In relazione alle dichiarazioni rese a mezzo stampa della Giunta provinciale riguardanti l’attività degli infermieri in Tesino le notti ed il fine settimana, confuso da taluni come servizio “al posto della guardia medica”, Cisl medici rende noto quanto segue:

Tra gli obiettivi strategici per il governo e le politiche del personale vi è l’incremento delle competenze e lo sviluppo del personale sanitario dipendente con particolare riguardo alla diffusione di modelli organizzativo-assistenziali sperimentali, focalizzati sulla persona e sulle soluzioni favorevoli alle sue condizioni clinico assistenziali, come anche previsto dal contratto collettivo nazionale di maggio 2018 che introduce per i dottori in Scienze infermieristiche una nuova disciplina.

Alla luce di tutto ciò, apprezziamo la ferma volontà dimostrata dalla Giunta provinciale, ieri riunitasi in Tesino, nel cogliere il dramma del nostro Servizio sanitario provinciale; concentrandosi su un servizio pubblico innovativo in cui tutti possano riconoscersi ed affidarsi, non lasciando indietro nessuno.

Ribadiamo,come settore della medicina generale, la nostra disponibilità ed il nostro sostegno alla professionalità ed alle capacità specialistiche dimostrate sempre ed ovunque dai nostri medici di “guardia” nel perseguire questo obiettivo,che non può prescindere dalla qualità delle prestazioni, a loro volta strettamente correlata con i profili professionali degli operatori, definiti in ragione del loro percorso formativo, così come disposto dalla Legge 3 del 2018, soprattutto in riferimento all’articolo 12,che non prevede “valutazione di segni e sintomi “cioè di diagnosi senza la presenza del medico di continuità assistenziale.

Sicuramente questo nuovo servizio non sopperisce, nelle periferie ed i fini settimana, alle improvvise richieste di certificazioni di malattia per i lavoratori turnisti e alle ricette per le medicine, che obbligherà comunque il cittadino ad andare in PS oppure nelle sedi istituzionali di guardia medica.

Sarebbe il momento della condivisione, per affrontare al meglio le scelte relative alle carenze di medici di continuità assistenziale, dovuta non per colpa nostra ma per errori di programmazione della classe politica e aziendale.

Ma questo sarebbe anche il tempo per sedersi nel Comitato istituzionalmente preposto per sviluppare una forte sinergia tra tutte le professioni sanitarie.

È comunque il momento di mettere ognuno le proprie competenze al servizio del cittadino, sia egli in Tesino, in Val di Ledro, in Pinè o in qualsiasi altro Comune e Comunità del Trentino.

Portando a livelli sempre più elevati la qualità delle prestazioni, anche attraverso la telemedicina, e sviluppando, tutti insieme, modelli di collaborazione nelle strategie assistenziali. Non quindi “nel frattempo che si troveranno i medici di guardia”, ma al loro fianco nelle sedi oggi esistenti.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino