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CISL MEDICI – TRENTINO * APSS: « PRONTI A SOSTENERE QUALSIASI GUARDIA MEDICA CHE SI PRESENTERÀ DAL GIUDICE DEL LAVORO, PER FARSI RIASSEGNARE LA SEDE ORIGINALE PREVISTA NEL CONTRATTO »

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9:40 - 21/10/2021

Intanto che in Assessorato in un clima di “volemose ben”, si sta contrattando per introdurre alcune modifiche sull’accordo per la parte dei medici di famiglia, anche in aspetti non urgenti come quelli dei tutor della Scuola, sottobanco APSS, con un facente funzione, illegittimamente, senza passare dalle sedi istituzionali dei sindacati della medicina generale, sta rivoluzionando il servizio delle guardie mediche in provincia, impoverendo e accentrando l’offerta ai cittadini, alla faccia dei Sindaci e dei comuni periferici.

Secondo quanto appreso, in queste settimane APSS ha cercato di convincere singolarmente le guardie mediche a rinunciare alla sede di Ala per spostarsi a lavorare presso la sede di Mori, a cui avrebbe assegnato tutto il territorio delle due sedi. Poiché si sono rifiutati in toto, li costringe oggi, sempre illegittimamente, a lavorare nella sede di Ala, allargando in modo improprio il territorio da coprire e cioè fino a Brentonico; mentre ai medici di guardia che da Rovereto vanno in Vallarsa è d’ufficio assegnata la sede di Mori.

Tale soppressione è la soluzione ultima adottata dal Direttore delle Cure primarie per la gestione di tale zona, nel solco della scelta prossima di chiudere tutte le sedi della Vallagarina perché, a suo dire “ gli utenti hanno le macchine e possono spostarsi e il servizio va ottimizzato e centralizzato”(parole dette ad otto medici di guardia in una supposta assemblea decisa unilateralmente due giorni fa),sbeffeggiando i Comitati della medicina generale istituzionalmente preposti alle discussioni.

Ora basta!

Non c’è solo la sede di Mori, soppressa dal mese di novembre per almeno altri mesi a venire. Anche quella di Taio subisce la stessa sorte. Egualmente in tale valle di Non si sono avvisate le guardie mediche, senza sentire i Sindacati, che da Mezzolombardo, oltre che Andalo e Molveno dovranno occuparsi anche di tutta la valle di Non fino a Cles.

Cisl medici, avvisata delle illegittimità, sta pensando seriamente allo sciopero ed intende avviare la procedura di agitazione sindacale della categoria delle proprie guardie mediche, pronti ad andare al Commissariato del Governo per rimettere nei binari contrattuale l’attuale deriva.

La sentenza sulla presunta AFT di Viale Verona e la chiusura di quella di Pinzolo, frutto di forzature contrattuali, non hanno insegnato nulla ad APSS? Dove sono finiti i sindaci che davano addosso a Cisl medici ed al suo Segretario perché criticava l’aumento delle sedi di guardia, vagheggiate tre anni fa dal Presidente Fugatti? Eravamo stati buoni preveggenti o migliori tecnici sulle difficoltà lavorative delle guardie mediche? Sedi che non solo rimangono quelle decise dalla Giunta precedente, ma che verranno ridotte secondo la summenzionata proposta della dr.ssa Sforzin e quindi di APSS.

Il tutto nel contesto COVID 19, ove la scelta organizzativa e sanitaria è quella di ritenere che 5 guardie mediche possano, in tempo di surplus lavorativo dato dalla pandemia, coprire da Ala a Brentonico o dalla Vallarsa all’intera Vallagarina, rispetto alle precedenti due sedi formate da 5+5 medici di guardia; persino da Faedo all’intero Valle di Non. Dove è tutto questo fiume di denaro per potenziare e supportare la medicina generale in questo momento critico?

Siamo pronti a sostenere qualsiasi guardia medica che si presenterà dal Giudice del Lavoro per farsi ridare la sede originale prevista nel suo attuale contratto firmato, che non prevede libere modifiche del rapporto numerico medici/pazienti e modifiche di ambiti, neppure deliberati dalla Provincia e che rendono inefficaci, fra l’altro, le misure assicurative a tutela del loro lavoro.

Immediatamente dopo il Comunicato, Cisl medici invierà formale diffida ad APSS; e se non verrà tempestivamente convocato il presente sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale, ovviamente assieme agli altri, in Azienda prima, in Provincia poi, si teme che partiranno le dimissioni delle poche guardie mediche che sono restate in Trentino; e la richiesta di risarcimento dei danni o il riposizionamento coattivo nelle sedi originarie di coloro che cercheranno di resistere.

Certo è che Verona, che attualmente coccola i nostri medici di guardia, avrà di che scaldarsi le mani con gli applausi verso le soluzioni adottate dall’APSS dei Veneti! Grati loro e gabbati i nostri concittadini.

 

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Dr. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino

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