PUNTI NASCITA: CIVETTINI, PARTORIRE IN AUTO E’ POLITICA SANITARIA FALLIMENTARE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Claudio Civettini) – “Nati per strada”. Questo il nuovo status per qualche neonato trentino,che,in conseguenza delle ottuse scelte politiche che caratterizzano i tempi dei tagli sulla sanità territoriale, vede mamme e nascituri stessi, a rischio proprio dalla paradossale politica sulla sicurezza neonatale, che evidentemente è stata studiata nei salotti romani, con l’accettazione politicamente servile di chi o coloro, che in quei salotti, non ha saputo rappresentare con argomentazioni valide, la territorialità dei luoghi di montagna, qual è quello trentino nella sua interezza.Così, ancora una volta, un parto per strada, che ha trasformato il parcheggio dei trampolini, a Predazzo, in improvvisata sala parto, dove alla 17.02, è nato Elia di 3,040 chilogrammi di peso, che si è preso gioco di tutte le lectio magistralis che si sono susseguite, nelle tesi a sostegno della chiusura dei punti nascita, a sostegno di una sicurezza che sarebbe garantita solo nei centri cui sono garantiti almeno 500 parti.

Eppure-ci si garantisce- che in quel parcheggio è il primo parto, dove grazie alla perizia dell’ostetrica che, grazie alla sensibilità del padre, alle urla della mamma, al tempismo dei Vigili del fuoco e del personale del 118, si è dato alla luce ad Elia, alla faccia delle scelte che la sanità trentina ha messo in campo. Nascita avvenuta in ambulanza, alla presenza di almeno 5 persone, con le conseguenze che una donna-una mamma-è immaginabile perdurino, anche di ordine psicologico, nonostante il buon esito del parto stesso.
Preoccupazioni che l’amica mamma Ivana, ancora qualche mese fa, aveva avuto modo di esprimermi personalmente, davanti all’ipotesi della paventata chiusura del centro nascite di Cavalese-poi trasformatosi in centro nascite in orario d’ufficio!!- e che oggi, si sono rivelate fondate proprio perché se i collegamenti fossero stati efficienti, la coppia, non sarebbe partita per Trento a fronte delle prime contrazioni propedeutiche al lieto evento.

Ora probabilmente, il grigiore della politica provinciale,verosimilmente,invece che valutare ,visto il ripetersi dei casi, dove il sistema messo in campo per garantire la sicurezza delle nascite, abbia oggettivi momenti di carenza ,scaricherà le colpe sulla coppia, ma in realtà le coscienze(se ancora esistono!!) dovrebbero vibrare dalla vergogna, per essere artefici di questi gravi reali pericoli che lasciano questi genitori da soli a dover scegliere tempi e metodi ,trasformando parcheggi e strade, in sale parto improvvisati e sicuramente meno sicure che quella di Cavalese in ordinario funzionamento, pur non secondo i criteri dei quartieri romani. Una vergogna che mamma Ivana e papa, partendo dall’alta val di Fassa, hanno dovuto subire, loro malgrado, con l’appagamento del solo fatto che, comunque, anche stavolta è andata bene, ma che non può si pensare, che tale insicurezza di prospettiva in tema di nascite, diventi prassi magari-visto che siamo a carnevale-da inserire in qualche risparmioso protocollo.

Tutto ciò detto e salutando la nascita di Elia, che potrebbe diventare simbolo della richiesta di un deciso cambio di rotta sulle politiche sanitarie relativamente ai punti nascite “partorite” nei salotti romani, si apre necessariamente la discussione sulle strategie da adottare per la salvaguardia della territorialità, in ordine al concetto di sicurezza che sempre di più, quello imposto, ha una labilità evidente e su come la Provincia di Trento, abbia il dovere di garantire l’accesso sicuro a mamme e nascituri, nei centri periferici e di come il servizio di ostetricia, possa essere la vera e grande novità in Trentino, da implementare, garantendo una presenza capillare. Da ultimo, visto il susseguirsi dei casi di neonati nati per strada o comunque in assenza di garanzie e sicurezza, un invito all’assessore provinciale di merito che, seppur giovane, ha potuto essere arbitro di scelte che si stanno dimostrando fallimentari, politicamente centraliste, prive di orgoglio territoriale e vuote nei contenuti e nei programmi, se sia il caso di farsi da parte, anche per interpretare coraggiosamente, la protesta legittima e fondata, dei territori trentini, nei confronti della politica fatta con il pallottoliere, probabilmente partorita nei salotti romani.

 

Tutto ciò premesso,
Il sottoscritto Consigliere
interroga
Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

-Se, visto il ripetersi dei casi dei “nati per strada”, improvvisamente presentatisi proprio nella piena attuazione della chiusura dei centri nascite territoriali o, come a Cavalese, nei centri operanti in orario d’ufficio(!!!), si intenda rivedere la politica sanitaria in merito, garantendo la sicurezza sin dalla partenza da casa delle partorienti, evitando così il trasformarsi in improprie sale parto, parcheggi o bordi strada, nella totale insicurezza per madre e nascituri;
-Quali siano, in forma concreta, le evidenti discrasie tra esigenze reali delle donne in procinto di partorire e sistema sanitario messo in atto per garantire sicurezza e certezze e che invece oggi avrebbe prodotto esattamente il contrario;
-Se l’assessorato provinciale competente intenda in modo concreto-ma anche a fronte del ripetersi di parti per strada-attivarsi nei confronti del Ministero competente, affinché riveda i cervellotici criteri delle soglie di sicurezza imposti al limite di 500 parti annuo, dato che non tiene minimamente in considerazione la territorialità montana che ci caratterizza da tutti i punti di vista;
-Se, a fronte di un’azione forte su questo tema, ci sia almeno il tentativo di rimettere il mandato da assessore, proprio per protestare contro la politica romana sui punti nascita che, nei fatti, in Trentino, ha creato tante insicurezza e fughe di professionisti dagli ospedali cosiddetti periferici, ma che nella realtà, sono il sostegno alla sopravvivenza territoriale e turistica del Trentino;
-Come si intendono ringraziare i Vigili del fuoco locali, gli addetti del 118 e il servizio profuso dall’ostetrica di turno, per il buon esito del parto improvvisato di mamma Ivana, dove attraverso il loro servizio, anche se nell’evidente imbarazzo di mamma e papà, hanno reso semplice un passaggio difficile quale il dare alla luce Elia, in un parcheggio;

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

Interrogazione 19 02 17- NATI PER STRADA-A PREDAZZO DA MAZZIN PER NASCERE IN UN PARCHEGGIO-POLITICA SANITARIA FALLIMENTARE E GARANZIA SICUREZZA PER I PARTI,FATTA DI CHIACCHIERE

 

 

 

Foto: archivio Pat