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FORZA ITALIA * PAESTUM – CONSIGLIO NAZIONALE: « IL DOCUMENTO APPROVATO, LAVORARE CON MAGGIORE IMPEGNO PER IL FUTURO DEL PAESE »

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12.14 - domenica 1 ottobre 2023

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Vogliamo ribadire al termine di questi tre giorni di confronto la nostra determinazione a rappresentare con impegno, credibilità e coerenza le idee riformiste, liberali, cristiane, garantiste, europeiste, atlantiche che definiscono l’identità di Forza Italia e che ne fanno un movimento politico unico nella realtà politica di oggi e nella storia della democrazia italiana.

Un movimento che rappresenta con orgoglio in Italia la maggiore famiglia politica europea, quella popolare e liberale del PPE. Un movimento, quello di Forza Italia, che è chiaramente alternativo alla sinistra in Italia e in Europa ed è parte integrante del centro-destra, una coalizione politica nella quale noi crediamo fino in fondo proprio perché è stata una grande intuizione del Presidente Berlusconi. Un movimento tuttavia ben distinto anche dai suoi alleati della destra democratica, perché rappresenta – in coerenza con i valori del PPE – il centro liberale e cristiano, all’interno di un bipolarismo moderno di tipo europeo.

Per garantire il bipolarismo in Italia, e quindi la stabilità dei governi e la rappresentatività dei cittadini, è indispensabile la grande riforma istituzionale che il Presidente Berlusconi ha chiesto per molti anni e che il governo, con il nostro ministro Casellati, è impegnato a realizzare: l’elezione diretta della guida dell’esecutivo. Noi speriamo che possa essere una riforma condivisa, una volta esaminata dei dettagli in Parlamento, e se necessario migliorata con l’apporto di tutti. Ma nessuno può esercitare quel diritto di veto che in passato ha reso di fatto impossibile qualunque progetto riformatore.

La stabilità e la rappresentatività dei governi sono d’altronde le chiavi di politiche coerenti ed efficaci sul piano internazionale e su quello interno. Nello scenario mondiale, l’Europa e l’Alleanza Atlantica sono le coordinate imprescindibili della nostra politica estera. L’appartenenza europea e atlantica è una scelta di valori ed una necessità strategica. Bene fa il governo, e in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a porre l’amicizia con gli Stati Uniti, con i grandi paesi europei, con Israele, con le democrazie dell’indopacifico, con i paesi amici dell’Africa e del Vicino Oriente a fondamento della nostra politica estera, orientata a garantire l’ordine liberale internazionale messo in pericolo sia dalla politica aggressiva di grandi potenze non liberali (come nel caso ucraino) sia dal dramma incontrollato delle migrazioni.

Un dramma che non si risolve né con la forza né con la retorica dell’accoglienza, si risolve con la solidarietà europea e l’impegno dell’Occidente per stabilizzare e far crescere l’Africa Subsahariana e le altre zone a più forte pressione migratoria. In questo senso il governo si sta impegnando costruttivamente, e il piano Mattei costituirà un elemento qualificante del rapporto dell’Italia con quelle aree del mondo.

Lo stesso impegno costruttivo che – in coerenza con le indicazioni elettorali – si sta traducendo in una legge di bilancio orientata alla prudenza ma anche alla crescita. Siamo persone responsabili e capaci di realismo, ci rendiamo conto che il nostro paese è gradato da un debito pubblico altissimo e che il rapporto deficit-PIL è più elevato di quanto l’Europa ci consenta, quindi sappiamo che le risorse disponibili sono poche. Ma quelle risorse vanno concentrate assolutamente nella riduzione del cuneo fiscale, nella rivalutazione delle pensioni minime, nella detassazione delle tredicesime, nella sanità e in altre categorie mirate.

Si tratta di mantenere un buon rapporto con l’Europa anche per negoziare l’esclusione dal rapporto deficit-PLI di spese straordinarie come quelle per la ricostruzione post—Covid e quelle legate alla guerra in Ucraina. I nostri obiettivi di legislatura rimangono immutati: aumento delle pensioni minime a 1000 euro, progressivo taglio alle tasse fino a realizzare la flat-tax, detassazione delle nuove assunzioni e dei contratti di apprendistato.

Da liberali, applichiamo il realismo e il gradualismo, ma siamo sorretti da una ferma determinazione, dalla convinzione che la strada indicata da Forza Italia e dal Presidente Berlusconi sia l’unica a far ripartire davvero il paese. Del resto è proprio all’impegno in Europa di Silvio Berlusconi e di Antonio Tajani che l’Italia deve il fatto di essere stata trattata generosamente con le risorse del PNRR. L’Europa in quell’occasione ha dimostrato di esserci, per noi: ora noi dobbiamo dimostrare di saper impiegare quelle risorse che sono un’occasione decisiva per costruire il nostro futuro. Se qualche aggiustamento è necessario per rendere possibile il migliore impegno delle risorse, questo non mette in discussione l’impianto complessivo.

La ripartenza dell’Italia, ma anche delle altre economie europee, passa attraverso un percorso stretto che da un lato impone di tenere sotto controllo l’inflazione, dall’altro rende molto pericoloso l’aumento dei tassi di interesse voluto dalla BCE a questo scopo. Una scelta sbagliata, perché l’inflazione questa volta nasce da ragioni esterne al ciclo economico, anzi da una situazione quasi da economia di guerra, e quindi i tradizionali mezzi di controllo della massa monetaria non si stanno dimostrando efficaci. Al contrario la stretta creditizia toglie fiato a famiglie e imprese, scoraggia investimenti e consumi, allontana la ripresa e finisce addirittura per paradosso con il diventare essa stessa causa di aumento dei prezzi.

Per la stessa ragione non si può colpevolizzare o penalizzare il settore bancario, che però deve essere chiamato a compiere la sua parte con più iniziativa per concorrere allo sforzo complessivo. Uno sforzo che richiede un paese più moderno, più ricco di infrastrutture: l’impegno per il ponte sullo Stretto di Messina è fondamentale e porta a compimento un progetto pensato e voluto dai governi Berlusconi ed e’ per questo che a lui deve essere dedicato. Altrettanta attenzione va posta alle infrastrutture del Nord e ai collegamenti con l’Europa, spesso fragili e saturi come dimostrano le emergenze nate dalla frana al Frejus e dai lavori di manutenzione del Monte Bianco. La semplificazione burocratica e normativa, l’utilizzo razionale e sistematico delle tecnologie, di cui si sta ben occupando il ministro Zangrillo, sono condizioni essenziali per rendere l’Italia un paese attrattivo per gli investimenti.

Il mezzogiorno per Forza Italia è una priorità assoluta. La ripartenza del paese non può essere a due velocità, il Sud deve ricuperare un ritardo infrastrutturale, nella formazione, negli ammortizzatori sociali. E’ una terra che produce grandi eccellenze che non sono valorizzate dalle condizioni di contesto in cui devono operare. L’ambiente è una delle scommesse della nostra generazione. La transizione ambientale chiesta dall’Europa è un obbiettivo giusto che va realizzato in maniera realistica e soprattutto efficace. Non ha nessun senso distruggere le nostre imprese automobilistiche, o peggio ancora penalizzare il nostro patrimonio abitativo, per ottenere risultati irrisori a prezzi molti alti. L’ambientalismo ideologico non ci appartiene, ma – come sta dimostrando il Ministro Pichetto – con il buon senso e l’equilibrio si possono realizzare cose importanti. Senza dimenticare che non vi sarà un futuro di energia pulita se non si rimetterà in gioco l’energia nucleare.

L’agricoltura è uno degli elementi qualificanti dell’eccellenza del prodotto italiano. Dobbiamo tutelare le nostre imprese agricole sia dalla concorrenza sleale nei paesi stranieri sia da scelte ambientaliste frettolose e ideologiche insostenibili per agricoltori e allevatori. Abbiamo bisogno di una scuola e di un’università che siano le vere eccellenze del paese. Da esse prima di tutto dipende il futuro dei nostri figli e quindi nella nostra Nazione. Prezioso in questo senso il lavoro che sta svolgendo il Ministro Bernini, non soltanto rimuovendo gli obsoleti paletti all’ingresso legati al numero chiuso, ma coniugando il ruolo di coscienza critica proprio dell’università con la sua capacità di fornire una preparazione qualificata e competitiva sul mercato del lavoro. Vogliano sempre più studenti stranieri che vengano a studiare in Italia – ve ne sono già parecchi – e sempre meno studenti italiani che debbano andare a studiare all’estero.

Una nazione moderna, dinamica, inserita nel sistema delle democrazie dell’occidente, ha assolutamente bisogno di un sistema giudiziario giusto ed efficiente. Un sistema giudiziario che dia risposte rapide e corrette alla domanda di giustizia, soprattutto nella giustizia civile, e che sia profondamente rispettoso dei sacri diritti della persona in campo penale. Il garantismo per noi è questione fondante, e deve ispirare imprescindibilmente l’azione di governo La strada indicata dal Ministro Nordio al principio della legislatura rimane per noi la bussola imprescindibile della riforma da compiere. Bene le misure sulle intercettazioni e sull’abuso di ufficio presentate in Parlamento, ma il tema della separazione delle carriere rimane ineludibile.

Il centro-destra ha in grande compito di dare una risposta a queste complesse esigenze del paese. Sta lavorando bene con il concorso di tutti i partner della coalizione. Ci aspettano prove importanti, prima le elezioni suppletive nel collegio che fu di Silvio Berlusconi, nelle quale abbiamo candidato Adriano Galliani, la persona che – per vicinanza al nostro Presidente e per il suo legame con quei luoghi – era il designato naturale, con il consenso naturalmente della famiglia Berlusconi. Il risultato di Monza però non riguarda solo Galliani o solo Forza Italia, è una prova che vede impegnata tutta la coalizione, destinata a vincere insieme.

Così come alle elezioni europee, nonostante il sistema proporzionale, dobbiamo vincere tutti, tutto il centro-destra, ciascuno rivolgendosi al suo elettorato di riferimento. Il compito di Forza Italia, in patria come in Europa, è quello di costruire un centro forte, dinamico, rivolto ai moderati, alternativo alla sinistra. Un centro liberale e cristiano basato non sugli slogan, sulle parole d’ordine, sulle promesse, ma sulla cultura del fare, sulla concretezza delle idee, sulla capacità dimostrata di saper mantenere gli impegni.

E’ questa la moralità del fare che ci ha insegnato il nostro Presidente, è questa la prima delle sue grandi lezioni sulle quali vogliamo costruire il nostro futuro, sotto la guida seria e responsabile di Antonio Tajani e della squadra da lui chiamata a gestire Forza Italia.

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