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PAT – ISPAT * TRENTINO – POPOLAZIONE: «NEL 2007 LE FAMIGLIE CON FIGLI ERANO AL 38,8%, CALATE AL 27,1% NEL 2023»

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11.40 - mercoledì 15 maggio 2024

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –

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Le famiglie in Trentino. Un confronto tra 2007 e 2023. In occasione della Giornata internazionale delle famiglie l’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) diffonde i primi risultati dell’indagine “Condizioni di vita delle famiglie trentine”. L’indagine panel, realizzata da ISPAT a partire dal 2004, ha coinvolto nel 2023 più di 2.500 famiglie, rappresentative della realtà trentina.

Le famiglie trentine crescono a un ritmo superiore rispetto alla popolazione complessiva e mostrano cambiamenti significativi nella loro composizione: rispetto al 2007 aumenta l’incidenza di famiglie unipersonali, di famiglie con un solo genitore e di coppie conviventi, mentre diminuisce la quota di coppie sposate.

 

 

Il 15 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale delle famiglie, istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite1 per diffondere una maggiore consapevolezza a livello globale in merito ai processi sociali, economici e demografici che coinvolgono le famiglie nel mondo. Comprendere come le tendenze demografiche incidano anche sulle famiglie residenti in Trentino, rendendone più complesse e articolate la struttura e l’evoluzione, può fornire indicazioni utili nella programmazione delle politiche pubbliche, ad esempio in campo assistenziale, abitativo, socio- educativo e sanitario.

 

La struttura delle famiglie trentine dal 2007 al 2023

Il presente report prende in considerazione i primi risultati dell’ultima edizione dell’indagine “Condizioni di vita delle famiglie trentine”, conclusasi nel novembre 2023, confrontandoli con quelli relativi all’anno 2007. Nel periodo considerato il numero delle famiglie è cresciuto a un ritmo superiore rispetto alla popolazione residente: a fronte di un incremento della popolazione pari al 6,2%, il numero delle famiglie è cresciuto dell’11,9%. Ciò determina una riduzione del numero medio di componenti per nucleo familiare, che passa da 2,37 nel 2007 a 2,27 nel 2023. Tale evoluzione demografica non ha modificato la distribuzione delle famiglie tra comuni di diverse dimensioni, che rimane pressoché stabile, con i piccoli comuni (inferiori ai 10.000 residenti) che accolgono circa il 60% delle famiglie totali.

Analizzando la composizione delle famiglie, emerge un aumento significativo delle famiglie unipersonali, delle famiglie con un solo genitore presente e delle coppie conviventi, sia con figli sia senza figli. Al contempo, si osserva una diminuzione dell’incidenza delle coppie sposate con figli e delle coppie sposate senza figli. Rilevante risulta l’aumento in termini percentuali delle famiglie monogenitoriali e delle famiglie con un solo componente, mentre le famiglie composte da due membri rimangono sostanzialmente stabili. Emerge, inoltre, una tendenza opposta per le famiglie con tre componenti, le quali registrano una riduzione più marcata.

 

 

Permanenza nella famiglia d’origine e formazione di nuove famiglie

Nel 2020 l’età media di uscita dalla famiglia di origine nel Trentino si attesta a 27,4 anni per i maschi e 25,4 anni per le femmine, risultando in linea con la tendenza europea e inferiore rispetto alla media italiana (31,2 anni per i maschi e 29,2 anni per le femmine). Questi dati evidenziano una tendenza dei giovani trentini a lasciare il nucleo familiare in età più giovane rispetto alla media nazionale. Se si confronta questa informazione con il dato relativo all’età media dei genitori al parto, che in Trentino si attesta a 32,2 anni per le madri (32,4 anni in Italia) e a 35,9 anni per i padri (35,8 anni in Italia), emerge come i giovani tendano a consolidare la propria situazione personale e professionale prima di intraprendere la fase della genitorialità e della creazione di una famiglia. Tale tendenza è il riflesso di una serie di fattori, tra cui la durata del percorso scolastico, le opportunità occupazionali e le condizioni economiche, che influenzano le decisioni dei giovani riguardo ai tempi e alle modalità di ingresso nella vita adulta e familiare.

Considerando il genere della persona di riferimento della famiglia2, si evidenzia una prevalenza di persone di riferimento maschili tra le coppie sposate con e senza figli, mentre per le convivenze emerge una maggiore parità, soprattutto in assenza di figli. Anche tra le famiglie unipersonali non si evince una chiara prevalenza di genere, mentre questa emerge in maniera netta per le famiglie monogenitoriali. Solo il 16,9% delle famiglie monogenitoriali vede la presenza del padre, mentre le madri sono il riferimento del nucleo familiare per il restante 83,1%.

 

 

 

L’aumento delle convivenze e delle famiglie ristrette

Tra il 2007 e il 2023 la tendenza al ridimensionamento dei nuclei familiari si è accentuata. Ciò riguarda in particolare le famiglie che hanno come riferimento persone sotto i 40 anni di età, in cui la percentuale di nuclei con al massimo due componenti sale dal 47,4% al 62,1%. Tra le persone con più di 64 anni le famiglie con uno o due componenti sono largamente maggioritarie e passano dall’85% al 90%. Questi dati indicano un allineamento delle esperienze familiari tra diverse fasce d’età, con una crescente adozione di modelli di convivenza più ristretti.
Guardando alle famiglie che hanno come riferimento persone sotto i 40 anni di età, diminuisce l’incidenza delle coppie sposate: i giovani sposati con figli passano dal 44,4% del 2007 al 21,5% del 2023; gli sposati senza figli calano dal 14,1% al 6,5%. Contemporaneamente, si registra un aumento della quota di coppie giovani conviventi, sia con figli (dal 5,6% al 10,5%) sia senza figli (dal 7,7% all’11,3%).
Considerando le famiglie che hanno come riferimento persone tra i 40 e i 64 anni, si osservano andamenti analoghi, anche se meno intensi: si riduce l’incidenza delle famiglie sposate, sia con figli (dal 54,9% al 43,0%), sia senza figli (del 14,0% all’8,6%), e cresce la quota di coppie conviventi. Guardando infine alle famiglie costituite da una sola persona, la loro quota risulta in aumento nelle fasce d’età giovanili e adulte, mentre rimane stabile nella fascia delle persone anziane.

 

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