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CISL MEDICI – TRENTINO * APSP – CONTAGI: « È COMPITO DEL COORDINATORE DELLA RSA L’IMPLEMENTAZIONE DELLE POLITICHE RIGUARDANTI LA CURA E L’ASSISTENZA DEGLI OSPITI »

Sconfortano le dichiarazioni a mezzo stampa televisiva e giornalistica dell’ultima settimana del Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Trento sulla questione dei Direttori sanitari di APSP della nostra Provincia, laddove sottolinea che si tratterebbe “per lo più di medici in quiescenza che non hanno specializzazione in igiene e in diritto sanitario. Sono consulenti esterni…” .

Ma anche quelle del dottor Monfredini, di Spes, riguardanti Cadine. Non si tratta di questioni deontologiche o riferite alla quota di iscrizione all’Ordine stesso. Al contrario, di specificità giuridico contrattuali, che attengono ai sindacati di categoria ed ai liberi professionisti che hanno firmato contratti individuali. Tutto ciò sulla base delle direttive per l’assistenza sanitaria ed assistenziale a rilievo sanitario nelle RSA pubbliche e private, deliberate annualmente dalla Giunta provinciale.

A partire dal 28 maggio 1998 ad oggi nei servizi sanitari delle RSA sono presenti come medici anche i Direttori sanitari, termine che viene utilizzato per definire impropriamente la figura del medico coordinatore di RSA. Tenuto presente che a Trento e Rovereto stiamo parlando di grandissimi professionisti, dirigenti medici a tempo pieno, specialisti in Geriatria, che si sono sacrificati in un lavoro enorme durante la pandemia.

Eguagliati in tutte le altre RSA, dai medici appartenenti a tutte le categorie della medicina, in primis dai medici di medicina generale. A dispetto di quanto dice Ioppi, confermiamo, come correttamente evidenziato dall’Assessore Segnana nella D.G. di alcuni giorni fa, che è compito del Coordinatore di RSA l’implementazione delle politiche riguardanti la cura e l’assistenza degli ospiti delle RSA.

Egli infatti deve affrontare, come previsto dalle direttive provinciali, gli aspetti organizzativi quali le pratiche di accoglienza, di trasferimento e di dimissioni dei pazienti, oltre alla gestione delle emergenze e la partecipazione al processo UVM organizzato da APSS sullo stato psicofisico del paziente; la risoluzione dei problemi connessi agli incidenti organizzativi e agli infortuni sul lavoro oltre a quelli inerenti il rilascio delle informazioni cliniche.

Tali Coordinatori sono medici che dovrebbero avere fatto un Corso specifico, come ben sa Ioppi. Infatti la Provincia ne ha sempre delegato, finanziandolo con risorse pubbliche, la sola formazione all’Ordine dei Medici di Trento, per il tramite della Scuola di formazione specifica in medicina generale,dotandosi di questo Ente formativo per arginare la scarna preparazione universitaria destinata a loro,relativamente alle nozioni cliniche e manageriali.

Sono stati fino ad oggi istituiti tre Corsi destinati a tali medici, dal 2004 al 2008, con uno ulteriore, nel 2016, diretto scientificamente dal dott.Paoli, come Corso di aggiornamento riguardante i 71 medici coordinatori,t utti giovani iscritti pubblicamente nel Registro provinciale dei Coordinatori.

Costoro avevano ricevuto certificazione di formazione da parte della Provincia, sottoscritto dall’Assessore alla salute e controfirmato dal Presidente della Commissione d’esame.Era stato valutato dalla Provincia come titolo di merito e requisito necessario per l’attribuzione di incarichi di medici coordinatori sanitari presso le RSA. Giunge pertanto inattesa e rammarica la posizione dell’attuale Presidente ordinistico che cita e difende solamente dei medici in pensione, dimenticandosi degli altri 71 in attività ed in attesa di essere chiamati.

Come Associazione ASSCoor formatasi nel 2010 dopo che né la Provincia nè l’Ordine dei Medici hanno sollecitato l’utilizzo di questo registro di professionisti; e come Cisl medici del Trentino, che dal 2012 ad oggi ha sempre difeso tale figura,(vedi comunicato stampa del 9 marzo 2020 e ancora del 24 aprile u.s.per il Covid) lo sollecitiamo da anni.

Soprattutto dopo la lettera data alla stampa dal nostro delegato di categoria, dieci giorni fa, riguardante i pericoli a cui stavano andando incontro all’interno delle loro strutture, riteniamo che le direttive riguardanti i Coordinatori medici/Direttori sanitari delle RSA dovranno essere riviste.

Concordiamo in questo con quanto dichiarato alla stampa oggi il Direttore del Dipartimento salute, dott.Ruscitti, non tanto per quanto deciso nell’ultima delibera di giunta correttamente espressa dalla Assessore Segnana che conferma quanto deciso a Roma, quanto per non dare adito a confusioni sul loro ruolo.

Soprattutto Cisl medici insiste sulla necessità di convocare al tavolo trattante con Upipa e Spes non solo i sindacati del comparto ma anche Cisl medici del Trentino, sindacato di riferimento del settore, per delineare i problemi concreti che emergono nelle strutture residenziali, non ultima la pandemia da Covid -19, potendo mostrare la direzione in cui il riconoscimento del profilo del medico coordinatore dovrà procedere.

 

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Dotto Nicola Paoli

Segretario generale Cisl medici del Trentino