CARNEVALE NELLE REGIONI: COLDIRETTI, IN TRENTINO GROSTOI E NASTRI DI PASTA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Coldiretti) – Non solo carri, sfilate e maschere, almeno 12 milioni di chili di dolci tipici di carnevale saranno consumati dagli italiani che riscoprono le tradizioni locali anche con il ritorno alla preparazione casalinga che coinvolge un italiano su tre per il week end piu’ pazzo dell’anno.

E’ quanto stima la Coldiretti in occasione dell’ultimo fine settimana prima del martedì grasso del Carnevale 2017 durante il quale i dolci della tradizione contadina e le antiche ricette sono protagonisti nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica con degustazioni ed esposizioni per svelare i segreti custoditi da generazioni ai tanti cittadini che amano il fai da te, a partire dal mercato che apre nella Capitale per il week end all’Aranciera di San Sisto in Via Valle delle Camene 11 nei pressi delle Terme di Caracalla a Roma. Un appuntamento all’insegna anche della solidarietà con la presenza dei produttori delle diverse regioni terremotate costretti a trasferirsi nella Capitale per il crollo del 90% delle vendite nei Paesi abbandonati ancora senza le nuove casette.

Secondo l’indagine condotta dal sito www.coldiretti.it, quasi un italiano su tre (31%) prepara i dolci di carnevale rigorosamente in casa mentre il 41% li acquista dal fornaio o dal pasticcere di fiducia mentre solo il 2% dichiara di acquistare prodotti commerciali già confezionati. Va segnalato peraltro che, anche per la crescente ’attenzione alla forma fisica e alla dieta, ben il 26% degli italiani si vede costretto privarsi delle golosità della festa.

Berlingozzi e cenci in Toscana, cicerchiata in Abruzzo, brugnolus e orillettas in Sardegna, galani in Veneto, sfrappole in Emilia Romagna, bugie in Liguria, chiacchiere in Basilicata, struffoli e sanguinaccio in Campania, crostoli in Friuli, frappe e castagnole nel Lazio, pignolata in bianco e nero in Sicilia e grostoi in Trentino, sono – sottolinea la Coldiretti – solo alcune delle specialità gastronomiche censite a livello regionale che gli italiani riscoprono nei giorni di carnevale. E se sono numerose le panetterie e le pasticcerie che offrono la possibilità di acquisto non manca chi si dedica alla preparazione casalinga per risparmiare ma anche – sottolinea la Coldiretti – per il piacere di esprimere la propria creatività personale nella realizzazione di dolci da offrire in famiglia o a parenti ed amici.

Partendo da ricette regionali che utilizzano soprattutto ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova è possibile fare una ottima figura spendendo meno di cinque euro al chilo facendo anche fronte ai consumi energetici per la cottura. Al contrario per l’acquisto al forno o in pasticceria si spendono dai 15 ai 30 euro al chilo, prezzi sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. La preparazione casalinga offre anche la possibilità di assicurarsi la qualità e la freschezza degli ingredienti, che fanno la differenza sul risultato finale, a partire dalle uova e dal miele che – continua la Coldiretti – possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove sono offerti a volte anche dolci della tradizione contadina che nulla hanno a che fare con i prodotti industriali low cost.

Non è solo per questo pero’ che i dolci casalinghi sono preferiti dai bambini che – precisa la Coldiretti – stanno riscoprendo l’orgoglio di mostrare a scuola o nelle feste private l’abilità in cucina delle proprie mamme. Il fatto che una porzione di 50 grammi di frappe contenga 235 chilocalorie significa che un consumo moderato non ha effetti drammatici sulla dieta e sulla salute anche perché la privazione in un momento di festa, soprattutto per i piu’ piccoli – sostiene la Coldiretti – puo’ avere effetti negativi sull’umore.

Il Carnevale – ricorda la Coldiretti – prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi – conclude la Coldiretti – sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale.

 
*
MAPPA COLDIRETTI DEI DOLCI TIPICI DI CARNEVALE PER REGIONE

ABRUZZO: cicerchiata, gnocchetti grandi come ceci, fritti, guarniti con zucchero caramellato e miele e decorati con i canditi e confettini;

BASILICATA: chiacchiere, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo torta da sanguinaccio, taralli al naspro, zucchero caramellato;

CALABRIA: pignolata, piccole sfere di pasta dolce, fritte in olio di oliva e unite tra di loro dal miele e chiacchiere;

CAMPANIA: struffoli, palline fritte con zucchero, miele e confettini colorati, zeppole e sanguinaccio, crostata con sangue di maiale e cioccolato;

EMILIA ROMAGNA: sfrappole e lasagnette, tagliatelle dolci fritte bagnate con succo di arancia e cosparse di zucchero a velo;

FRIULI VENEZIA GIULIA: crostoli, frittelle e – segnala la Coldiretti – castagnole;

LAZIO: frappe fritte o al forno e castagnole gustose e morbide palline di pasta fritta riempite di ricotta o crema pasticciera;

LIGURIA: bugie nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo;

LOMBARDIA: tortelli, dolci fritti cosparsi di zucchero e cannella o farciti con crema o con uvetta;

MARCHE: arancini e scroccafusi, palline di pasta con cannella e scorza di limone prima lessate in acqua bollente e poi fritte, spolverate di zucchero e bagnate con alchermes;

MOLISE: scorpelle, dolcetti ricoperti di miele e Struffoli;

PIEMONTE: bugie, rombi o nastri fritti;

PUGLIA: chiacchiere e frittelle;

SARDEGNA: brugnolus, a base di farina, uova e purea di patate, fritti e avvolti nello zucchero e orillettas, listarelle di pasta intrecciate, fritte e ricoperte di miele;

SICILIA: pignolata dolce metà bianco e metà nero composto – precisa la Coldiretti – da pezzettini di pasta fritti e ricoperti da glassa al limone o cioccolata e ravioli fritti con crema o ricotta;

TOSCANA: berlingozzi, ciambelle e cenci, nastri di sfoglia fritti;

TRENTINO A.A: grostoi, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo;

UMBRIA: frappe, brighelle e strufoli, dolci fritti e bagnati con alchermes;

VALLE D’AOSTA: bugie, tortelli con uva sultanina ammorbidita nel rum e ricoperti di zucchero e – continua la Coldiretti –  panzerotti alla marmellata;

VENETO: galani, strisce quadrate o rettangolari fritte, frittelle e castagnole bocconcini fritti.

 

 

Foto: autorizza da Coldiretti