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INTERVISTA ALLA PRESIDENTE ELINA MASSIMO (IRASE TRENTINO ALTO ADIGE SÜDTIROL)

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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA POMERIGGIO: « APPROVATA CON UN SOLO VOTO CONTRARIO LA RISOLUZIONE UNITARIA SUL BYPASS E LA FERROVIA DEL BRENNERO »

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18.47 - giovedì 11 novembre 2021

Consiglio, approvata con un solo voto contrario la risoluzione unitaria sul bypass e la ferrovia del Brennero.

Trovata in apertura della seduta pomeridiana la sintesi tra maggioranza e minoranza sulla risoluzione approvata sul bypass e la tratta trentina della ferrovia del Brennero che, al termine di un lungo dibattito, è stata approvata con 28 sì e il no di Alex Marini. L’assessore Tonina ha detto che si è partiti dalla risoluzione 128 di Zanella e si è trovata una condivisione raccogliendo alcuni punti delle 15 risoluzioni presentate dalla minoranza. L’opera ferroviaria, ha aggiunto, è all’attenzione della Giunta in raccordo con il Comune di Trento e la risoluzione tiene conto di tutti i temi che la minoranza ha voluto portare in Consiglio.

Si è trovata una condivisione su questioni che vanno affrontate in modo trasversale. Un atto di responsabilità nei confronti di un progetto che porterà cambiamenti importanti e positivi. Il presidente Fugatti è impegnato, ha detto ancora, con un confronto anche sui temi che riguardano la ferrovia del Brennero. Il momento è giusto, ha continuato, per presentare progetti e idee che si possono concretizzare. C’è un accordo trovato con l’assessore Facchin sul progetto ferroviario e la bonifica delle aree inquinate di Trento Nord. Un problema incancrenito da anni che grava su un’area importantissima per la città.

 

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I nove punti dell’accordo.

La risoluzione, a prima firma Zanella e Tonina e dei consiglieri di minoranza, è composta da nove punti: dare corso ad una pianificazione coordinata dei progetti di mobilità che interessano l’intero territorio provinciale coinvolgendo le Comunità locali, a partire dall’area del basso Trentino, RFI e l’Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero con il preciso compito di individuare preventivamente le opere coerenti e compatibili con le scelte anche di natura urbanistica e di rigenerazione urbana rispetto all’impatto che avrà la realizzazione del corridoio ferroviario dell’alta velocità; confermare, come peraltro già stabilito nell’ultima seduta del 2021 del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero, di intensificare gli incontri dell’organo con l’obiettivo di discutere anche il completamento delle linee di accesso al Corridoio del Brennero nelle tratte non ancora oggetto di valutazione approfondita; collaborare con il Comune di Trento che sarà interessato dal primo importante intervento favorendo le azioni informative sia di respiro comunale che provinciale, confermando il supporto attivo e costante dell’Ufficio per lo sviluppo del Corridoio del Brennero con i referenti tecnici comunali che si occupano dell’intervento; sostenere il Comune di Trento nella richiesta a RFI di prolungare l’interramento del binario merci fino all’Interporto;

dare seguito alla interlocuzione già avviata con il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili nella persona dell’ingegner Paola Firmi, Commissario straordinario per il potenziamento della linea Fortezza – Verona, e coinvolgere il Ministero della transizione ecologica, il Comune di Trento e i proprietari delle aree che insistono sul SIN di Trento Nord per recuperare i finanziamenti necessari per garantire la bonifica definitiva dell’area; monitorare e mitigare le possibili conseguenze sui centri urbani della Provincia, in termini di rumore, di transito e di stazionamento, vibrazioni e pericolosità dell’entrata in esercizio del Tunnel di Base e del quadruplicamento della linea sul nostro territorio, informando la cittadinanza, all’interno dei percorsi di partecipazione già previsti, rispetto a questi aspetti.Iniziare un confronto con RFI, titolare del progetto complessivo della circonvallazione ferroviaria di Trento, per prevedere anche la copertura dei costi conseguenti all’interferenza con i binari della Trento Malè ed i costi riferibili al necessario servizio sostitutivo su gomma e ad accelerare la realizzazione del raccordo stazione di Gardolo – Nuova Officina di Spini e dell’officina stessa, per la manutenzione dalla flotta FTM;

Concordare con RFI e il Comune di Trento che, in mancanza di soluzioni alternative, la realizzazione dell’area di stoccaggio prevista sui terreni ex Sloi ed ex Carbochimica dei materiali provenienti dallo scavo del tunnel, avvenga in modo da garantire che tali materiali siano fisicamente separati dal terreno esistente per evitare il rischio di un ulteriore aumento dell’inquinamento della zona, limitando al tempo strettamente necessario per la permanenza del materiale sul sito di stoccaggio temporaneo e prevedendo la sua completa rimozione al termine dei lavori; concordare, infine, la progettazione e realizzazione della stazione ipogea presso l’ex scalo Filzi con RFI affinché la stessa si faccia carico anche del finanziamento di tale opera come previsto nel protocollo d’intesa tra RFI, il Comune di Trento e la Provincia di Trento firmato nel 2018.

 

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La minoranza: non si è sprecato il tempo.

Paolo Zanella ha detto che quello impiegato in questi giorni non è stato tempo sprecato anche perché la risoluzione impegna la Giunta a farsi carico con responsabilità di un tema che non può essere lasciato sulle spalle del Comune di Trento o di Rfi. L’esponente di Futura ha sottolineato che in base alla risoluzione si dovranno affrontare anche le tratte di accesso per evitare che l’opera, che costerà alla città, non rimanga una cattedrale nel deserto per anni. C’è poi l’impegno a sostenere il Comune per arrivare con l’interramento fino all’Interporto. Ultimo punto importante l’area Sloi, uno dei tre siti al mondo inquinati da piombo tetraetile, per il quale c’è l’impegno a reperire i fondi, interloquendo con privati, Stato e Unione Europea, per la bonifica. La risoluzione per Zanella è importante perché mira a risultati concreti e fattivi.

Sara Ferrari ha ricordato che l’intervento della minoranza ha permesso di aprire un confronto in Consiglio su un’opera di importanza fondamentale. Quindi, lo scopo della minoranza non è stato quello di perdere tempo ma di affrontare una tematica fondamentale. Il Pd aveva presentato sette risoluzioni riassunte in quella finale e gli argomenti riguardavano l’elaborazione di dai trasportistici sul corridoio del Brennero, la pianificazione dell’intera tratta della nuova ferrovia, l’impatto su Rovereto e la Vallagarina e la necessità di prevedere il finanziamenti della stazione ipogea dell’ex scalo Filzi e l’interruzione temporanea per il cantiere del bypass della Trento – Malè che richiede una soluzione. Infine, ci sono le aree di deposito degli scavi che dovrebbero essere diversi dall’ex Sloi e ex Carbochimica e la richiesta di una convocazione dell’Osservatorio del corridoio del Brennero.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha detto che la risoluzione tocca anche il tema della prevenzione degli effetti negativi, come il rumore, che questa nuova linea avrà. Di fronte ad anni in cui s’è fatto finta di nulla la Pat dovrà intervenire per contenere l’inquinamento acustico, le vibrazioni, i rischi causati dai convogli carichi materiali pericolosi che già oggi attraversano la città agli ottanta all’ora. Con questo dibattito, inoltre, si è fatta informazione e messo in evidenza le contraddizioni della maggioranza che appare granitica qui e in Comune mostra invece di essere fragile visto che ci sono gruppi che chiedono di spostare il tracciato. Non ci sono state risposte, ha detto Degasperi, invece sul tunnel del Brennero e sui 50 km di territorio, al di fuori di Trento e Rovereto, che verranno attraversati dall’alta capacità. Aperta rimane infine la domanda sulla rimessa dei convogli diesel.

 

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Una risoluzione troppo generica.

Alex Marini (5 Stelle), prendendo le distanze dalla risoluzione Zanella – Tonina, ha detto che le sue due risoluzioni hanno posto questioni precise che avrebbero richiesto risposte altrettanto precise dall’assessore. La mozione non dice nulla di concreto, non c’è un modello di previsione trasportistico, non ci sono rispose sul rischio delle 222 fonti attraversate dall’opera, nulla sull’attraversamento del Fersina. Nulla c’è sul tema del rumore e il documento è privo di scadenze ad esempio le modalità di informazione e la partecipazione dei cittadini. Un documento, quindi, superfluo a fronte della più importante opera pubblica del Trentino,e che avrebbe anche potuto ipotizzare che il progetto non si faccia per adottare politiche. La Pat, così come il Comune, si è lasciata espropriare delle proprie funzioni di fronte ai soggetti, presenti al convegno di Confindustria, che hanno deciso di realizzare quest’opera che ha un’iunico obiettivo: far girare la grana, cioè i 930 milioni. Non ci sono dati e analisi trasportistici per giustificare la scelta della ferrovia. L’intento del Recovery Fund non era quello di far girare i soldi ma di fare una scelta di sistema (che venne messa in campo da Conte) verso una reale conversione ecologica.

 

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Bene il coinvolgimento del Consiglio.

Paola Demagri (Patt) ha ricordato che il metodo della Giunta ha provocato disagio anche per i no ingiustificato che sono venuti a proposte ragionevoli della minoranza, come il coinvolgimento del Comune di Trento. Grazie a Tonina il clima è cambiato e ha permesso di votare una risoluzione ampia e corale che dimostra la validità del coinvolgimento dei consiglieri di minoranza.

Lucia Coppola (Misto – Europa Verde) ha detto che non si è trattato di ostruzionismo e entrare nel merito del progetto è stato un dovere, anche perché i cittadini si sono chiesti perché il Consiglio non dicesse nulla su questa opera. La risoluzione è un punto di incontro dignitoso e che entra nel merito anche delle preoccupazioni di San Martino e della zona est della città. Tutti hanno sottovalutato la portata di quest’opera senza pensare che un giorno sarebbe arrivata a compimento e oggi è tardi per ritornare sull’ipotesi Destra Adige. Non va persa l’occasione, inoltre, di chiudere il dramma delle aree ex Sloi e Carbochimica anche se l’ipotesi di metterci sopra il materiale di scarto del cantiere non sembra una soluzione vista l’estrema pericolosità di un’area.

Pietro De Godenz (UpT) ha detto che il Consiglio ha trovato un impegno comune, di grande importanza, su quello che è il progetto più importante per i prossimi 30 anni. Un documento tutt’altro che irricevibile, anzi concreto e che affronta anche il tema delle aree inquinate e implica un progetto integrato della mobilità con altre soluzioni ferroviarie.

Ugo Rossi (Azione) ha apprezzato la tardiva disponibilità della Giunta a ragionare su un tema di queste proporzioni. Ragionamento dal quale è uscito un documento positivo anche se la maggioranza, tranne Job, non ha brillato per la disponibilità. Nella risoluzione si riconosce che la Giunta precedente ha fatto molto, così come va dato atto a Fugatti di essere andato avanti sulla stella linea. Peccato che si sia cercato di fare propaganda su questo progetto cercando di far passare interramento e bypass l’idea che quest’opera viene dal passato e genera problemi. Ora va fatto uno sforzo per capire quale tipo di mobilità può essere collegato al bypass di Trento, coinvolgendo i ragionamenti sul NorduS e sull’utilizzo di mezzi elettrici per sostituire la Tn Malè chiusa durante i lavori, così come le possibili sinergie tra la stazione interrata e la funivia del Bondone. Questo anche per far capire che questo immenso cantiere non porterà solo danni ma anche opportunità.
Ivano Job (Lega) ha ricordato di aver chiesto nei giorni scorsi una soluzione come quella che si è raggiunta perché quest’opera è talmente importante che il Consiglio deve essere coinvolto. Peccato che questo accordo non sia stato trovato prima, ma al dunque si è arrivati e si apra la strada di un rapporto con i cittadini e a soluzioni tecniche più razionali anche per limitare il problema del traffico che grava sulla città.

 

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Grazie a Tonina si è evitata una brutta figura.

Claudio Cia (FdI) ha affermato che senza l’intervento di Tonina, chiesto anche dai capigruppo della maggioranza, si è evitata una sterile contrapposizione e una bruttissima figura. Si è sconfitto in parte il tentativo di tirare per le lunghe per evitare di affrontare il ddl sulle tre preferenze. Cia ha ricordato che questa informativa è la 43 esima della legislatura su temi già conosciuti e che hanno avuto e avranno l’obiettivo di mettere in difficoltà la Giunta. Informative che, secondo il capogruppo FdI, andrebbero poste all’ultimo posto degli odg delle sedute anche per arrivare a discutere temi urgenti e sentite dai cittadini. Intervento, quello di Cia, che Manica (Pd) ha definito stonato, anche perché nella risoluzione non c’è una sola parola della maggioranza.

Il tentativo, quello del capogruppo FdI, disperato per spostare l’attenzione sulle minoranze per far dimenticare che il suo gruppo in Comune ha detto che il progetto getta allarme sul territorio per poi non dire nulla in Consiglio. Olivi (Pd) ha detto che la sua risoluzione è stata recepita interamente in quella unitaria e ha concluso affermando che sugli impegni ci sarà vigilanza anche per progettare quest’opera assieme al sistema della mobilità del Trentino. Degasperi ha aggiunto che l’ostruzionismo non è mai stato fatto per motivi ideologici ma su leggi concrete come quella sulle cave o la scuola. L’alto numero di informative inoltre dipendono dalla richieste legate al Covid. Infine, il consigliere di Onda Civica, s’è detto sorpreso che non sia venuta una proposta per spostare il tracciato in Destra Adige.

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