KABOBO EXPEDITION: MUSE, NELLA FORESTA DEL CONGO PER LA DIAGNOSI MOLECOLARE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Ufficio stampa Muse) – Negli ultimi quindici anni la consapevolezza che esistano ancora, sul nostro pianeta, zone inesplorate e specie sconosciute, ha rinvigorito l’interesse per l’esplorazione scientifica. Un interesse ambizioso e genuino che ricalca le orme delle grandi imprese del XVIII secolo, che impegna scienziati alla ricerca degli ormai rari e preziosi scrigni di biodiversità sconosciuta del nostro pianeta, zone di enorme valore biologico. Oggi, però, la spinta a conoscere e documentare il valore biologico di aree remote e sconosciute ha anche un nuovo, fondamentale, ruolo: identificare e preservare quanto possibile del pianeta per un futuro auspicabilmente migliore, in cui l’uomo avrà saputo trovare un modello di sviluppo che non comprometta i sistemi ecologici di base, che garantiscono la vita sulla terra per come la conosciamo, uomo incluso.

L’hotspot di biodiversità “Eastern Afromontane” è una delle 35 aree biologicamente più ricche e minacciate del Pianeta. Nonostante l’importanza globale della regione ci sono aree biologicamente ancora inesplorate. Spesso si tratta di piccoli frammenti isolati di foresta: non è il caso della regione di Kabobo, nella Repubblica Democratica del Congo, che si estende per circa 100 km lungo la sponda occidentale del lago Tanganica e che rappresenta il più vasto tratto isolato e quasi completamente inesplorato di foresta montana nel Congo orientale. Dal 1960 questo spazio è stato rifugio di milizie armate che hanno combattuto contro il governo. Solo oggi è possibile investigare questa grande foresta che, data la sua posizione geografica e l’isolamento millenario, probabilmente ospita numerose specie nuove per la scienza, inclusi vertebrati. La regione è stata identificata come un’importante area dove trovare uccelli e grandi mammiferi come elefanti di foresta, scimpanzé, bufali, bongo, potamocheri e ilocheri. Pochissimo invece si sa dei piccoli mammiferi, dei rettili e degli anfibi, tra i quali è probabile si nascondano numerose specie nuove per la scienza.

L’obiettivo principale di Kabobo Expedition è definire con precisione il valore biologico del massiccio di Kabobo e la sua unicità biologica, investigando le aree geograficamente distanti da quanto già conosciuto e addentrandosi in luoghi mai prima campionati. Il fine ultimo è di spingere sia la comunità scientifica internazionale, sia le autorità locali a fare il possibile per trasformare le numerose riserve presenti, nel parco nazionale proposto di Ngamikka. La proposta di trasformare Kabobo in un parco nazionale è stata discussa con le comunità locali, che si sono fatte a loro volta promotrici dell’iniziativa e considerano l’istituzione del parco una grande opportunità per mantenere intatta l’identità del territorio e per intraprendere un percorso di sviluppo, anche economico.
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Gene
Nel corso dell’esplorazione, il gruppo sequenzierà – grazie a Gene, il nuovo sistema per estrarre, amplificare e sequenziale il Dna fuori da un ambiente controllato, messo a punto da un team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona nel 2015 – specie appartenenti a differenti gruppi tassonomici (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, artropodi). Manderà quindi la sequenza di Dna via satellite al database (che contiene oltre 10,000 sequenze uniche di anfibi in Africa) o alla GenBank per verificarne la similarità genetica. Questa rapida diagnosi molecolare permetterà di comprendere il significato delle ricerche in tempo reale. Sarà la prima volta in cui questa tecnica sarà applicata sul campo e su differenti organismi.

Gene è il primo sistema che può attuare l’estrazione, l’amplificazione e sequenziamento fuori da un ambiente controllato come un laboratorio. Nel mese di Febbraio 2015, in un’area remota della Tanzania, il team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona è riuscito a estrarre, purificare e ampliare il Dna di una rana – tutto nell’ambiente della foresta – attraverso questo nuovo strumento, chiamato Gene.
Le ricerche genomiche sono state poi inviate via cloud in Italia, dove i ricercatori hanno avuto modo di confrontarsi con le sequenze di Dna GeneBank e condividere i risultati con i media.
Le componenti di Gene sono un Termociclatore, sviluppato con Biodiversa che consente l’estrazione del Dna, la purificazione e l’amplificazione e un sequenziatore di Dna MinION, sviluppato con Oxford Nanopore Technologies, che consente di sequenziare il Dna.
Questo laboratorio portatile porta l’analisi molecolare direttamente sul campo, rivoluzionando l’esplorazione biologica.
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Il documentario
L’esplorazione e la ricerca scientifica saranno oggetto di un documentario, che racconterà l’esplorazione biologica del Monte Kabobo, l’utilizzo di Gene, e sarà il mezzo per produrre ulteriori risultati e informazioni al fine di avere materiale a supporto del valore biologico della foresta e supportarne la conservazione. Il film documenterà anche la condivisione del processo di conoscenza scientifica con le comunità locali e il processo in corso, voluto dalle comunità locali, per la creazione del Parco Nazionale della regione di Kabobo.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
0201_CS_Kabobo expedition

 

 

 

 

 

Foto: Michele Menegon (da comunicato stampa Muse)