PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Irriconoscibile Trentino. In questi giorni di notizie rincorrenti e confuse è difficile fare a meno di chiedersi come si sia arrivati, nuovamente, a questo drammatico punto: ancora una volta ci troviamo a dialogare su opposte barricate riguardo il destino di un animale antropomorfizzato, a cui attribuiamo istinti da fuggitivo, appiccicandogli addosso crimini che nulla hanno a che fare con il suo mondo: tutto per tentare di giustificare la nostra incapacità di considerarlo e “giudicarlo” per quello che è: un animale. Giustamente distante, dal quale potremmo imparare molto, ma che si ritrova invece rincorso dalle nostre paure e braccato dai nostri fucili.

Come siamo arrivati a dover constatare nuovamente il misto di errori ed imperizia, ad osservare quasi inermi il solco che si apre sempre più profondo tra due (o più) opposte visioni del mondo naturale?

Anni di progettualità riguardo i Grandi Carnivori -sfida al dominio delle Alpi che è uno specchietto per le allodole in verità completamente inconsistente: lo dimostrano i valori assoluti dei danni, spiccioli ridicoli di fronte a qualsiasi bilancio provinciale- non sono stati in grado di offrire una visione in grado di includere sia il sentimento “animalista” che la necessaria protezione degli alpeggi e delle attività degli allevatori: un conflitto che si trascina da tempo, così lungamente non affrontato che è ormai indubbio sia creato ad arte per convenienza politica, della quale a fare le spese non saranno altro che le categorie che le due barricate vorrebbero proteggere: le une per la continua ricerca di scorciatoie alla presenza di Grandi Carnivori che non includano la convivenza, le altre per l’incapacità di ascoltare le oggettive difficoltà di un mondo spesso percepito come distante e arrogante.

Il sentimento attuale è nato e cresciuto grazie agli errori del passato: grazie al trasformismo di Assessori e Dirigenti, grazie all’incapacità di condurre un dialogo necessario alla trasformazione della visione delle Montagne in senso inclusivo e collettivo.

Come uscire da questo pantano di disinformazione e disonestà?

Non abbiamo soluzione immediate, se non quanto pare essere alla nostra vicina portata: riprendere quel lavoro di corretta e pacata informazione -lavoro che una struttura Provinciale dal bilancio annuale di miliardi di euro avrebbe ampiamente potuto permettersi da molti anni a questa parte-, comprensione e ascolto dei bisogni di mondo animale e umano.

Il conflitto attuale è basato su opposti interessi: comprenderli è, dal nostro punto di vista, l’unica via per non trasformare le nostre montagne in echi di natura, silenziosa e assente.

Il destino di M49 è stato scritto dalla nostra incapacità di fare altrimenti.

 

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Wwf Trentino

 

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