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RAI 1 – ” REPORT ” * LUNEDÌ 9 NOVEMBRE TRE NUOVE INCHIESTE: « COSA ABBIAMO SBAGLIATO? / IL CAVALLO DI TROIA / BIKE SHAMING »

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14.14 - sabato 07 novembre 2020

Tre nuove inchieste di “Report” lunedì 9 novembre alle 21.20:

 

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COSA ABBIAMO SBAGLIATO? di Emanuele Bellano
collaborazione di Greta Orsi e Eleonora Zocca
Con oltre 17.000 decessi su una popolazione di 10 milioni di abitanti la Lombardia è una delle aree del mondo in cui il nuovo coronavirus ha ucciso di più. Anche a causa di questo triste primato l’Italia rimane ancora oggi uno dei paesi d’Europa con più morti in relazione al numero di abitanti. Report ricostruisce con dati e documenti inediti la catena di eventi ed errori che hanno contribuito a generare questa situazione. Oggi nel pieno della seconda ondata di Covid19, possiamo chiederci se abbiamo imparato da quanto accaduto a febbraio e marzo scorsi. La Sardegna ad agosto è stata al centro di un ampio dibattito politico dopo che il presidente Solinas aveva chiuso e poi riaperto le discoteche in seguito a un’impennata di contagi provenienti dai locali notturni. Report ha ricostruito le pressioni e i condizionamenti che hanno agito sottotraccia e che hanno indotto la politica a correre seri rischi nella gestione dei contagi. E infine, come si sono comportati i paesi d’Europa in cui i contagi e i decessi si sono mantenuti bassi durante la prima ondata di Coronavirus?

 

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IL CAVALLO DI TROIA di Lucina Paternesi
collaborazione di Alessia Marzi
Alla vigilia di un nuovo lockdown, l’Italia si scopre impreparata ad affrontare la seconda ondata della pandemia da Covid-19. Che fine ha fatto l’app di contact tracing voluta dal Governo e che avrebbe dovuto aiutarci a monitorare la diffusione del virus? A cinque mesi dalla sua adozione è stata scaricata da quasi 10 milioni di italiani, ma ha effettivamente funzionato? Dalle mani degli sviluppatori di Bending Spoons oggi l’app è passata in quelle dei tecnici del ministero dell’Innovazione e della Salute e di Sogei e PagoPA. Tra notifiche mancate, chiavi mai inserite nei server e lunghe attese telefoniche per capire che fare dopo l’arrivo dell’alert, a oggi soltanto poco più di duemila utenti hanno deciso di sbloccare il meccanismo. All’estero, nonostante i download siano stati maggiori, come in Germania, l’app è stata più utile? E perché Google e Apple stanno lavorando in autonomia affinché non servano più le interfacce nazionali e possano gestire da soli il sistema di notifiche di esposizione? Quali sono i veri dati che servirebbero ai nostri medici ed epidemiologi per bloccare sul nascere un focolaio e predire, con maggiore precisione, l’insorgere del virus in una determinata zona?

 

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BIKE SHAMING
di Max Brod
Il vandalismo è da sempre nemico del bike sharing e, a differenza di quanto si può pensare, non è un problema solo italiano, ma globale. Nel nostro paese, nonostante questo ostacolo, in molte città il servizio funziona. A Roma il bike sharing è presente, ma non è mai veramente decollato e la Capitale rimane agli ultimi posti nella classifica per numero di bici in rapporto alla popolazione. Eppure una riforma che prevede il finanziamento delle biciclette condivise è in vigore dal 2014. Prevederebbe sia il finanziamento del bike sharing sia il riordino dei cartelloni pubblicitari. A distanza di sei anni, però, non è ancora diventata effettiva e a mettersi di traverso potrebbero essere state, con i loro ricorsi, proprio le ditte di pubblicitari. Intanto nella giungla della cartellonistica si infilano gli abusivi, che con i loro impianti non autorizzati riescono a fare business senza paura di multe o rimozioni.

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