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Prima commissione, aperti due ddl per la riforma della legge sul difensore civico e i garanti.

Nella seduta di questa mattina della Prima commissione sono stati “aperti” due ddl che propongono modifiche alla legge che riguarda il difensore civico e i garanti. Uno, il 41, di maggioranza, ha l’obiettivo di slegare, fissandola a 5 anni, la durata del mandato di Difensore civico e garanti dalla legislatura. L’altro, il 19, di minoranza, anche in base dei principi di Venezia, prevede una modifica dei requisiti di nomina e la procedura del difensore civico, prevedendo la selezione dei candidati anche attraverso audizioni con i consiglieri e attraverso una procedura più trasparente dell’attuale. I proponenti hanno condiviso i contenuti dei rispettivi ddl e quindi verrà valutata la possibilità di unificarli.

 

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Parere positivo a tre delibere.

Parere positivo, sempre in Prima commissione, per tre delibere della Giunta. Una, adottata dalla Giunta il 4 settembre e che ha ricevuto parere favorevole dalla commissione con il sì della maggioranza e tre astenuti di minoranza, riguarda la clausola sociale per le gare d’appalto e contiene, come ha spiegato l’assessore, la disciplina e le modalità che le amministrazioni devono seguire negli appalti; gli adempimenti per l’appaltatore uscente; le condizioni economiche per i dipendenti delle società subentranti e le possibilità previste per le aziende di ridurre il personale per il nuovo appalto.

L’assessore ha poi presentato un’altra delibera, adottata il 2 settembre, accolta favorevolmente col sì compatto della maggioranza e 4 no della minoranza, che riguarda le dimissioni di un dirigente generale per la nota vicenda dell’orso M 49. La delibera assegna le competenze di agricoltura foreste e difesa nel suolo al Dipartimento della Protezione civile con decorrenza dal 1 ottobre, data, ha precisato l’assessore, che potrà essere anticipata.

Su questa delibera c’è stato un ampio dibattito. Un esponente di opposizione ha detto di non capire la ratio del provvedimento che non può ridursi alle persone o alla vicenda di M49. L’assessore ha risposto ricordando che le dimissioni del dirigente generale sono state respinte dalla Giunta che gli ha così confermato la fiducia per il lavoro che ha svolto alle dipendenze della Pat. Tant’è vero, ha aggiunto, che sono state riviste le competenze, ma è rimasto a capo del dipartimento agricoltura. Sono solo state in parte riviste le competenze. Un altro consigliere di minoranza ha detto che non ci si può esimere dal sottolineare il fatto che questa delibera sia la ciliegina sulla torta di una gestione disastrosa e mirata solo al consenso dei grandi carnivori. Gestione che ha esposto i dirigenti al pubblico ludibrio per responsabilità che sono politiche. La delibera, ha concluso, dimostra la totale incompetenza di chi si sta occupando dei grandi carnivori. Un altro esponente dell’opposizione ha parlato, riferendosi alle fughe dell’orso, di un vero e proprio carosello e ha criticato la scelta, definita illogica, di affidare a un dipartimento che nulla ha a che fare con la gestione di questo tipo di fauna.

Non c’è, inoltre, un disegno e non c’è un rapporto chiaro con lo Stato che, peraltro, ha dimostrato limiti evidenti su questo problema. Un altro consigliere, sempre di minoranza, ha detto che, nonostante le spiegazioni dell’assessore, le ragioni di questa riorganizzazione non si capiscono, così come non si capisce come la gestione dei grandi carnivori potrà, di conseguenza, migliorare. La norma, ha aggiunto, è chiara e la Corte Costituzionale su questo ha riconosciuto alla Pat un’autonomia quasi di livello statuale. Un altro consigliere ha definito del tutto insufficiente le spiegazioni dell’assessore il quale, di fronte a queste accuse, ha affermato che c’è un impegno del governo provinciale per una riassegnazione delle deleghe per ambedue i dirigenti generali interessati. Sulla gestione di orsi e lupi ha ricordato che i rapporti col ministro non sono certo stati favorevoli alla soluzione dei problemi. Del resto anche nello Stato c’è chi ammette che i problemi sono gravi e vanno affrontati. In una recente riunione del comitato del Parco dello Stelvio, ha riferito l’assessore, un esponente nominato dal ministro dell’ambiente del governo precedente, ha detto che così come sono impostati Life Ursus e la gestione del lupo non sono più sostenibili. Una valutazione che va fatta presente al ministro, con il quale, ha sottolineato l’assessore, sul tema non c’è sintonia. Ma va trovata una soluzione condivisa altrimenti il progetto morirà da solo, mentre il rischio di un abbandono dell’agricoltura di montagna è evidente.

Dall’opposizione è venuta una domanda all’assessore: è stata chiesto all’Ispra, come detta la legge provinciale, un parere sull’eventualità di abbattimento di M49? Mentre un altro esponente ha sottolineato che la Giunta, invece di limitarsi ai comizi e a rimandare la palla a Roma, deve assumersi la responsabilità di rendere compatibile la presenza di questi animali con quella dell’uomo perché ne ha le competenze. Da una consigliera di minoranza è venuto l’appoggio totale alle scelte della Giunta che si è dimostrato di saper affrontare il problema con equilibrio.

Infine, sulla delibera dei curricula presentati per la nomina di un componente del cda di Trentino Digitale il parere è stato favorevole con astenuti 4 e il sì della maggioranza.