(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Gentile direttore Franceschi,
le allego alcune mie considerazioni circa il tema del “Terzo mandato”. La memoria amicus curiae presso la Corte costituzionale è stata intesa come intervento di una parte della società civile alla vicenda del terzo mandato. La domanda che ci viene posta è “Ma è stato fatto questo intervento perché siete contrari all’autonomia?”
La risposta è: “assolutamente no”!
L’intervento è stato fatto proprio per dare un contributo alla evoluzione dell’autonomia che non può rimanere un concetto statico, un punto di arrivo ma deve essere un divenire, un progresso con l’intervento da parte di tutta la società civile e tutti i cittadini.
Non ci possiamo fermare all’autonomia come dato di fatto e arroccarci su una mera difesa ma è necessario scuotere il momento, anche forte, per migliorarla.
In altre parole parliamone, discutiamone, anche in modo feroce ma nell’ottica di evolvere e di trovare delle soluzioni migliorative.
Nella memoria sono esposte varie criticità nella normativa provinciale in ordine alle spese di propaganda elettorale, i vincoli finanziari e subordinazione politica degli enti locali al governo provinciale, la discrezionalità della Giunta provinciale di Trento ai finanziamenti al terzo settore, le lacuna nel sistema di prevenzione della corruzione e infiltrazioni criminali, le debolezze dell’indipendenza della giustizia amministrativa e contabile per via delle nomine del governo provinciale.
Da qui dobbiamo partire per migliorare l’autonomia, per integrare e attuare anche nella nostra autonomia quei principi di trasparenza e partecipazione democratica sanciti dalle leggi nazionali e unionali e che si esplicano, da ultimo, nella sussidiarietà orizzontale di cui art. 118, co. 4, Cost., secondo cui alla cura dei bisogni collettivi e alle attività di interesse generale provvedono direttamente i privati cittadini (sia come singoli, sia come associati) e i pubblici poteri intervengono in funzione ‘sussidiaria’, di programmazione, di coordinamento ed eventualmente di gestione.
L’autonomia deve diventare una forza trainante, un modello di sviluppo pioneristico a cui gli altri enti statali e locali guardino come esempio e attingano modelli e non una fortezza statica che difende quanto sino ad ora raggiunto: questo l’intendimento positivo del mio intervento nel dare vita a questo importantissimo strumento della memoria amicus curiae.
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Avvocato Rosa Rizzi
