PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

C’è anche Trento tra i Comuni italiani ad alto livello di maturità digitale fotografati dall’indagine realizzata da Fpa per Dedagroup Public Services, che proprio a Trento ha il suo quartier generale. Presentata oggi a Forum Pa, l’analisi quantitativa di un campione di 109 Comuni capoluogo ha preso in considerazione tre aspetti: il livello di disponibilità online dei principali servizi al cittadino e alle imprese, l’utilizzo di piattaforme come PagoPa, Spid e Anpr, la quantità e la qualità di open data messi a disposizione della cittadinanza abbinate a un buon utilizzo dei canali social.

In base a questi parametri sono 35 le Amministrazioni comunali con elevata maturità digitale che raggiungono un livello ragguardevole in una delle tre dimensioni e un livello oltre la sufficienza nelle rimanenti due. Un gradino sotto le grandi città – Bologna, Genova, Milano, Roma, Torino e Venezia – e due piccoli fenomeni – Cesena e Pisa – che raggiungono livelli d’eccellenza in tutte e tre le aree, Trento si posiziona tra i capoluoghi in fuga grazie a buone performance nei diversi indicatori presi in considerazione dell’indagine.

Soddisfatta del risultato, la direttrice generale Chiara Morandini, responsabile del Servizio innovazione, guarda già oltre i traguardi raggiunti: “L’indagine di Fpa ci restituisce l’immagine di una città che usa la tecnologia come mezzo per migliorare sia i servizi per cittadini e imprese sia la qualità della vita in generale: ed è esattamente questo il cuore del progetto Trento Smart City. Per raggiungere questi obiettivi occorre infrastrutturare il territorio, sia con investimenti pubblici (vedi i progetti avviati da anni con la Provincia per la rete in fibra ottica) ma anche attraverso le alleanze con i privati. Occorre rendere disponibili servizi che limitano gli spostamenti e fanno risparmiare tempo (e dunque, per esempio, digitalizzare tutti i procedimenti comunali). Occorre che tutti i soggetti, pubblici e non, lavorino assieme per attrarre fondi europei destinati a sviluppare servizi innovativi. Sono oltre 1,5 milioni di fondi acquisiti negli ultimi anni insieme a Fbk, Unitn, Trentino digitale ed altri partner tecnologici regionali, in particolare grazie al programma Horizon 2020 ma anche grazie a laboratori condivisi per formare e far crescere team trasversali di lavoro”.

Non può essere che positivo anche il commento di Chiara Maule, assessore all’Innovazione e ai Progetti europei, che a sua volta rilancia: “Dobbiamo costruire un rapporto di fiducia tra l’Amministrazione e cittadini: il Comune deve sviluppare servizi e far crescere la cultura e la competenza digitale, i cittadini sono chiamati a collaborare per diffondere e migliorare i servizi dell’Amministrazione pubblica. La pandemia ci ha dimostrato quanto siano importanti infrastrutture e servizi digitali. A Trento l’emergenza ha contribuito a rafforzare ancora di più la collaborazione tra enti – basti pensare all’esperienza del Bonus bici digitalizzato e all’attivazione del rilascio dell’identità digitale SPID negli sportelli del Comune – ponendo le basi per la ripartenza”.