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PAT – ISPAT * TRENTINO – PRIMA INFANZIA: « NEL 2022/2023 OPERATIVI 102 SERVIZI DI NIDO, MEDIA ISCRITTI PARI A 3.743 BAMBINI »

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15.25 - giovedì 29 febbraio 2024

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I servizi socio-educativi per la prima infanzia in Trentino. Anno educativo 2022/2023. Offerta pubblica del servizio nido d’infanzia.

 

Servizi, posti, gestione e distribuzione territoriale

L’anno educativo 2022/20231 registra la presenza di 102 servizi di nido2 con una capacità ricettiva che a fine anno è di 3.857 posti. La distribuzione territoriale dell’offerta rimane caratterizzata dalla concentrazione di quasi metà dei servizi nelle aree delle due città maggiori (29 servizi per 1.222 posti nel Territorio Val d’Adige e 18 servizi con 851 posti in Vallagarina). Continuano a essere prive di offerta pubblica la Valle di Fassa e la Comunità della Paganella, quindi non saranno considerate nel prosieguo dell’analisi. L’ente pubblico titolare ha affidato la gestione del servizio a organizzazioni private, soprattutto cooperative sociali, in otto casi su dieci (82,4%); sono dunque gestiti in convenzione oltre i due terzi dei posti disponibili (2.785 dei 3.857 totali, pari al 72,2%).

 

Iscritti

Nel periodo considerato (escluso il mese di agosto), la media degli iscritti è pari a 3.743 bambini, con 3.700 e oltre iscritti da novembre 2022 a luglio 2023. In continuità con quanto rilevato negli anni precedenti, la modalità prevalente di utilizzo del servizio resta l’orario intero (90,4% escludendo agosto); per il part-time la fascia oraria preferita rimane quella mattutina (8,2% degli iscritti).

 

Personale: modalità di lavoro

Tra gli operatori impegnati nell’erogazione del servizio, sette su dieci sono educatori (70,5%), comprendendo anche quelli di sostegno, mentre la restante quota è formata dagli addetti ai servizi generali. Tra gli educatori, due su tre hanno un contratto a tempo indeterminato (66,6%). In questa tipologia contrattuale un educatore su tre (32,4%) è a tempo pieno, a fronte del 15,2% tra gli assunti a tempo determinato. Complessivamente, gli educatori a tempo pieno sono il 26,6% degli educatori impiegati nel servizio. Se si analizzano i dati secondo il tipo di gestione, si ritrova un sostanziale avvicinamento tra la quota degli educatori assunti a tempo indeterminato (68,8% nella gestione diretta e 65,5% nella gestione indiretta), come rilevato negli ultimi due anni educativi, mentre in precedenza era più marcata la prevalenza della quota presente nei servizi a gestione diretta.

 

Personale: caratteristiche degli educatori

Nel considerare i requisiti posseduti attinenti al lavoro di educatore, emerge che nei servizi gestiti direttamente il 27,8% degli educatori possiede un diploma senza attestato di qualifica, mentre nei servizi affidati a terzi questa situazione è condivisa solo dal 18,4% degli educatori.
Analizzando insieme gestione diretta e indiretta, gli educatori con un contratto a tempo determinato sono più giovani dei colleghi con contratto a tempo indeterminato: il 53,9% è tra i 25 e i 34 anni contro il 31,9%, e il 23,2% ha meno di 25 anni a fronte dell’1%. Considerando il tipo di gestione, nei nidi a gestione diretta gli educatori con un’età fino a 34 anni sono il 23,8% del personale educativo, mentre nei servizi gestiti dai privati sono il 59%.

 

Rette

Nell’anno educativo 2022/2023, i titolari della funzione di nido sono 54 enti pubblici, di cui 36 con una o più convenzioni con altri enti locali, ai quali hanno offerto posti nelle strutture presenti nei propri territori3. Nella quasi totalità dei casi (33) tra l’Ente sede di nido e i Comuni convenzionati sono state applicate le stesse tariffe per le rette di frequenza. Nell’analisi proposta si considerano gli Enti sede di nido, con riferimento alla modalità prevalente dell’orario intero4. L’importo della quota mensile minima è concentrato nella fascia 150-199 euro (37%), quello della retta massima tra 300 e 349 euro (29,6%). I valori medi degli importi minimo e massimo sono rispettivamente pari a 147 e 357 euro. La distribuzione delle rette mensili dell’orario intero, a carico delle famiglie, evidenzia che la maggioranza relativa dei bambini iscritti al 31 gennaio 2023 si colloca nella fascia 266-304 euro (15,9%).

 

 

Liste d’attesa e rapporto tra domanda e offerta del servizio

Delle complessive 3.387 domande presentate dalle famiglie per usufruire del servizio di nido, il 10,1% è decaduto per decisione delle stesse famiglie e l’1,1% è stato annullato d’ufficio. Delle restanti 3.009 richieste, il 72,7% ha ottenuto una risposta positiva e il 27,3% (pari a 822 bambini) è rimasto in lista d’attesa.
Sul territorio provinciale la domanda espressa dalle famiglie viene completamente soddisfatta solo negli Altipiani Cimbri. Diverse altre comunità coprono almeno il 90% delle richieste (Giudicarie, Territorio Val d’Adige, Valle di Cembra e Vallagarina). Al di sotto del 50% si trova solo l’area della Rotaliana (45,3%). A causa del calo delle nascite si è ridotto gradualmente il gap fra bambini e posti nei nidi: i bambini di età inferiore ai tre anni sono passati da 12.549 nel 2021 a 12.367 nel 2022 (-1,5%), mentre la capienza dei nidi è lievemente aumentata nello stesso periodo da 3.827 a 3.857 posti (+0,8%). A livello provinciale, la percentuale di copertura della domanda espressa è dell’82,4%. Rispetto alla domanda potenziale (bambini residenti di età inferiore ai tre anni), sull’intero territorio provinciale i posti di nido offerti dal servizio pubblico passano dal 30,5% dello scorso anno educativo al 31,2%, con valori sopra la media negli Altipiani Cimbri (48,9%), nel Territorio Val d’Adige (42,7%), nella Vallagarina (39,5%), nella Valle di Cembra (34,9%) e nella Valle di Sole (32,2%), mentre l’incidenza più bassa viene registrata nella Comunità della Valle dei Laghi (13,8%).

 

Servizi integrativi al nido d’infanzia: posti e iscritti

Nell’anno educativo 2022/2023 l’unico servizio integrativo al nido attivato è stato il “Centro genitori e bambini” del Comune di Trento (74 posti disponibili nelle mattine dal lunedì al venerdì, da fine settembre a inizio giugno). Il servizio è stato utilizzato da 79 bambini seguiti da tre educatrici e un’addetta ai servizi generali, per complessive 2.269 ore (con una media mensile di 45 bimbi e di 264 ore di frequenza nel periodo ottobre-maggio).

 

Sostegno dei Comuni al servizio di nido familiare – Tagesmutter

Distribuzione territoriale

Nel periodo considerato, gli enti locali (principalmente Comuni, ma anche Comunità di valle e un’Unione di comuni)5 che hanno deliberato il sostegno finanziario al servizio Tagesmutter sono 86, coinvolgendo 107 Comuni (64,5% di tutti i Comuni). Degli 86 enti con la possibilità di riconoscere un sostegno finanziario a questo servizio, utilizzando il contributo provinciale6, 20 enti (pari al 23,3%) non hanno ricevuto richieste. I dati presentati fanno quindi riferimento ai restanti 66 enti che hanno di fatto riconosciuto un aiuto finanziario alle famiglie.

5) L’erogazione dei contributi per il servizio di Tagesmutter nell’anno educativo considerato è stata attivata dalle Comunità della Val di Fiemme, della Valle di Fassa e della Valle di Cembra per i relativi Comuni del loro territorio, oltre che dall’Unione dei Comuni dell’Alta Anaunia per gli enti associati di Cavareno, Romeno e Ronzone.

 

Frequentanti e ore sostenute

Il servizio di nido familiare riconosciuto con il sostegno pubblico interessa 609 bambini, appartenenti a 593 nuclei familiari. Il periodo di maggior utilizzo del servizio, con 400 e oltre bambini frequentanti, è quello da novembre ad agosto, mentre il mese con il più alto monte ore riconosciuto con il contributo pubblico è maggio (43.721 ore). La maggior parte delle famiglie ha ottenuto un contributo orario compreso tra 4 e 5 euro (246 famiglie, pari al 41,5%) e una famiglia su cinque ha percepito un’integrazione da 5 a 6 euro (134 famiglie, pari al 22,6%).
Servizio offerto dai privati

 

Servizi, posti, gestione e distribuzione territoriale

Per quanto riguarda l’iniziativa privata del servizio di nido, delle 38 unità individuate per la rilevazione dell’anno educativo 2022/2023, 31 hanno risposto al questionario, segnalando una capienza complessiva di 633 posti7. Tali strutture sono soprattutto nella Piana Rotaliana (7 nidi per 175 posti, pari al 27,6% dei posti segnalati), nella Valsugana (Valsugana e Tesino con 93 posti, pari al 14,7%; Alta Valsugana e Bersntol con 77 posti, pari al 12,2%) e nella Vallagarina (87 posti, pari al 13,7%). Non sono state individuate strutture private nella Val di Fiemme, nel Primiero, nella Valle di Cembra, nella Valle di Sole, negli Altipiani Cimbri e nella Valle dei Laghi.

 

Iscritti
Considerando i dati raccolti, i mesi con le più alte adesioni sono maggio (584 iscritti), giugno (575 iscritti), aprile (571 iscritti), marzo (560 iscritti) e luglio (559 iscritti).

 

Personale

Complessivamente, nelle strutture private rilevate si contano 137 operatori, suddivisi tra titolari (29 persone), educatori (90 persone) e personale addetto ai servizi generali (18 persone). Tra i 108 dipendenti, la maggioranza è a tempo indeterminato (69,4%) e sei operatori su dieci sono impegnati a tempo parziale (63%). Invece i titolari sono per lo più occupati a tempo pieno (89,7%). Tra coloro che svolgono la funzione di educatore, uno su tre ha conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado in ambito socio-educativo-assistenziale a cui ha affiancato l’attestato di “Qualifica di educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi” (31,9%); poco meno di uno su quattro è in possesso di una laurea in materie pedagogiche/educative con competenze pratiche acquisite tramite un tirocinio universitario (22,1%), mentre uno su cinque non ha più di un diploma e una qualifica diversa da quella di educatore nei nidi d’infanzia (20,4%). Per quanto riguarda l’età, la maggioranza degli educatori impegnati nei nidi privati ha meno di 35 anni (60,2%).

 

Nidi aziendali

Iscritti
Nel periodo considerato sono attivi cinque nidi aziendali (quattro nell’area del capoluogo e uno aperto nel settembre 2022 nel territorio della Comunità della Vallagarina). L’apertura del servizio altre due sono risultate irreperibili.
Tra le 38 unità individuate, tre hanno rifiutato la compilazione del questionario, due non hanno risposto e per tutti i nidi copre la settimana lavorativa nella fascia mattutina e pomeridiana, con un orario giornaliero che va dalle 9 alle 15 ore. Nell’insieme, i posti messi a disposizione sono stati 111, mentre la media mensile degli iscritti escluso agosto è stata di 113 bambini8. I mesi con più giornate di presenza (oltre 2.000) sono stati maggio e marzo; la media mensile è stata di 1.726 ore, sempre escludendo agosto.

 

Personale

Il personale impiegato è formato da 35 educatori (21 a tempo indeterminato) e 16 addetti ai servizi generali (12 a tempo indeterminato). Per la maggior parte, gli educatori hanno conseguito la qualifica di educatore nei nidi d’infanzia (11 con diploma e 2 con la laurea), oppure hanno una laurea nell’area pedagogica/educativa corredata da un tirocinio universitario svolto nei servizi educativi per l’infanzia (10 persone) o un diploma senza qualifica (10 persone). Infine, oltre la metà degli educatori ha meno di 35 anni (57,1%), mentre i restanti rientrano nella classe 35-44 anni.

 

Il Trentino nel contesto nazionale

Copertura dei servizi alla prima infanzia

In Italia, a fine 2021, le aree territoriali in cui si registrano livelli di copertura complessiva dell’offerta educativa di servizi alla prima infanzia9 superiori al target europeo del 33% fissato nel 2010 sono: Umbria (43,7%), Emilia-Romagna (41,6%), Valle d’Aosta e Trentino (41,1%), Toscana (38,4%), Friuli-Venezia Giulia (36,8%) e Lazio (36,1%)10. Rimangono evidenti le differenze territoriali segnalate in tutte le precedenti rilevazioni nazionali, con il Nord-est (36,2%) e il Centro Italia (36,7%) che consolidano le rispettive quote percentuali di copertura, il Nord-ovest (31,5%) che si avvicina all’obiettivo europeo del 33%, mentre il Sud (16%) e le Isole (16,6%), pur migliorando negli anni la quota di copertura, si mantengono a meno della metà del parametro europeo. Nel complesso, la media nazionale si attesta al 28%, ancora al di sotto della soglia fissata dalla Unione europea per sostenere l’occupazione femminile e favorire la conciliazione tra impegni familiari e lavorativi.

 

Presa in carico degli utenti nei servizi con finanziamento pubblico

Se si considera l’indicatore di presa in carico dei bambini nei servizi finanziati con risorse pubbliche rispetto ai residenti con età inferiore ai tre anni, nella graduatoria fra regioni e province autonome si rilevano gli stessi territori ma con un ordine diverso: la provincia di Trento si colloca al primo posto (32,1%), seguita dall’Emilia-Romagna (30,9%), dal Friuli-Venezia Giulia (30,5%), dalla Toscana (26%) e dalla Valle d’Aosta (24,9%). La media italiana è del 15,2%.

 

 

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