PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 9)

Gli operatori sociosanitari delle Case di riposo si confermano il fanalino di coda della sanità trentina. Come se non bastasse il contratto di lavoro che li pone in condizione di inferiorità rispetto ai colleghi che operano in Apss, ora si trovano ad essere discriminati anche nelle procedure di mobilità.

Infatti nei giorni scorsi in concomitanza con la pubblicazione del bando di concorso per l’assunzione di OSS, è stato pubblicato dall’Apss anche un bando per l’attivazione della mobilità, dal quale gli operatori sociosanitari che lavorano nelle Case di riposo sono stati esclusi, essendo riconosciute, ai fini della domanda di trasferimento, solo le esperienze professionali maturate in “unità operativa/servizio ospedaliero, cure domiciliari e salute mentale”.

La Fenalt intende impugnare il bando ritenendo che le procedure di mobilità debbano essere aperte a tutti gli OSS che lavorano in un ente pubblico a tempo indeterminato, ovvero a tutti coloro che hanno già superato un concorso pubblico.

Quello che ci rammarica come sindacato è che per l’ennesima volta gli operatori delle Apsp vengano trattati come dipendenti di serie B. Ci chiediamo quindi perché sia stata attività la mobilità, come previsto dai regolamenti e dalle norme vigenti, se poi tali restrizioni finiscono per vanificarne i reali effetti.

 

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Roberto Moser

Vice Segretario Generale Fenalt