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PAT * SALVAGUARDIA AMBIENTE: « VARATE LE “LINEE GUIDA” PER GLI EVENTI IN MONTAGNA, OBIETTIVO ARMONIZZARE LE ESIGENZE SOCIO ECONOMICHE DEL TERRITORIO »

Varate le “Linee guida” per gli eventi in montagna. L’obiettivo è quello di armonizzare le esigenze socio economiche del territorio con i valori ambientali.

La tutela e la salvaguardia dell’ambiente naturale occupano uno spazio crescente nella sensibilità collettiva. Seppure in forme e gradi differenziati, il valore attribuito a un territorio dipende in larga misura anche dalla capacità di gestire in modo equilibrato le risorse naturali in relazione al loro sfruttamento economico. Per tali ragioni, la Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente Mario Tonina, ha ritenuto di adottare le “Linee guida per gli eventi in montagna” in modo da definire gli orientamenti da assumere, ai diversi livelli istituzionali, rispetto agli eventi che si svolgono nelle aree naturali. Il documento nasce in risposta alle sensibilità emerse nel corso degli Stati Generali della Montagna, da cui è scaturita una richiesta di individuazione di soluzioni di equilibrio tra esigenze turistiche e risorse ambientali, soluzioni che siano attente al benessere e alla qualità della vita di visitatori e comunità locali.

L’ampia tematica delle attività umane caratterizzate da un impatto rilevante rispetto al mantenimento delle peculiarità delle zone montane è stata oggetto di due gruppi di lavoro. Il primo è stato costituito in seno alla Fondazione Dolomiti UNESCO, con la partecipazione di portatori d’interesse provenienti da Veneto, Alto Adige e Trentino, per affrontare il tema dell’utilizzo dei mezzi motorizzati a fini ludico/sportivi. Il secondo è stato attivato nell’ambito della Cabina di Regia delle aree protette e dei ghiacciai, organo consultivo previsto dalla legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura (l.p. 11/2007), ed ha approfondito in particolare il tema degli eventi musicali, culturali e sportivi principalmente sotto il profilo dell’impatto ambientale e dell’idoneità della normativa di settore.

Le “Linee guida” forniscono indicazioni di principio, anche tenuto conto dei contributi dei due gruppi di lavoro sopra citati. Esse non costituiscono una rigida disciplina della materia quanto piuttosto uno strumento di orientamento per i portatori di interesse, coinvolti a vario titolo nell’organizzazione e promozione di eventi. Un elaborato che stabilisce principi e non regole, con un approccio che tiene conto dei valori e degli interessi rilevanti.

Nel riconoscere la necessità economica e sociale e anche l’opportunità culturale della fruizione turistico-ricreativa e sportiva in ambiente naturale, le “Linee guida” evidenziano come sia necessario tener presente un aspetto generale secondo il quale questa necessità debba orientarsi verso modelli centrati sulla cultura del rispetto e del silenzio, della lentezza e dell’autolimitazione. Risulta chiaro, pertanto, che l’informazione e la consapevolezza di chi fruisce dei territori alpini divengono obiettivi chiave. In quest’ottica, ai promotori degli eventi e ai decisori spetta il ruolo di armonizzare le esigenze del territorio con la variabilità e la significatività dei valori ambientali. In sintesi estrema non si tratta quindi solo di regolamentare e contenere gli effetti indesiderati, quanto di indicare modi diversi di fruizione, ecologicamente appropriati, coerenti ed equilibrati, favorendo la cultura del limite, del rispetto, della biodiversità, in una parola dell’equilibrio.

Fra gli strumenti di breve e medio periodo individuati dalla “Linee guida”, vi è la costituzione di un Tavolo permanente di confronto tra i dipartimenti provinciali coinvolti nelle valutazioni, supportati da esperti nelle materie ambientali e turistiche. Fra gli strumenti a lungo periodo si ravvisa la necessità di mettere in campo attività di ricerca sugli impatti degli eventi in montagna e di portare avanti un’operazione di sensibilizzazione di ordine prettamente culturale, volta a creare consapevolezza delle esigenze di sviluppo socio-economico da un lato e la necessità di preservare il patrimonio naturale come base stessa dello sviluppo economico dall’altro, attraverso l’adozione di un Carta Etica della Montagna trentina sottoscritta da tutti i principali portatori di interesse