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CONSIGLIO PAT * II COMMISSIONE: FUGATTI« HO PARLATO IERI SERA CON IL MINISTRO BOCCIA E IL CON IL SOTTOSEGRETARIO MEF CASTELLI CIRCA LA SOSPENSIONE DEL CONTRIBUTO VERSATO DALLA PAT »

Il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti ha aperto stamane i lavori della Seconda Commissione impegnata con l’esame degli articoli del ddl anticrisi proposto dalla Giunta e di altri due provvedimenti a firma Olivi e Ossanna, informando i consiglieri dell’esito della riunione avuta avuto ieri sera con il ministro Boccia e il con il sottosegretario del ministero di economia e finanza Castelli. Circa la richiesta rivolta a Boccia circa la sospensione del contributo versato annualmente dalla Provincia per il risanamento dello Stato, Fugatti ha spiegato che il ministro si è preso una quindicina di giorni per valutare l’ipotesi, mentre l’approccio avuto con il ministero di economia e finanza “è stato più ragionieristico” che sostanziale. Il Mef – ha proseguito il presidente – sta pensando ad una cifra provvisoria da riconoscere sia alle regioni a statuto ordinario che a quelle speciali, ben lontana dall’entità della proposta evidenziata dalla Provincia. “Oggi – ha concluso Fugatti – si parla di rimettere in moto la trattativa, ma aver voluto mettere sullo stesso piano le risorse da destinare alle regioni ordinarie e quelle riservate alle speciali qualche preoccupazione la suscita. A fronte di una risposta negativa – ha concluso – da parte nostra si può rivedere anche la compartecipazione della Provincia al risanamento dei contati dello Stato”.

Il presidente della Seconda Commissione Luca Guglielmi ha ora sospeso la seduta per attendere l’esito della trattativa in corso tra l’assessore Achille Spinelli e i consiglieri di minoranza Alessandro Olivi e Lorenzo Ossanna che stanno valutando la possibilità di raggiungere un punto d’incontro sui tre disegni di legge, il 55 della Giunta, il 52 dell’esponente del Pd e il 54 del componente del Patt, visto che tutti introducono misure per rispondere alle difficoltà causate alle attività delle imprese e dei lavoratori dal lockdown imposto per il contenimento del Covid-19.

Poco prima della sospensione Guglielmi ha chiesto al dirigente del Dipartimento della salute Giancarlo Ruscitti un aggiornamento sulla situazione della pandemia in Trentino. Ruscitti ha tenuto a precisare che l’aver collocato il Trentino come ha fatto nei giorni scorsi la Fondazione Gimbe tra i territori più a rischio in Italia per la possibilità di diffusione del virus in presenza di una riapertura delle attività, è una “interpretazione autonoma” che non corrisponde ai dati reali rilevati nella nostra provincia. Nel Trentino, ha proseguito Ruscitti, le persone risultate positive sono meno del 3 per cento dei tamponati. “In proporzione – ha sottolineato – abbiamo lo stesso numero di persone sottoposte a tampone della Regione Veneto”. “Il numero di tamponi effettuati nella nostra provincia è inversamente proporzionale alla quantità di casi risultati positivi al Covid-19”. E la quantità di tamponati nel Trentino è, ha aggiunto, tra le più alte del Paese. “In rapporto ai tamponi – ha osservato – nel Trentino risulta il minor tasso di casi positivi e il maggior numero di guariti”.

“Questo non significa – ha precisato il dirigente – che l’avvio della fase 2 non sia foriero di pericoli come ripetono scienziati e ricercatori”. “Ma le precauzioni adottate e le indagini con tampone ci consentono a una sorveglianza attenta per capire se vi sarà una recrudescenza del virus”. Per questo in Trentino sono già stati attivati dei gruppi di lavoro sul Covid che operano d’intesa con i datori del lavoro e con i sindacati. In tutti i luoghi di aggregazione, di lavoro e non – ha ribadito – va mantenuta la distanza. Ruscitti ha poi ricordato che il numero di ricoverati nelle terapie intensive è sensibilmente calato e che stanno guarendo molti anziani nelle Rsa. Segno che le misure adottate dall’Apss in collaborazione con tutti gli enti interessati stanno dando frutto. Ruscitti ha anche segnalato il bisogno di evitare il rischio di contagio nei nuclei familiari e la difficoltà di di identificare i soggetti asintomatici. Domani – ha annunciato – partirà una campagna di screening che prevede 2000 tamponi nei servizi socio-sanitari e affini, per evitare commistioni tra persone asintomatiche e altre suscettibili al virus. Ruscitti ha tenuto a smentire l’attendibilità scientifica dei test sierologici, che permettono di verificare l’esistenza di asintomatici ma non garantiscono affatto circa l’immunità. Il test sierologico acquistato dal governo è sperimentale e ha un valore qualitativo, non quantitativo, permettendo di verificare la presenza di Igc, cioè della memoria di contatto con il virus. Ma questo non significa affatto che la persona sia immune. I test non hanno alcun valore scientifico e possono, anzi, indurrre una pericolosa falsa sicurezza di essere immuni dal virus.

In ogni caso l’Apss da 10 giorni ha iniziato a sottoporre ai test sierologici i propri operatori più esposti. Ruscitti ha ricordato la decisione della Provincia di mantenere l’ospedale di Rovereto come struttura preferenziale per il trattamento dei casi Covid. Tutti i reparti sono stati calibrati per questo. Quanto alle case di riposo, il dirigente ha spiegato vi sono sono circa 500 persone in attesa di entrare nelle rsa e che hanno altre patologie. “Tutti – ha detto – saranno sottoposti ad un tampone e ad un periodo di osservazione di 10-25 giorni prima di essere assegnati alla Rsa. A una domanda del consigliere Marini circa la possibilità per i parenti di avere contatti con gli ospiti delle Rsa in condizioni di sicurezza, Ruscitti ha risposto che per il momento sono possibili solo videochiamate e telefonate e che comunque sono i direttori sanitari a stabilire quando sarà possibile il contatto fisico e in quali condizioni.

Alla seduta della Seconda Commissione oltre al governatore e al presidente Guglielmi partecipano, in presenza, i consiglieri De Godenz, Moranduzzo, Depaoli, Cavada e Olivi. I lavori sono seguiti anche dal presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.