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VICEPRESIDENZA CONSIGLIO REGIONALE TAA * 100 ANNI BANDIERA LADINA: GUGLIELMI, « LA PANDEMIA HA FERMATO ANCHE QUESTO ANNIVERSARIO, MA NON IL VALORE CHE I LADINI LE RICONOSCONO »

Il 5 maggio 1920, 70 rappresentanti di tutte e 5 le valli ladine si riunirono sul Jouf de Frea (Passo Gardena) per protestare con decisione contro l’esclusione del mondo ladino all’interno del trattato di pace di Saint Germain stipulato l’autunno precedente e, di fatto, la mancata concessione di autodeterminazione.

All’inizio del 1919 infatti i comuni ladini, di concerto con quelli di tutto il Tirolo chiesero di non venire divisi e di poter quindi continuare a rimanere insieme in un unico territorio amministrativo con un destino ed una proiezione comune all’Austria.

Proprio in quella giornata primaverile di 100 anni fa, in quel momento di orgogliosa protesta venne issata per la prima volta la bandiera ladina, con i colori che tutti siamo abituati a vedere e in cui tutti i Ladini attorno al Sella fieramente si riconoscono. Il blu del cielo, il bianco della candida neve sulle vette dolomitiche e il verde acceso di prati e di boschi.

Questo forte simbolo di appartenenza, maggior emblema dell’unità dei Ladini delle Dolomiti, compie oggi, 5 maggio, 100 anni.

Il vessillo ladino ha attraversato, accompagnando il suo Popolo, momenti difficili, dove la diversità linguistica e culturale era combattuta, come nel ventennio; si è nuovamente issato sul Sella il 14 luglio 1946 dove ancora una volta 3000 ladini, sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, riproposero la loro unità anche amministrativa, il loro diritto di autodeterminazione. Non andò come il Popolo Ladino chiese ma nel settembre dello stesso anno, con l’accordo Degasperi-Gruber prese avvio quel processo di riforma almeno del Trentino-Alto Adige/Sudtirol che ha prodotto tanti e diversi profili di tutela e di promozione della minoranza linguistica ladina della nostra Regione.

In una situazione normale questo importante compleanno si sarebbe festeggiato nel migliore dei modi, con l’attenzione culturale non solo al simbolo ma a ciò che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora. Questa pandemia ha fermato anche questo ma non il valore che i Ladini gli riconoscono; non a caso oggi, dove non è una guerra, non è solo un confine amministrativo a dividerci ma è il coronavirus, quei valori, i nostri valori, sono più che mai attuali.

Guardando dalle finestre delle nostre case, quei tre colori, la nostra bandiera è lì a ricordarci quella voglia di unità, di riscatto e di rinascita che dobbiamo ricercare con la stessa forza anche adesso.

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Vicepresidente Consiglio Regionale TAA
Luca Guglielmi