Giambattista Borgonzoni (padre Lucia Borgonzoni) a La Zanzara su Radio 24: “Dovrebbe provare vergogna a raccontare balle. È falso che non ci parliamo da quando aveva 5 anni, ho le prove”. “Salvini? Un panzone. Meloni? Una fascistella”. “Mi dovrebbero dare una medaglia perché combatto il familismo, il male dell’Italia. Dove sta scritto che padre e figlia la devono pensare allo stesso modo?”. “Sardine? Ho donato dei quadri perché portano aria fresca alla sinistra”. “Probabile vinca mia figlia, sarò il primo a mandarle un telegramma”.

“Se avete occasione praticamente di sentire mia figlia Lucia, ditele semplicemente che provi un po’ di umana vergogna nel raccontare balle tipo io non parlo più con mio padre da quando avevo cinque anni. Questa è una bugia sesquipedale”. Lo dice a La Zanzara su Radio 24 Giambattista Borgonzoni, padre di Lucia Borgonzoni, candidata leghista del centrodestra alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Lo ha detto lei, però. Ha detto testualmente: non ci parlo da quando avevo 5 anni: “Questo è assolutamente falso. E’ una falsità a livello documentale, ma lei mi ha fatto una domanda ed io giustamente le do la risposta. È falso e dimostrabile”.

“Quando vedo il panzone Salvini – dice poi Borgonzoni, che ha annunciato il suo voto per Bonaccini e ha anche donato dei quadri alle Sardine – penso che dovrebbe pagare i diritti e le royalty ad Albanese che nel 2008 ha inventato la figura del ministro della paura…ma Salvini le royalty le paga ad Albanese si o no?”. Che bisogno c’era di dare alle sardine i quadri della sua famiglia? Quanti soldi sono?: “No, io non entro in questo merito. Diciamo semplicemente che ritengo che le Sardine a mio avviso portano una ventata di aria fresca nell’ambito della sinistra italiana. E questo lo trovo eccezionale”.

Ma sono acerrimi nemici di sua figlia: “Ma mi scusi, io le rispondo subito con una domanda. Ma secondo voi ascendenti e discendenti devono avere necessariamente gli stessi orizzonti culturali e politici?”. Le provoca dolore vedere sua figlia candidata con la Lega?: “No, assolutamente non mi dà dolore. Io penso che è una persona molto borgonzoniana, per cui scusate la supponenza, persona di qualità. Ma se c’è un dramma in Italia è il familismo. Io dovrei ricevere una bella medaglia. Magari una patacca di rame e sentirmi dire: quanto sei bravo Borgonzoni che rompi questo tabù orrendo del familismo.

Il familismo sta distruggendo l’Italia, vi rendete conto?”. “E’ più che possibile – dice ancora – che mia figlia possa vincere le elezioni, e il mio sarà uno dei primi telegrammi. Non c’è problema”. “La Meloni – aggiunge ancora – mi è più simpatica di Salvini. Perché è donna, per la vitalità che esprime, perché è ruspante”. La considera una fascista?: “Beh, sì, insomma, una fascistella”. E se vanno al governo Salvini e Meloni?: “Spero di non essere impiccato. Perché, come dire? Questo scandalo nel paese del familismo, un padre che esprime opinioni dissenzienti dalla figlia…”