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SINISTRA ITALIANA – TRENTINO * GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA: « SCADENZA CONCESSIONI IDROELETTRICHE, IL CRITERIO DI ATTRIBUZIONE NON DEVE ESSERE IMPRONTATO ALLA MAGGIOR OFFERTA »

L’acqua verrà scambiata nel mercato dei “futures” della Borsa di Wall Street, alla stregua di qualsiasi prodotto delle attività umane, con un’operazione speculativa che nega il diritto universale all’acqua affermato dall’ONU nel 2010.

La provincia di Trento, per la sua connotazione idro-orografica, è particolarmente ricca di acqua: fiumi montani e di fondovalle; laghi di molteplici dimensioni a diverse altitudini; un ecosistema complesso di acque sotterranee.

L’acqua è un bene pubblico che la Provincia può, di volta in volta, concedere a chi ne fa richiesta, sempre nel rispetto di determinati requisiti ambientali. I suoi usi possono essere molteplici.

L’utilizzo idroelettrico impiega il 91,2% del consumo annuo di acqua che poi restituisce interamente all’ambiente, anche se a temperatura diversa e mai in maniera continuativa o naturale, mentre l’uso agricolo e quello civile impiegano volumi nettamente inferiori ma, in questi casi, l’acqua viene effettivamente consumata e restituita all’ambiente sotto altre forme.

Anche in un sistema naturalmente ricco di acqua, organizzato per una distribuzione capillare, si possono rilevare punti critici:

fiumi ( 6,7%) che non raggiungono lo stato di “buono”, per la presenza di inquinanti o per le modifiche morfologiche che li hanno trasformati in canali rettificati;
laghi di valle, dove si concentrano gli agglomerati urbani, ancora minacciati da fenomeni di eutrofizzazione per l’accumulo di nutrienti;
perdite nelle reti comunali di distribuzione, contenute (32,4%) ma comunque in aumento;

presenza di bacini per la produzione idroelettrica, dove la disponibilità idrica non assicura il delicato equilibrio tra le esigenze antropiche di utilizzo della risorsa e il rispetto degli ecosistemi acquatici.

Altri problemi potrebbero presentarsi ed aggravarsi nei prossimi anni, a causa del crescente consumo pro-capite; del possibile aumento della vulnerabilità delle reti di distribuzione; della difficoltà di gestione della depurazione e del trattamento delle acque con l’aumento dell’urbanizzazione; infine, ma non ultimo, del riscaldamento globale con conseguenti precipitazioni intense ma concentrate, alternate a frequenti periodi di siccità.

Per il futuro sarà innanzitutto necessario consolidare le rete di attenzioni e controlli già in atto, favorendo la consapevolezza degli abitanti e di chi opera in campo turistico, industriale e agricolo, ma anche utilizzando tecnologie sempre più raffinate ed avanzate di monitoraggio, di purificazione, di raccolta, stoccaggio e distribuzione dell’acqua.

Ci sono però due grandi questioni sulle quali Sinistra Italiana del Trentino richiama l’attenzione.

La prima è la gestione dei fiumi. Una concezione errata ha portato ad un’eccessiva regimentazione dei corsi d’acqua e ad un abuso della cosiddetta “pulizia dei fiumi”, rendendo il corso d’acqua simile ad un canale d’irrigazione. Non si è tenuto conto del fatto che la continuità dei sedimenti e la disponibilità di habitat sono risorse imprescindibili e che estrazione di inerti, sbarramenti e rimozione eccessiva di vegetazione possono avere l’effetto indesiderato di mettere a repentaglio le infrastrutture costruite dall’uomo e ridurre la disponibilità di habitat per gli animali.

È giunta l’ora di considerare il corso d’acqua un sistema continuo, dalla sorgente alla foce, che non può essere eccessivamente frammentato, perché ciò che succede in un punto ha ripercussioni a monte ed a valle. Per aumentarne la sicurezza, il fiume va ora gestito il più naturalmente possibile, individuando zone dove poter promuovere la varietà morfologica che gioverà sia alla fauna ed alla flora fluviale, che alla popolazione che si troverà a disporre di spazi ricreativi di indiscutibile bellezza.

La seconda questione è quella delle concessioni idroelettriche giunte a scadenza.

Il criterio di attribuzione delle concessioni non deve essere improntato alla maggior offerta, privilegiando in questo modo gli aspetti economici, ma deve tenere conto di criteri ambientali fondamentali, come le modalità di rilascio dell’acqua a valle nel rispetto dei deflussi minimi vitali, che andrebbero tutelati e semmai incrementati, la tutela degli habitat e la sicurezza dei territori.

Se poi la Provincia decidesse di acquistare i beni asciutti (le centrali), potrebbe appaltare le concessioni d’utilizzo anziché cederle, riservandosi la possibilità di intervenire nella gestione sostenibile dell’idroelettrico. Sembra invece che voglia venderli al miglior offerente, per utilizzare il ricavato per interventi sul territorio. Ancora una volta saremmo vittime della strana logica del “prima devasto poi metto le pezze”.

Il cammino è ancora lungo. Sinistra Italiana del Trentino, in occasione del 22 Marzo, rilancia il proprio impegno nel monitoraggio delle forme di accesso all’acqua e nella sua difesa in quanto bene comune.

 

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L’Assemblea Provinciale di Sinistra Italiana del Trentino