Appalti dei servizi, la giunta si sottrae al confronto con i sindacati. Ad un mese dalla richiesta di incontro al presidente Fugatti ancora nessun riscontro. Cgil Cisl Uil: l’Esecutivo evidentemente non vuole affrontare il problema per trovare soluzioni che tutelino i lavoratori e le lavoratrici Ad un mese dalla prima richiesta d’incontro di Cgil Cisl Uil sugli appalti di servizio e nonostante le sollecitazioni dei giorni scorsi la giunta provinciale ha ignorato i sindacati. Un fatto grave per le tre confederazioni, soprattutto a fronte delle partite aperte sul nostro territorio che coinvolgono circa duemila addetti.

Le questioni in ballo sono quelle degli ultimi bandi di gara confezionati da Apac, quindi il portierato dell’Università che ha ridotto in maniera pesante le retribuzioni e ha peggiorato le condizioni di lavoro di 54 persone, ma anche il mega appalto-convenzione per la gestione delle pulizie di tutti gli enti locali trentini.

“E’ inconcepibile e grave che il presidente Fugatti non intenda incontrare chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore che con i nuovi bandi di gara rischiano di restare senza lavoro o, nella più rosea delle ipotesi, di vedersi decurtati i già miseri stipendi – sottolineano i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti – quando sta accendendo è sotto gli occhi di tutti. Lo dimostra il nuovo affidamento per il servizio di portineria dell’Università. Siamo di fronte ad un tentativo di tagliare sui costi dei servizi, senza assicurare adeguate tutele ai lavoratori, che ricordiamo in questo caso sono tutti lavoratori deboli, spesso con contratti part time e paghe bassissime”.

Per le organizzazioni sindacali è fondamentale che sia garantito il rispetto dei contratti di lavoro e il mantenimento dei posti con i relativi trattamenti economici da parte di chi subentra nella gestione di servizi ad alta intensità di manodopera. “La clausola sociale rafforzata prevista dalla legge provinciale sugli appalti prevede questa tutela – insistono i sindacati – e per questo è stata condivisa nel Tavolo Appalti. Quanto accaduto agli addetti alle portinerie è la dimostrazione, però, che interpretazioni non corrette da parte dell’Amministrazione provinciale rendono meno efficace la norma a tutela dei lavoratori. Ciò, per quanto ci riguarda, non può accadere”.

I sindacati ribadiscono inoltre che negli appalti di servizi dove il costo del lavoro rappresenta la parte più consistente della base d’asta, si deve procedere con gare solo sull’offerta tecnica e quindi a prezzo fisso, senza permettere ribassi sulla parte economica. Va, infatti, previsto che sul costo del lavoro non si possano realizzare ribassi o margini per le imprese che concorrono, garantendo quindi il pieno rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Anche per questo continuiamo a chiedere la sospensione dell’aggiudicazione della gara per i servizi di pulizia in fase di analisi presso l’Apac e la garanzia di una soluzione che tuteli le condizioni salariali e di lavoro di chi opera nell’appalto delle portinerie, a partire da quelle dell’Università di Trento”, aggiungono i sindacati. Su questo tema nelle settimane scorse organizzazioni sindacali e Cooperazione hanno convenuto sulla necessità di porre dei correttivi al sistema.

La giunta, invece, tace. “Il presidente Fugatti apra subito un confronto diretto con tutti gli attori del sistema dei servizi in Trentino, a partire dalle organizzazioni sindacali. Altrimenti a rimetterci saranno solo i lavoratori”.