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CGIL – CISL – UIL E FENALT * LAVORO PUBBLICO: « ENNESIMO SMACCO DALLA GIUNTA PROVINCIALE, PRESIDIO A TRENTO IN PIAZZA DANTE VENERDÌ 19 GIUGNO DALLE 11.00 ALLE 13.00 »

Ennesimo smacco dalla Giunta provinciale: apertura degli uffici in (in)sicurezza. Presidio venerdì 19 giugno in piazza Dante dalle 11 alle 13.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Fenalt saranno in presidio venerdì 19 giugno, dalle 11 alle 13, in piazza Dante. Saranno a disposizione di Maurizio Fugatti: il presidente, a parole, è sempre pronto al confronto, ma di fatto non incontra mai i rappresentanti di quei lavoratori che, ogni giorno, gli consentono di governare l’amministrazione pubblica più efficiente d’Italia.

«La “pa” trentina – spiegano i sindacati – è eccellente ed è volano per la ripartenza dopo la pandemia. Impiegarla come una leva per la ripresa dello sviluppo e per il miglioramento dei servizi a cittadini e imprese è l’obiettivo comune. Per questo sono necessarie scelte tempestive, mirate e indispensabili per renderne sempre più moderna ed efficace l’azione. Il lavoro pubblico trentino è da valorizzare, superando culture e gestioni spesso inadeguate e ponendo fine a una stagione che ha visto troppe volte lavoratrici e lavoratori diventare bersaglio di attacchi superficiali, strumentali e non di rado offensivi».

Per i sindacati è necessario l’avvio di una fase di confronto che assuma in modo consapevole e responsabile questi obiettivi, con approcci non dogmatici e che costituisca, attraverso un proficuo dialogo sociale, fondamento alle scelte indispensabili per avviare e sostenere processi di profonda innovazione, di cui anche i lavoratori possono e devono essere attivi protagonisti.

«La giunta provinciale intende declinare il tema della sicurezza con il rientro di massa negli uffici anziché favorire ancora il lavoro agile, malgrado l’ottima esperienza di “smart working” e i positivi risultati della piccola-grande rivoluzione che si è vista, sembra che la presenza fisica dei dipendenti sia l’unico elemento considerato dal presidente (nonché assessore al personale) che evidentemente in questi mesi di emergenza non ha apprezzato il mantenimento della qualità, e il moltiplicarsi della quantità, dei servizi erogati. Offensivo poi che si parli di “rientro al lavoro” come se fossero stati tutti in vacanza».

Sottolineano infine: «La nostra richiesta di un incontro col presidente, che più volte aveva dichiarato la sua disponibilità al dialogo e al confronto, è stata finora respinta. Dunque a lui e alla giunta, pubblicamente chiediamo di: sospendere iniziative unilaterali e avviare un vero confronto; valorizzare il lavoro pubblico, importante volano per la ripartenza economica e sociale del Trentino; rinnovare e finanziare i contratti collettivi provinciali; sviluppare nuove modalità di servizi implementando gli strumenti info-telematici e la conciliazione familiare di operatori e utenti.

E ancora: sviluppare lo smart working, non come sperimentazione ma come strumento ordinario di lavoro che superi il concetto di “orario obbligatorio” ma valorizzi qualità, obiettivi ed efficienza; applicare le linee guida per la sicurezza di lavoratori e cittadini, previste dai Dpcm nazionali; riconoscere il lavoro e il rischio di tutti gli operatori che hanno lavorato nell’emergenza con specifico accordo sindacale e non con delibera di giunta».