l’aggettivo democratico non può essere considerato esclusivamemnte del Pd. In Italia vi sono vari soggetti che si considerano democratici e antifascisti per usare violenza verso gli avversari. Bisesti ha detto di credere nel concetto di democrazia intesa come dialogo tra diverse forze politiche. Si è detto dispiaciuto che nel question time sia stato usato anche il giovane trentino vittima dal terrorismo islamico.
La replica. Tonini si è detto “un po’ sconcertato” dal riferimento a Megalizzi, la cui uccisione aveva visto il Consiglio unito nella condanna. Vero, certo – ha aggiunto – che il Pd non è l’unica forza democratica. Ma non si possono definire, come ha fatto l’assessore, “soliti democratici buonisti”, soggetti che usano metodi violenti. Secondo il capogruppo del Pd, Bisesti dovrebbe dire chiaramente che “se qualcuno usa la violenza non è un democratico in alcun modo”. Altrimenti – ha concluso – di fa cattiva propaganda infondendo nel corpo sociale l’idea che vi sia una qualche continuità tra forze democratiche e non. Tonini ha concluso invitando quindi l’assessore ad utilizzare un linguaggio più rispettoso nei confronti degli avversari politici della Lega.

 

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Alessandro Olivi (Pd)
Collegamenti: c’è un’idea strategica per il futuro dell’area di Rovereto?
Olivi chiedeva se la Giunta abbia un’idea strategica con la quale progettare il futuro dei collegamenti nell’area di Rovereto, tenuto conto che le varie ipotesi fin’ora prospettate – tunnel stradale sotto il Monte Baldo tra Avio e Malcesine per facilitare l’accesso al Garda, studio di fattibilità della ferrovia Rovereto-Riva e l’ipotesi dello sbocco della Valdastico a Rovereto sud – riflettono un sistema di mobilità piuttosto disordinato.
La risposta. Il presidente Fugatti ha risposto che in primo luogo la Valdastico la paga la concessionaria per cui il problema non si pone. In settembre l’A4 ha presentato al ministero lo studio di fattibilità conclusivo sul tracciato con sbocco a Rovereto sud. Non appena entrerà in possesso di questo documento la Giunta attiverà su questo documento tutti gli strumenti necessari per concertare il progetto con i territori, coinvolgendo anche i Comuni della valle del Leno. Sulla ferrovia Rovereto-Riva la Giunta ha programmato uno studio di fattibilità per verificare l’eventuale anche interesse dei privati e valutarne la sostenibilità. Quanto infine al tunnel Avio-Malcesine, in passato vi era sempre stata la contrarietà dei Comuni veneti del Garda, mentre ora gli stessi Comuni si dichiarano a favore prospettando la possibilità che il basso Trentino diventi il loro l’entroterra. Questa proposta è ad oggi ad un livello del tutto embrionale. Se la Provincia ha accennato ai fondi Odi destinati ai Comuni di confine è perché non disporrebbe delle risorse per realizzare l’opera. Quindi, ha concluso Fugatti, la posizione consiste nel non dire di no subito ed esprime la volontà di vedere se vi sono le condizioni e poi decidere.
La replica. Olivi ha precisato di non amare la “cultura del no” ad opere come questa. E ha aggiunto che “uno studio di fattibilità non si nega a nessuno. Staremo a vedere, ha concluso, giudicando comunque “una leggera contraddizione” un’idea di Vallagarina che non può diventare contemporaneamente terra di sbocco e imbocco sia autostradale che ferroviario. Manca insomma per Olivi un’idea di Trentino che non è ricavabile sommando studi di fattibilità per sistemi di mobilità che appaiono contraddittori tra loro.

 

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Vanessa Masè (La Civica)
Ulteriori misure peR “controllare” il cinghiale.
La consigliera chiedeva se la Giunta intende mettere in atto ulteriori misure per contenere i pesanti danni causati dal cinghiale alle coltivazioni ed in genere all’ecosistema.
La risposta. Nella propria risposta l’assessora Giulia Zanotelli ha chiarito che la Pat ha rivisto recentemente la disciplina del controllo per rendere maggiormente efficace il contrasto al cinghiale. Alla delibera iniziale sono state via via apportate diverse modifiche per rendere la procedura più chiara e snella e il 2 settembre scorso il dirigente competente ha firmato la determinazione per ampliare le zone di controllo nel Trentino meridionale e in Valsugana. Da un lato si manterrà alta l’attenzione sugli abbattimenti e dall’altro si verificherà costantemente l’adeguatezza della disciplina apportando eventuali nuove modifiche e variazioni, ha rassicurato Zanotelli.
La replica. Fa piacere, ha replicato Masè, sentire che c’è una forte sensibilità da parte dell’assessorato verso questo problema, molto serio per l’agricoltura trentina.

 

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Lorenzo Ossanna (Patt)
Riaprire fino a fine dicembre la strada del lago di Tovel.
L’esponente del Patt chiedeva di mantenere agibile con adeguati accorgimenti almeno fino a fine dicembre la strada provinciale di collegamento con il lago di Tovel, la cui chiusura anticipata del tratto a partire dal km 1.600 a causa delle recenti e cattive condizioni meteo, sta causando un grave danno economico alle attività commerciali presenti nelle vicinanze del lago.
La risposta. Il presidente Fugatti ha spiegato che la chiusura è stata disposta ai sensi del decreto 65, a causa delle avverse condizioni meteo e delle intense precipitazioni. In relazione a tali condizioni meteo è stato diffuso un messaggio mirato ed è stata dichiarata l’allerta a partire dal 15 e fino al 25 novembre scorso. Saranno fatte a breve delle verifiche per capire se ora sussistono le condizioni di sicurezza per la riapertura, almeno temporanea, della strada. Va detto, ha aggiunto il presidente, che le condizioni meteo oggettivamente stanno mettendo a dura prova il sistema di tenuta e le responsabilità di chi deve decidere se aprire le strade in condizioni di sicurezza.
La replica. Ossanna ha apprezzato la risposta, soprattutto laddove si rassicura su una prossima valutazione delle condizioni di sicurezza e sull’opportunità o meno di una riapertura della strada.

 

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Alessio Manica (Pd)
Interramento della ferrovia a Pergine: urgono le risorse.
Manica chiedeva se la Giunta ha stanziato nel bilancio di previsione 2020-2022 le risorse per l’interramento della ferrovia a Pergine anche in vista dell’elettrificazione della linea e, in caso di risposta negativa, se e quando intenda stanziarle.
La risposta. Il presidente Fugatti ha evidenziato che si tratta di un tema all’attenzione della Provincia da tempo e ha comunicato che si stanno rinnovando gli accordi per sopprimere i passaggi a livello su tutta la linea della Valsugana, forse anche con un parziale interramento che a Pergine costerebbe circa 50 milioni di euro per una tratta di 1200 metri (i 450 metri realizzati a Lavis sono costati 25 milioni). Allo stato attuale è tutto in via di valutazione, mentre non sono previsti, ad esito della elettrificazione, incrementi di tracce e di passaggi, perché una quarantina di corse al giorno, due ogni ore circa sono ritenute sufficienti. Inoltre, gli interventi non si traducono in un incremento della capacità della linea che resta a binario unico.
La replica. Manica ha replicato che sembra di capire che vi sia la volontà di valutare la possibilità di interramento della linea in corrispondenza di Pergine, almeno parziale. Se è vero che l’elettrificazione non cambierà le frequenze, è anche vero che un interramento potrebbe comportare una ricucitura urbanistica di Pergine e un salto di qualità per la linea che potrebbe diventare per i perginesi un’opzione primaria nella mobilità.

 

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Paola Demagri (Patt)
Collegare con il depuratore di Cloz anche Revò, Romallo e Cagnò.
Demagri chiedeva se la Pat, dopo aver finanziato il collettore Castelfondo-Brez-Cloz per collegare i paesi al depuratore di Cloz per modernizzare e completare il sistema fognario lungo il torrente Novella, abbia avviato la gara d’appalto, quali siano i tempi di esecuzione dell’opera e se la Giunta intenda finanziare anche il collegamento con il depuratore anche per gli abitati di Revò, Romallo e Cagnò.
La risposta. Il presidente Fugatti ha chiarito che il collettore rappresenterà la dorsale principale per le acque refluee della zona, il progetto è in fase avanzata ed è stato presentato alla conferenza dei servizi per l’ottenimento dei pareri ed entro marzo del 2020 sarà indetta la gara, cui seguirà l’aggiudicazione, con la previsione di un completamento dell’intervento entro il 2022. Il progetto è comunque subordinato alla realizzazione del collettore di Cloz, cui saranno collegati gli abitati di Revò, Romallo e Cagnò.
La replica. Prendo atto della positività ad entrambi i quesiti, ha detto Demagri, che ha ringraziato per la risposta.

 

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Giorgio Leonardi (FI)
Quali progetti per cure domiciliari degli over 56?
Il consigliere chiedeva quali siano i progetti che la Giunta intende attuare per una presa in carico efficace, continuativa e sostenibile delle persone ultrasessantacinquenni che hanno bisogno di assistenza e cure domiciliari.
La risposta. L’assessore Mattia Gottardi ha risposto chiarendo che in generale il potenziamento dell’assistenza territoriale è tra gli impegni all’attenzione di questa legislatura e di questa Giunta, a partire dalla sperimentazione di Spazio Argento, fino all’accompagnamento in fase di dimissione, alla presa in carico della persona anziana in forma integrata ecc.
La replica. Un’esposizione esaustiva degli intendimenti della Giunta che pare abbia un occhio di riguardo per le fasce più deboli, ha replicato Leonardi ringraziando l’assessore.

 

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Alex Marini (5 Stelle)
Orientamento sulla contestata variante al Prg del Comune di Nago-Torbole.
Marini voleva sapere quale sia l’orientamento della Giunta in merito all’approvazione del Prg di Nago-Torbole, anche alla luce delle questioni di illegittimità evidenziate dalle minoranze consiliari di quel Comune, sulla cui base è stato già richiesto l’annullamento della delibera adottata dall’amministrazione locale.
La risposta. L’assessore Tonina ha rassicurato l’interrogante che la variante al Prg 13 del comune di Nago Torbole, adottata con deliberazione consiliare nell’ottobre scorso è pervenuta alla Provincia il 24 ottobre ed è attualmente oggetto della dovuta verifica amministrativa e valutazione tecnica della presenza degli elaborati tecnici richiesti. Ad oggi non risulta possibile fornire elementi di risposta all’interrogazione, perché non è stata avviata l’istruttoria. Entro 90 giorni sarà espresso il parere sulla variante adottata.
La replica. Marini ha apprezzato la rassicurazione ed ha aggiunto che dalla documentazione in suo possesso sono stati messi in evidenza una serie di errori e di leggerezze con cui è stato redatto il Prg, nonché alcune incompatibilità che riguardano membri della Giunta comunale o soggetti a loro legati, che sembrano andare contro le indicazioni dettate dalle norme.

 

Michele Dallapiccola (Patt)

A quando incontri pubblici

sul raddoppio della Valsugana?

Il consigliere chiedeva se e quando la Giunta intenda incontrare la popolazione della Valsugana per presentare una proposta politica completa sul raddoppio della statale 47, che presenta problemi finanziari, di coordinamento sia con le opere stradali del Veneto sia con l’ipotizzato tracciato della Valdastico sia con l’elettrificazione della ferrovia sia di bonifica e recupero del suolo agricolo sacrificato a causa della nuova sede stradale.

La risposta. Il presidente Fugatti ha spiegato che la Giunta ha predisposto un documento di presentazione preliminare del progetto, sulla base dei dati in possesso, con soluzioni di sdoppiamento dell’asse stradale ad integrazione delle proposte esistenti: una soluzione a due corsie monodirezionali per ogni senso, la seconda a due più due corsie per separare il traffico di transito e quello locale. Le caratteristiche dei progetti sono conformi alle normative vigenti e tengono conto dei flussi di traffico. L’occupazione di suolo pubblico è evidente, ma il relativo impatto è stato tenuto in considerazione. Propedeutica è l’azione di concertazione con i cittadini prevista dalla legge e coerentemente il 18, 19 e 20 novembre si sono svolte le conferenze d’informazione per l’illustrazione dell’intervento sul territorio. Circa l’elettrificazione della Valsugana si sono succeduti diversi incontri nel 2019, a seguito dei quali si è stabilito di procedere con il progetto in tempi brevi, ossia entro l’appuntamento olimpico del 2026. Il programma dei lavori sè stato presentato l’11 novembre scorso ai vertici di Rfi.

La replica. Dallapiccola si è detto insoddisfatto della “lettura” della risposta da parte del presidente e del metodo di operatività della Giunta su questi importanti progetti. La Valsugana aveva un progetto di bonifica di terreni che non è stato seguito a sufficienza ed è il motivo per il quale si è manifestato il disagio negli incontri pubblici citati dal presidente.

 

LE NOMINEGuglielmi (Fassa) al posto di Masè per la maggioranza in Quinta Commissione.

Concluso il question time, l’Aula ha provveduto alla sostituzione di Vanessà Masè (La Civica) nella Quinta Commissione permanente, da cui la consigliera si era dimessa il 24 ottobre scorso. Al suo posto con 18 voti favorevoli e 8 di astensione è stato nominato Luca Guglielmi, del gruppo Fassa, designato dalla maggioranza. Paolo Ghezzi (Futura) ha ringraziato Masè per il ruolo di moderazione da lei avuto nell’organismo, auspicando che sulla stessa linea si ponga anche il successore.

Fondazione Museo Storico: Giorgio Apolloni nel collegio dei revisori.

Subito dopo il Consiglio ha nominato a scrutinio segreto Giorgio Apolloni (dottore commercialista, classe 1986, noneso) designato dalle minoranze nel collegio dei revisori della Fondazione Museo Storico del Trentino. Con questi voti: 13 favorevoli, 10 schede bianche e 4 nulle.