VIDEONEWS & sponsored

(in )
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

INFORTUNI: UIL TRENTINO, SALVAGUARDARE SALUTE E SICUREZZA LAVORATORI

(Fonte: Uil Trentino) – Dichiarazione stampa del Segretario Generale Uil del Trentino Walter Alotti. Escalation degli infortuni sul lavoro nel 2017, dopo i già preoccupanti dati in crescita nel 2016 sul 2015 di infortuni e morti sul lavoro.

La Uil del Trentino chiede uno sforzo straordinario all’Assessore Zeni nel merito ed appoggia, a livello nazionale l’introduzione di norme specifiche penalistiche per i gravi infortuni sul lavoro e malattie professionali.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma non ha specifiche norme di carattere penale per i gravi infortuni sul lavoro e malattie professionali.

In questo senso è stato presentato in Parlamento un disegno di legge, che mira ad introdurre nel nostro ordinamento il “reato di omicidio sul lavoro”, sulla falsariga di quanto recentemente introdotto nel nostro ordinamento con il cosiddetto “omicidio stradale”.

Certo, la strage continua a cui nemmeno i programmi degli enti preposti alla sicurezza del lavoro, i servizi di prevenzione delle Asl e le tante iniziative anche bilaterali fra aziende e sindacati riescono a porre freno, non si interromperà con una norma in più, seppur di carattere penale.

Ma ancora in troppe aziende, in una struttura produttiva nazionale e locale fatta in gran parte di innumerevoli piccole aziende, si fa troppo affidamento alla fortuna, senza mettersi a norma e confidando che la stessa repressione sia circoscritta a conseguenze più che altro economiche od amministrative. Da qui il nostro appoggio a questa novazione normativa coordinata con poche altre disposizioni semplici, non costose ed efficaci.

La Uil lancia inoltre un forte appello, una richiesta non più eludibile, al mondo produttivo, sindacale e politico di fermarsi e concentrarsi, seriamente, per provare a cambiare od aggiungere azioni concrete, alle prassi e procedure previste a salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ribadiamo necessario un maggior impegno dell’amministrazione pubblica, del sindacato e delle aziende nella attuazione di una vera sorveglianza sanitaria dei lavoratori, nella prevenzione degli infortuni e nella formazione sulla sicurezza del lavoro.

Sul piano locale poi chiediamo un rafforzamento delle azioni di prevenzione riguardo alla salute e sicurezza sul lavoro e maggior impegno e risorse adeguate in tal senso.

Al di là della sensibilizzazione e della vigilanza di tutte le strutture sindacali territoriali ed aziendali e delle campagne di formazione ed informazione degli Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e dei lavoratori e delle lavoratrici, la Uil chiede un rafforzamento dell’organico dell’Uopsal ed una rivisitazione delle modalità di intervento e dei tempi oltre che della frequenza delle visite ispettive, non più confacenti ad un mondo del lavoro che si sta sempre più precarizzando e terziarizzando.

E’ tempo che gli ispettori del lavoro siano messi in condizione di intervenire ed intervengano molto più al di fuori dei canonici giorni ed orari di lavoro della società industriale passata, durante l’arco orario di tutta la giornata, notte compresa, ed anche, con maggior frequenza nei giorni festivi, ormai considerati, soprattutto nel commercio e nel turismo ordinari giorni di lavoro.

Ed infatti è proprio in questo settore, oltre che nell’agricoltura, che si riscontra l’incremento più preoccupante di infortuni sul lavoro.

La Uil del Trentino è convinta inoltre dell’opportunità, proprio per il settore terziario e quello dell’agricoltura, di estendere a questi comparti la figura del Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza Territoriale – già introdotta con positivi risultati nell’artigianato e nell’edilizia – che effettua, nell’ambito della bilateralità (aziende/organizzazioni sindacali) del territorio, monitoraggio e visite di prevenzione nelle aziende al fine di verificare e promuovere con azioni positive nell’ambito della sicurezza sul lavoro quella “cultura della sicurezza” che spesso manca non solo alle aziende, ma anche alle lavoratrici ed ai lavoratori, ma che sarebbe essenziale per ridurre l’impatto sanitario degli infortuni ed i danni fisici ed economici alle maestranze ed alle aziende.

Un gran lavoro per tutti quindi. Ma nessuno può esimersi dal lavorare per la vita e per evitare che qualcuno quella vita la perda sul lavoro.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

[pdf-embedder url=”https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/wp-content/uploads/2017/08/infortuni-2017-10-in-trentino.pdf” title=”infortuni 2017 + 10% in trentino”]