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SINISTRA ITALIANA – TRENTINO * CIRCONVALLAZIONE FERROVIARIA TRENTO: « STUPITI NELLO SCOPRIRE CHE L’ASSESSORE FACCHIN NON ABBIA INVIATO A “MITE“ E “VIA“ LE PRESCRIZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE »

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13.51 - mercoledì 25 maggio 2022

Sinistra Italiana del Trentino segue da sempre la vicenda della circonvallazione ferroviaria di Trento, accanto a comitati, associazioni, reti e singole/i cittadine/i.

In questi mesi ha prodotto numerosi interventi negli incontri dedicati al dibattito pubblico sull’opera, una dettagliata relazione sulla deviazione gravitativa di versante della Marzola, due interrogazioni che l’onorevole Fratoianni ha presentato al Ministero della Transizione Ecologica e al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, la prima delle quali, sulla pericolosità del SIn ex-Sloi, risale addirittura al novembre del 2021 e non ha ancora ricevuto risposta.

Avevamo colto con interesse la relazione di APPA e ci aveva parzialmente rassicurato il fatto che il Consiglio Comunale avesse posto delle prescrizioni vincolanti alla realizzazione dell’opera, deliberate peraltro all’unanimità.

Siamo stati quindi spiacevolmente stupiti nello scoprire che l’assessore Ezio Facchin non ha inviato al Ministero della Transizione Ecologica (MITE) e alla Commissione Valutazione Impatto Ambientale (VIA) la lunga serie di prescrizioni che il consiglio comunale aveva approvato il 23 febbraio e che dovevano essere vincolanti ai fini dell’approvazione del grande progetto infrastrutturale.

Si è invece limitato a chiedere sinteticamente il prolungamento della parte interrata della linea merci verso nord, l’istituzione dell’Osservatorio per l’ambiente e la sicurezza del lavoro la limitazione degli impatti derivanti dalla realizzazione della nuova circonvallazione sulle aree agricole previste come aree di cantiere.

Non una parola sui “cameroni” sotto la collina a garanzia di poter un domani far proseguire i treni merci verso nord, direzione Salorno, in galleria naturale, senza scaricare traffico a Trento nord.

Non una parola sulla questione, fondamentale per la salute dei cittadini, delle aree inquinate di Trento nord e sulla specifica indicazione del consiglio che chiedeva di «subordinare l’avvio dei lavori relativi alle opere anticipate all’attivazione di un cantiere pilota sulle aree oggetto delle opere della linea ferroviaria di Trento Nord ed alla conseguente valutazione positiva della fattibilità dell’intervento».

Come se non bastasse, in senso opposto alla Provincia che ha espresso parere negativo perché ritiene che RFI non abbia dato risposte esaurienti alle richieste formulate, il Comune non avrebbe chiesto conto a Rfi del fatto che il progetto all’attenzione del VIA non aveva assunto come proprie le integrazioni richieste.

Cosa dovremmo aspettarci ora dal Consiglio Comunale?
Sarebbe necessario che formulasse un parere negativo sul progetto di fattibilità tecnico economica ora al vaglio del VIA, perchè Rfi non ha recepito le prescrizioni del Comune.

Sarebbe altresì necessario chiedere conto all’assessore Facchin della scelta di inviare una sintesi esigua, al limite del ridicolo, di quello che era il documento votato dal Consiglio Comunale.

Sarebbe infine tempo che l’amministrazione si rendesse conto della propria responsabilità nel caso si procedesse a scavare e depositare materiale nei siti ex-Sloi ed ex-Carbochimica senza una preventiva bonifica totale dell’area, con il conseguente pericolo per la salute della popolazione della città.

 

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L’Assemblea Provinciale di Sinistra Italiana

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