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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

DEGASPERI (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * LAGO DI SERRAIA: « QUALE È IL COSTO DI TUTTI GLI STUDI COMMISSIONATI DALLA PAT? »

Interrogazione n. 2994. Pompaggi dal lago di Serraia verso il lago di Piazze: come gestire la presenza di alghe e lo stato eutrofico del lago?

In seguito all’interrogazione n.2668 del 17 maggio 2021 avente ad oggetto “Pompaggi dal lago di Serraia verso il lago di Piazze: quali provvedimenti intende prendere la Giunta?” si chiedono ulteriori informazioni, sulla base degli ultimi eventi e delle ulteriori informazioni raccolte.

La questione riguarda la presenza di alghe nel lago di Serraia, descritta di seguito.
Nell’autunno del 1996 viene realizzato da Edison S.p.A. il nuovo sistema di pompaggio ipolimnico dal lago di Serraia delle presunte perdite della diga di Piazze, prescritto dalla PAT nelle delibere G.P. di concessione idroelettrica n. 9270 del 22 luglio 1994 e n. 7956 del 14 luglio 1995, punto 4) lett. E): prescrivendo che il pompaggio delle perdite di filtrazione, attuato dal lago di Serraia, venga modificato nel senso di prevedere il prelievo delle acque profonde.

Non risulta pubblicata alcuna specifica tecnica, si sa solo che è stato steso nell’autunno 1996 un grosso tubo di aspirazione del diametro di 600 mm a 160 metri dalla stazione di pompaggio che dal 1929 aspirava all’interno della stazione stessa, ritirata dalla sponda per circa 8 metri.

Essendo nota da tempo la presenza massiccia di fanghi sul fondo del lago e il conseguente stato eutrofico del lago di Serraia, è del tutto evidente che questa prescrizione fosse giustificata dal tentativo di aspirare fanghi dal fondo del lago e allontanarli verso il lago di Piazze e l’impianto idroelettrico di Pozzolago. Già all’atto della posa della tubazione l’aspirazione dal fondo si dimostrò però impossibile, probabilmente per l’eccessiva densità dei liquami.

La tubazione fu perciò modificata e pesca in realtà a 1,70 metri dal fondo, dove però non sono più presenti fanghi di fondo di significativa entità. La dimostrazione sta nel fatto che all’uscita del pompaggio nel lago di Piazze l’acqua si presenta quasi pulita. In altre parole tale opera non permette “il prelievo dalle acque profonde” previste dalla concessione ed è pertanto inutile a

tutti gli effetti, non essendo in alcun modo funzionale nemmeno per i pompaggi di Edison S.p.A.
Dall’estate successiva, quella del 1997, il lago ha iniziato a sviluppare alghe in modo massiccio, che da quel momento sono divenute ormai la norma, salvo i rari anni nei quali non sono avvenuti pompaggi.

Una relazione tra pompaggi estivi e sviluppo algale è stata individuata anche dai sindaci di Baselga e Bedollo nella loro controdeduzione alle integrazioni di Dolomiti Edison Energy s.r.l.: emblematico il caso della stagione 2017 nella quale a quasi zero pompaggi ha corrisposto nessun sviluppo algale.
Da notare che la temperatura media estiva era nella norma e nessun altro evento di possibile perturbazione è stato segnalato. Cosa può essere successo? L’unica spiegazione ragionevole è che la quota di pompaggio prossima ai 2 metri inneschi un rimescolamento o una rottura della separazione fra fanghi più freddi sul fondo e l’acqua pulita più calda in superficie, rimettendo in circolazione una piccola parte dei fanghi ricchissimi di nutrienti.

In realtà tale fenomeno è molto difficile da verificare e due studi realizzati dall’Università di Trento non sono stati sufficienti a comprendere il fenomeno.
Il primo non ha trovato la destratificazione termica dovuta al pompaggio, ma bisogna considerare che in settembre , quando è stato realizzato, il lago non era più stratificato.
Il secondo studio, pubblicato ancora nella Relazione del marzo 2000 ha misurato i movimenti superficiali del lago, che però hanno poco a che fare con la possibilità di perturbazioni del tubo posto a 5,5 metri sotto la superficie del lago.

Dal 1998 al 2020 è stato chiesto più volte al Dipartimento Ambiente e all’APPA di fare una semplice operazione di buon senso: sospendere temporaneamente i pompaggi o almeno ripristinare i pompaggi da riva e osservare e valutare le conseguenze.

Con argomenti diversi questo test dal vivo non è stato mai fatto, e non è nemmeno previsto negli studi annunciati.

Viene da chiedersi il perché di questo ostinato rifiuto ad una verifica resa importante dal fatto che ormai 23 anni di esperienza e ripetute azioni non hanno spostato di un millimetro la situazione del 1997 (come dimostratosi in modo lampante nell’estate 2020).
Sembra un tabù insuperabile, quando in realtà, se questa ricostruzione fosse vera, si tratterebbe solo di un tentativo di risanamento andato storto.

Dal 1998 si sono susseguiti una serie di studi e pubblicazioni di APPA e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Trento, di cui i principali sono questi:
– aprile 1999: relazione tecnica dell’attività al marzo 1999.
– marzo 2000: relazione di 65 pagine dal titolo: “Modello di bilancio idrogeologico, valutazione del bilancio dei nutrienti ed effetti del pompaggio Edison sull’idrodinamica del lago di Serraia”;

– maggio 2001: relazione tecnica finale del “Modello” di cui sopra di 49 pagine;

– ottobre 2004: relazione tecnica conclusiva di 114 pagine dal titolo: “Controllo del recupero Ambientale Lago di Serraia”;

– tra il 2004 e il 2005 sono svolti studi preliminari che portano al Progetto di installazione di un impianto di ossigenazione ipolimnica, effettivamente avviato nel 2006;

– a partire da quella data vengono effettuati ripetuti studi sulla messa a punto di questo impianto, che evidentemente registra problemi di funzionamento. L’Università, nel 2007, riscontra infatti un innalzamento della temperatura del fondo “che ha alterato la stratificazione termica e innescato una fioritura precoce in agosto”.

Uno studio di carattere scientifico del 2013, pubblicato purtroppo solo in inglese sulla rivista Journal of Environmental Management a cura di Università e APPA, ha confermato tali risultati anche negli anni successivi e ha messo in evidenza che tale impianto ha incrementato la temperatura sul fondo da 10 C° a 19 C°: si conclude che in un lago poco profondo (il lago di Serraia è profondo in media solo 7,1 m) l’ossigenazione dei fondali deve essere fatta con molta attenzione.

In data 10 ottobre 2019, in risposta ad una interrogazione al Comune di Baselga di Pinè, APPA comunica allo stesso con prot. 626038, che “ha da poco affidato all’Università di Trento un incarico di consulenza scientifica per la verifica dell’impianto di ossigenazione e l’identificazione di opzioni per il miglioramento dell’efficienza del sistema”, intendendo sempre il solito ossigenatore.

Nelle Osservazioni dei cittadini allo Studio di Impatto Ambientale presentato a giugno 2020 dalla società concessionaria Dolomiti Edison Energy s.r.l. e poi nuovamente nelle controdeduzioni presentate a luglio 2021, viene chiesta la dismissione dei pompaggi dal lago di Serraia a Piazze, che tutti ritengono ingiustificati nei volumi e pericolosi negli effetti.
L’amministrazione comunale intera di Baselga, insieme con il sindaco di Bedollo, nelle loro controdeduzioni, incrociando i dati dei pompaggi e dello sviluppo della massa algale fornite dalla Provincia e da DEE, sostengono “verosimile una correlazione pompata in periodo estivo e fioritura algale.”

Che sia una questione di costo insostenibile da parte di DEE? Nemmeno per sogno, anzi le cifre in gioco sono ridicole.
Da un semplice calcolo dell’utile netto che DEE ricava dall’acqua dei pompaggi da Serraia, relativamente ai bilanci 2018 e 2019 messi in rete da DEE stessa e dall’incidenza percentuale dei pompaggi sul totale turbinato dalla centrale di Pozzolago dichiarati sempre da DEE, la media annuale per questi due esercizi ammonta a 11.500 euro di utile.
Una valutazione dell’utile sulla base della produzione idroelettrica a prezzi di mercato all’ingrosso del KWh porta circa agli stessi valori, sui 12.000 euro.

Ma se DEE opponesse altre ragioni, ricordo che sarebbe anche sufficiente staccare il tubo e realizzare il pompaggio da riva come è stato fatto dal 1929 al 1996.
Che sia una questione di prestigio professionale di APPA e un problema per DEE ed APRIE? E’ più verosimile, ma con gli studi fatti anche su aspetti molto più minuti, non è comprensibile il rifiuto alla verifica di questo aspetto che se vero giustificherebbe da solo gli avvenimenti dopo il 1997. Altra cosa e ben più importante sarebbe poi la riduzione dell’ingente carico interno di nutrienti.
Di fronte a queste considerazioni dettate dal buon senso verrebbe da pensare che la PAT, almeno precauzionalmente, abbia valutato l’opzione di sospendere i pompaggi: assolutamente no, come dichiarato nella risposta all’interrogazione depositata dal sottoscritto.

Il bello è che recentemente, con prot. B001/2021/7.1, l’Avvocatura della Provincia, in risposta ad una ulteriore richiesta di sospensione dei pompaggi di data 27 luglio 2021 di WWF e Legambiente così si esprime, in estrema sintesi:

“E’ stato condiviso con la struttura deputata alla protezione dell’ambiente un accordo di collaborazione con DICAM (Dipartimenti di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica ) dell’Università di Trento, firmato ufficialmente il 20 luglio 2021, con cui saranno verificati gli impatti del carico esterno dei nutrienti, la modellazione numerica e gli eventuali effetti del prelievo di Dolomiti Edison Energy s.r.l., una stima dei tempi di ricambio del lago in presenza e in assenza del prelievo di DEE.”
I risultati saranno disponibili negli ultimi mesi di quest’anno e per i nutrienti nella prima parte del 2022. Insomma un ennesimo studio da parte degli stessi enti sugli stessi temi, che sulla base delle esperienze passate potrebbe far perdere a tutti altri 18 mesi e alla PAT fino a 49.000,00 euro, già stanziati dal direttore APPA.
Non conoscendo nel dettaglio gli studi futuri non è intenzione dello scrivente giudicare la loro efficacia, ma è anche vero che le esperienze passate giustificano un certo scetticismo, considerando inoltre che i tempi previsti dagli studi sulle dinamiche del pompaggio, entro fine anno, non sembrano congrui.

L’Avvocatura della Provincia, inoltre, non si preoccupa di dare una giustificazione dei pompaggi di Dolomiti Edison Energy s.r.l., affermando che nelle delibere G.P. di concessione del 1994 e 1995 si riporta al punto 4), lettera E che “il pompaggio non possa superare quello delle perdite misurate tramite il predetto “stramazzo G”: in questo modo tutte le attività e omissioni di DEE ed APRIE sarebbero sanate.

Questa affermazione però non è vera in quanto alla lettera E) si legge: “che il pompaggio delle perdite di filtrazione, attuato dal lago di Serraia, venga modificato nel senso di prevedere il prelievo delle acque profonde nonché di installare idonei strumenti di misura e registrazione atti a garantire il rispetto del volume massimo emungibile, che in ogni caso non potrà superare quello delle perdite di filtrazione”.

Il punto “ G “ non compare e, se lo fosse, i cittadini avrebbero potuto contestarlo ancora oltre 28 anni fa leggendo la concessione del 1994, invece che attendere giugno 2020, quando è
improvvisamente comparso nello Studio di Impatto Ambientale. Questo sembrerebbe essere un artificio che Dolomiti Edison Energy ha messo in funzione e che raccoglie in realtà anche le acque del bacino di 9,5 Kmq di Serraia.

Nella risposta all’interrogazione citata, si riconosce che: “Non si ritiene che l’attuale posizionamento del misuratore delle perdite della diga delle Piazze consenta effettivamente di misurare le perdite complessive del lago stesso”. E poi “l’Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Trento ha controllato solo che fossero correttamente misurate le portate che transitavano in corrispondenza dello “stramazzo G”.

Sembrerebbe quindi essere stato effettuato un solo controllo in trent’anni su quanta acqua passa, ma non da dove provenga.
Si afferma poi che questa misurazione è presente, forse ancora più a valle, dagli anni ’20 del XIX secolo: giustificazione senza valore, che anzi conferma che l’inerzia dei controlli degli organi competenti continua dal 1929, anno dell’avvio dei pompaggi, come è stato denunciato nelle osservazioni dai cittadini.

 

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. il costo di tutti gli studi commissionati dalla PAT per la cura del lago di Serraia;

2. il costo complessivo di progettazione, costruzione, manutenzione e studi inerente l’ancora attivo ossigenatore, dal 2006 al 2020;

3. le motivazioni stanti dietro il rifiuto della Provincia e di Dolomiti Edison Energy s.r.l. di staccare la spina della pompa sul lago di Serraia per un paio di anni ed osservarne l’effetto;

4. in coerenza con quanto denunciato recentemente circa la commistione tra controllo e autorizzazioni all’interno di APPA, si chiede chi presenterà le valutazioni della Provincia al
Ministero per la VIA e se sarà lo stesso che si è occupato della gestione del lago di Serraia e dell’ossigenatore.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

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Cons. prov. Filippo Degasperi