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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES * MOBILITÀ SU ROTAIA: PRESIDENTE GIRARDI, « POTENZIARE IL TRASPORTO PUBBLICO NELLE DOLOMITI NON È IDEOLOGIA, MA FORTE NECESSITÀ E SCELTA STRATEGICA »

Potenziare il Trasporto pubblico nelle Dolomiti non è ideologia bensì una forte necessità ed una scelta strategica. La conferma di puntare sul trasporto pubblico ulteriormente potenziato per la stagione estiva 2021 in Val di Fassa e Fiemme raccoglie il nostro plauso. Scelta che non riteniamo sia di natura ideologica ma al contrario un indirizzo strategico nel quale si sposano politiche ambientali con necessità economiche volte ad una offerta turistica di qualità ove il tpl rappresenta un pilastro fondamentale .

Un vero e proprio investimento attorno al quale sarebbe quanto mai necessario lavorare alla quantificazione della ricaduta economica che esso apporta sul territorio. Esempio di questa pratica è la vicina Svizzera dove il trasporto pubblico genera il 7% per cento del Pil.

Spiace che nelle dichiarazioni rilasciate recentemente sui media da parte del dottor Roberto Andreatta, sia stata dimenticata l’azione che Transdolomites ha svolto in tutti questi anni in tema di sensibilizzazione e collaborazione fattiva permettendo di raggiungere importanti risultati nel settore del tpl nelle valli di Fiemme, Fassa e sulla tratta Bolzano-Val di Fassa con il servizio Sad (della Provincia autonoma di Bolzano).

 

Qualche esempio:

-) Nel 2013 la corsa SAD Bolzano-Vigo di Fassa “ stirata” fino a Pera di Fassa attuale capolinea e che dal dicembre 2020 ha fatto un salto di qualità giungendo ad offrire 13 corse giornaliere da BZ a Pera di Fassa e viceversa.
-) Il potenziamento estivo delle corse tra Cavalese e Penia ogni 30 minuti e Moena Penia ( prima ogni trenta minuti e successivamente portati a 15) dal 2018 in avanti.
-) Le proposte comunicate a mezzo stampa per il cadenzamento estivo ai 30 minuti sulla tratta Pera di Fassa- Bolzano soprattutto tra Pera e Nova Levante.
-) La proposta inerente il progetto del Rosengartenbus; i richiami ad investire in una comunicazione dei servizi chiara, semplice e capillare, e promotrice della conoscenza del territorio.
-) Gli inviti alla riqualificazione delle fermate dei mezzi pubblici ed i problemi di sicurezza stradale per alcune di esse. Negli anni scorsi la proposta di attivare le navette (citybus) tra Vigo-Pozza-Pera che per merito del Comune di Sèn Jan sono diventate una ulteriore realtà.

 

Ovviamente con il riconoscimento del merito di Trentino Trasporti – Provincia autonoma Trento (Pat) – Sad e Provincia Autonoma di Bolzano (Pab) di averci creduto ed essersi attivate.

Un risultato ottenuto attraverso il metodo di Transdolomites che consiste nel coinvolgimento dei territori assieme a Pat , Trentino Trasporti, Sad, la Pab. Non solo lavoro di squadra ma anche investimento di nostre risorse economiche. Un esempio del nostro impegno economico è il risultato scaturito nel potenziamento dei servizi estivi tra Cavalese e Penia ove Transdolomites ha investito di suo 13 mila euro per una studio sulla mobilità sostenibile nelle Valli dell’Avisio.

Incarico a titolo gratuito che con Determina numero 58 del 2 maggio 2016 protocollo  245707 a firma del Dirigente dottor Roberto Andreatta protocollo. n.S036-2016 – 433897, con il consenso scritto dell’Assessore Mauro Gilmozzi affidava a Transdolomites il compito di approntare uno studio di analisi con varie linee guida in generale sul possibile miglioramento delle connessioni con Bolzano via val d’Ega, velocizzazione delle corse dirette Penia-Trento, tra cui la valutazione di eliminare in estate la rottura di carico a Cavalese, miglioramento dei servizi estivi verso i Passi tra cui la valutazione del ricorso a vettori privati analogamente ai servizi skibus invernali.

Studio consegnato all’Assessorato dei Trasporti della Pat (presentato pubblicamente a Cavalese nel settembre 2017 )e che ha rappresentato l’humus che ha offerto l’occasione per ragionare sull’offerta di servizi di Tpl a partire dal 2018. Incarico che ci ha gratificati dal punto di vista del riconoscimento della professionalità con la quale Transdolomites lavora alle proposte di mobilità pubblica.

Questa iniziativa , sommata agli studi ferroviari promossi , ha portato la nostra Associazione ad investire oltre 72 mila euro dal 2009 in avanti, tutti derivanti dalle nostre attività di autofinaziamento. In base alle conoscenze a nostra disposizione questo farebbe di Transdolomites l’unica associazione di volontari in Italia che è stata capace di realizzare studi trasportistici di qualità in autofinanziamento.

Il Brt sul tavolo per Fiemme e Fassa rappresenta un’evoluzione nella modalità dell’offerta di mobilità pubblica . Siamo convinti che esso contribuirà a attrarre ulteriormente i cittadini verso modalità di spostamento tra le valli senza l’ausilio dell’auto privata.

Ma attenzione: l’adozione di Brt a metano, elettrici oppure idrogeno non cambia di un millimetro le condizioni di raggiungibilità delle valli. Questo tra l’altro relegando in un angolo la Val di Cembra la quale soffre più delle altre valli lo “ spopolamento” e dove la presenza di una ferrovia servirebbe a frenarlo ed a invertire la tendenza rendendo appetibile il tornare ad abitarvi e generando una importante ricaduta turistica.

Se oggi, soprattutto per turisti, l’auto privata è il mezzo dominante per raggiungere le destinazioni turistiche di Fiemme e Fassa, l’auto lo resterà egualmente anche in futuro. Ed questo il paradigma che va cambiato per giungere ad una svolta storica della mobilità nella regione dolomitica. Per questo motivo invitiamo ad esplorare a fondo l’opzione ferrovia dell’Avisio.

Il Brt e poi il nulla? Fiemme e Fassa liquidate con qualche soldo (70 milioni di euro sono spiccioli dinnanzi alla necessità di un radicale cambiamento) e ancora asfalto.

Ancora una volta, salvo colpi di scena, abbiamo la dimostrazione della rinuncia della politica ad avere una visione ed una strategia di pianificazione di lungo periodo. Quella visione e strategia che Metroland aveva nel suo dna con l’idea di rafforzare l’integrazione e lo sviluppo bilanciato delle valli in particolare per l’accesso alle località turistiche connettendo tra loro le realtà del territorio migliorando la loro accessibilità tramite il corridoio del Brennero.

Una mancanza di visione “selettiva” a nostro avviso. Le valli del Noce e la Valsugana -con le loro ferrovie- si trovano in questa condizione privilegiata. Il collegamento ferroviario con il Lago di Garda è irrinunciabile. Se questo verrà realizzato, le valli dell’Avisio saranno le sole in Trentino a rimanere escluse da queste opportunità. Ci si dimentica dell’importante ruolo che esse svolgono per l’economia turistica e impedendo di conseguenza alla val di Cembra ad una offerta di turismo al passo con i tempi; leggera e non di massa.

Questo non giova all’interesse di dette valli ma non giova soprattutto all’interesse del Trentino. In termini di investimenti ferroviari il Veneto si muove, Südtirolo e Lombardia anche, le Ferrovie delle Stato hanno in programma svariati miliardi di euro di investimenti perché ormai è chiaro che il futuro dei trasporti viaggia in treno. Le valli dell’Avisio costrette a stare al palo perché qualcuno a Trento da anni ha fatto intendere che la Ferrovia Avisio “non s’ha da fare”?

Si persevera nel considerare il treno come una composizione di carrozze che corre su e giù per le valli miopi nel considerare che una ferrovia in area dolomitica ambiente di notevole pregio paesaggistico-ambientale, sull’esempio di altre ferrovie alpine , costituisce una importante riqualificazione dell’intero territorio ed un forte richiamo turistico, quindi maggiore valore aggiunto e riqualificazione dell’economia non solo turistica e ambientale delle valli.

La ricaduta a 360 gradi che si potrà generare sta alla base della differenza di valore dell’investimento, unica via per raggiungere una vera svolta nell’offerta turistica.

L’alternativa è restare alle condizioni attuali. Sarà in futuro la storia a presentare il conto, non a Transdolomites ma coloro che non hanno avuto il coraggio nel metterci la faccia.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

 

 

/// Foto: Archivio Pat