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ANDREA MERLER * PROVINCIALI 2023: « IL PATT SARÀ CENTRALE PER SPOSTARE GLI EQUILIBRI POLITICI, DA UNA PARTE O ALTRA ED IN TUTTI GLI SCENARI »

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08.56 - venerdì 30 settembre 2022

L’analisi del voto in Trentino può essere interpretata in vari modi, ma bisogna partire da un dato di realtà oggettiva. Il centrodestra ha vinto nettamente e il centrosinistra ha perso malamente. Si può anche arrivare ad affermare che il centrosx abbia perso meno pesantemente perché non c’è stato il cappotto del 2018, però il risultato finale non cambia ed è sostanzialmente sempre lo stesso. Vero è che nel capoluogo si è arginato l’ondata di Fdi, ma questo è avvenuto più per demeriti del centrosx che per meriti del centrosx.

Il nuovo Senatore Patton ha vinto contro Martina Loss della Lega semplicemente perché era più autorevole e competente della candidata del centrodx. Inutile girarci attorno, lo scarto di voti tra Camera e Senato della coalizione di centrodx è imputabile alla scelta sbagliata sulla candidata leghista.

I segnali inequivocabili di quello che sarebbe puntualmente avvenuto, c’erano già stati durante le comunali del 2020 dove l’allora Onorevole Loss aveva preso pochissime preferenze in città e questo doveva suonare come un campanello d’allarme che nessuno ha colto. Adesso però si aprono varie questioni politiche nuove in vista delle provinciali 2023.

Il centrodx, salvo inimmaginabili stravolgimenti, si ripresenterà unito e cercherà di rafforzare la coalizione al centro con una lista civica a sostegno diretto del candidato Presidente. L’onda lunga del voto nazionale e la luna di miele del Governo Meloni potrà essere ancora una volta decisiva se l’esecutivo riuscirà a traghettare il Paese fuori dal guado e dalla tempesta perfetta che tutti preannunciano come imminente.

Se ciò non dovesse avvenire potrebbe diventare tutto contendibile. C’è la questione della linea politica del PATT che ha fatto un percorso coerente con quello del 2018 sostenendo i candidati della SVP con i nuovi compagni di Progetto Trentino, ma ha dato un segnale di vitalità che non deve essere sottovalutato.

Il PATT sarà centrale per spostare gli equilibri politici da una parte o dall’altra e in tutti gli scenari possibili. Se decidesse di allearsi al centrodx certificherebbe la vittoria di un Fugatti bis o persino di qualche altro candidato Presidente, compensando l’emorragia di voti persi dalla Lega. Voti che a ben vedere sono rimasti sempre nell’alveo della coalizione di centrodx e sono solo transitati dalla Lega a Fdi.

Se invece il PATT decidesse di tentare la fortuna con un terzo polo civico autonomista, in una sorta di blockfrei evoluto arricchito da Progetto Trentino, indebolirebbe più il centrosx che il centrodx. Basta notare quello che è avvenuto sul collegio senatoriale di Rovereto dove, di fatto, anche se per poche centinaia di voti è stata eletta la candidata di centrodx Biancofiore e che ha battuto sul filo di lana Donatella Conzatti dell’alleanza democratica. Quest’ultima probabilmente ha pagato più del dovuto le sue scelte politiche post elezioni del 2018.

Solo nel caso in cui il PATT scegliesse di aderire all’alleanza democratica e progressista, creando il campo largo Trentino, si aprirebbero spiragli concreti per una contesa elettorale dall’esito incerto. La differenza la potranno fare proprio gli autonomisti e il rinnovamento generazionale che dovrà permeare tutti i partiti.

L’apertura vera di porte e finestre a nuovi protagonisti della scena politica potrà essere una spinta propulsiva spendibile a livello territoriale cercando di superare quella barriera tra città e valli che l’apporto di un partito radicato come il PATT renderebbe certamente più agevole.

Post voto abbiamo visto le prime fibrillazioni nella maggioranza provinciale, ma non c’è da stupirsi, perché sta per essere giocata una nuova partita politica importante per la nostra autonomia dove il PATT potrà avere quel ruolo da protagonista che non ha avuto nel 2018.

 

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Dottor Andrea Merler

Esperto in Anti-infortunistica

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