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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * QUARTA COMMISSIONE: « SEGNANA, L’ASSISTENZA RIMARRÀ SEMPRE AI TERRITORI – ZENI (PD), QUATTRO MESI PER APPROFONDIRE BASTANO ORA L’ASSESSORE DEVE AGIRE »

Quarta commissione, Segnana: anche se le comunità verranno riviste l’assistenza rimarrà sempre ai territori. Zeni (Pd): quattro mesi per approfondire bastano, ora l’assessore deve agire.

Lunga audizione questa mattina in Quarta commissione dell’assessore alla salute e alle politiche sociali Stefania Segnana. L’assessore ha riferito ai componenti della commissione le linee principali del suo assessorato in materia di politiche sociali. Continua, ha detto, la fase di approfondimento di Spazio Argento (pausa chiesta anche dalle comunità di valle e dalle Rsa); si sta attendendo la conversione in legge del decreto sul reddito di cittadinanza per coordinarlo con l’assegno unico Pat e ridisegnare l’Icef in relazione all’Isee nazionale. Per quanto riguarda i corsi di genere, Stefania Segnana ha detto che verranno istituiti corsi obbligatori per gli insegnanti per l’educazione al rispetto. Sull’assistenza agli anziani l’assessore ha assicurato che, anche nel caso di una revisione delle comunità di valle, l’assistenza rimarrà ai territori. I consiglieri hanno sollevato una serie di questioni: Paolo Ghezzi (Futura) sulla programmazione delle risposte assistenziali in seguito all’invecchiamento della popolazione; Luca Zeni (Pd) ha messo l’accento sulla necessità di non perdere altro tempo per dare il via a Spazio Argento; Paola Demagri (Patt) ha evidenziato la necessità di ascoltare e coinvolgere i territori nelle politiche assistenziali; Claudio Cia (Agire) ha chiesto interventi per snellire la burocrazia; Alessia Ambrosi (Lega) per qualificare i livelli di assistenza dei bambini con disabilità fin dalle materne.

La Quarta commissione, presieduta da Claudio Cia (Agire), ha ascoltato oggi l’assessora Stefania Segnana sui temi delle politiche sociali. La maggioranza dei programmi, ha affermato, provengono dalla scorsa legislatura e alcuni sono stati sospesi per approfondire le questioni prima di portarle avanti. Una forma di correttezza e di attenzione, l’ha definita Segnana, nei confronti dei progetti. Del resto, ha aggiunto, su disabilità, anziani, welfare, volontariato è difficile trovare delle discordanze di base. Il “Dopo di noi”; il sistema accreditamento; il servizio “Muoversi” verranno portati avanti e s’è possibile di miglioreranno. Su Spazio Argento, ha continuato l’assessore, c’è stata una sospensione dovuta, perché negli incontri con le Comunità e le Rsa sono emerse perplessità organizzative, non tanto sull’idea di fondo di Spazio Argento che è quella di evitare i ricoveri nelle Rsa. Negli ultimi giorni, ha detto ancora Segnana, ci sono stati incontri con le Comunità per capire quali sono gli aspetti critici; per capire il loro atteggiamento nei confronti di questo progetto. Ci sarà a ore, l’ incontro con Upipa e poi, una volta definito il quadro, si andrà avanti. Comunque, ha sottolineato, non c’è la volontà di bloccare o eliminare Spazio Argento. Anche sul fronte dell’accreditamento si sta lavorando e anche in questo caso la sospensione è stata dovuta alla necessità di lavorare con maggiore tranquillità.

Michele Bardino, dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali, ha affermato che tra le priorità c’è l’accreditamento socio – assistenziale perché introduce meccanismi di miglioramento della qualità e della valutazione delle prestazioni. Altro aspetto importante è la banca integrata delle prestazione (Bip) che permetterà di avere una visione complessiva dei servizi e dei bisogni. Terzo, il “Dopo di noi” che, ha detto Bardino in sintesi, non va visto come servizio aggiuntivo, ma come perno della vista della persona disabile. La sfida più importante, ha aggiunto, è quella di mobilitare risorse private su questo progetto. Spazio Argento dovrà avere chiaro a quale target si dovrà rivolgere, a fronte di un’estrema complessità determinata dalle patologie e dalle condizioni degli anziani. Va quindi, secondo il dirigente, individuata prima di tutto la priorità. In sostanza, se si punta sull’accompagnamento di persone con malattie croniche o altro. Perché Spazio Argento, pensato principalmente per l’ assistenza socio – assistenziale, ha un forte contenuto socio sanitario.

C’è poi il fronte del reddito di cittadinanza e il coordinamento con l’assegno unico della Pat. Il decreto, ha ricordato, è approdato in Parlamento e si parla di un maxi emendamento che per le casse della Provincia potrebbe generare un grande risparmio. Infine, il tema complesso della relazione tra Isee nazionale e Icef. Su questo l’idea di base è di costruire sull’albero dell’Isee nazionale una nuova Icef, più favorevole per i cittadini.

 

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Zeni: quattro mesi per approfondire bastano, ora passate alle decisioni.

Luca Zeni Pd ha sottolineato che i segni di continuità espressi dell’assessore sono rassicuranti; legittime le sospensioni, ma va ricordato che si sta parlando di settori che hanno bisogno di risposte rapide. Sono passati 4 mesi dall’insediamento della Giunta, ha aggiunto, e la fase dell’approfondimento dovrebbe trasformarsi in operatività. Su Spazio Argento, l’ex assessore alla sanità e alle politiche sociali ha detto che la legge ha definito le funzioni di questo istituto, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, in un’ottica di sistema. Zeni ha ricordato poi che uno dei compiti che spettano alla Pat, per quanto riguarda l’assistenza agli anziani, è quello di indurre molte strutture che pur lavorando bene hanno la necessità di cambiare ottica.
L’ex assessore ha chiesto inoltre a Stefania Segnana, quale pensa dovrà essere il ruolo delle Comunità che la maggioranza ha detto di voler smantellare. Sull’Icef Zeni ha ricordato che in campagna elettorale l’attuale maggioranza ha detto e ripetuto di volerla abolire, ritenendola, come ha fatto una forza di maggioranza di recente, uno strumento che si presta alla discrezionalità. Infine, ha chiesto qual è la posizione dell’assessorato sul tema del benessere psicologico e affettivo dei giovani e riguardo alle fragilità sociali, visti i tagli al Progettone.

 

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Demagri: i territori vanno ascoltati.

Paola Demagri (Patt) ha detto che, da quanto ha affermato l’assessore, sembrerebbe che l’esistenza delle comunità non sia più in discussione e che c’è la volontà di mantenere i finanziamenti sui bisogni urgenti. Nello specifico, su Spazio Argento l’esponente del Patt ha detto che se queste strutture dovessero sopportare tutto il peso dei pazienti cronici finirebbero presto per entrare in crisi. Sul “Dopo di noi” la consigliera autonomista ha chiesto lumi sulle finalità del regolamento. E ha raccomandato alla Giunta di tenere conto delle diversità delle risposte assistenziali che si sono sviluppate storicamente sui territori, come la distribuzione dei posti letto nelle case di riposo o il cohousing. Quindi, i territori vanno presi in considerazione e ascoltati. Demagri ha sottolineato, infine, le difficoltà psicologiche dei pazienti e dei loro parenti che emergono nelle fasi finali delle cure palliative, quando il paziente passa dai servizi delle comunità a quelli delle cooperative. Un’interruzione di un rapporto di fiducia spesso doloroso. Un problema, ha aggiunto Claudio Cia, che esiste ed è serio.

 

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Ambrosi: vanno qualificati gli interventi precoci a partire dalle materne.

Alessia Ambrosi (Lega) ha ricordato che ci sono risposte diverse da comunità e comunità e quindi c’è bisogno di assicurare una qualità omogenea dei servizi. Servono poi interventi precoci, a cominciare dalle materne dove spesso l’assistenza non è all’altezza dei bisogni perché il personale non è sufficientemente formato.

 

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Ghezzi: quando ripartiranno i corsi sulla parità di genere?

Paolo Ghezzi (Futura), ha chiesto se si stanno rivedendo le proiezioni sulla crescita della popolazione anziana, dati indispensabili per programmare i servizi e gli investimenti. A Cavalese, ha ricordato, sono stati segnalati casi di anziani che si stanno pagando le intere quote sanitari e alberghiere, prosciugando i loro redditi. Casi che mettono in evidenza che quando si destinano molte risorse alla nascita, ormai purtroppo un evento raro, si finisce per toglierle agli anziani che, invece, hanno bisogno di risposte urgenti. Il capogruppo di Futura ha infine chiesto quando la sospensione dei corsi sulla parità di genere verrà revocata.

 

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Segnana: anche se le comunità verranno riviste, l’assistenza rimarrà ai territori.

L’assessore ha risposto sul reddito di cittadinanza affermando che i risparmi andranno per le politiche familiari, soprattutto per la natalità. Su Spazio Argento si deve intervenire con urgenza, ma gli approfondimenti erano doverosi e le stesse Comunità di valle hanno affermato di aver presentato delle richieste alla precedente Giunta che non sono state ascoltate, compresa la necessità di prendere in considerazione le differenze territoriali. Comunque, ha continuato Segnana, la parte sociale dovrà rimanere in capo alle comunità, perché è giusto che i problemi vengano affrontati da chi li conosce in modo diretto. Affidare questo ruolo, ha detto inoltre, ai comuni non sarebbe stato possibile perché hanno già troppe incombenze. Se le comunità verranno riviste, ha aggiunto, comunque le politiche sociali rimarranno ai territori.

Riguardo la salute mentale dei giovani, il problema c’è, soprattutto per i maggiorenni. C’è un accordo con una società di Arco che gestisce servizi per la disabilità mentale che è disposta a prender in carico alcuni giovani. Il Comune di Pergine, ha ricordato Stefania Segnana, ha proposto spazi per un centro salute mentale per i giovani con un’iniziativa pubblico – privato. Sulle cure intermedie, cioè per chi esce dall’ospedale ma ha bisogno di continuare le terapie, si sta pensando di utilizzare strutture dell’Azienda esistenti. Attenzione, ha aggiunto, va posta inoltre alle disabilità. Ad esempio, per i ciechi, non vengono rispettate le quote di assunzioni e i sordi lamentano che non possono accedere alla 104. La Giunta a breve, ha annunciato, risolverà il problema dell’accompagnatore del disabile che è costretto a pagare il biglietto sui mezzi pubblici. Sull’Icef, infine, ha ribadito la contrarietà della maggioranza a questo strumento così come è stato impostato perché penalizza chi risparmia e chi si è comprato con sacrifici una casa.

Sulle Rsa, ha risposto Bardino affermando che i posti letto nelle Rsa in Trentino sono i più alti d’Italia. Non si può quindi parlare di carenze ed è difficile, anche in nome di autonomie dei territori, riequilibrare il numero dei posti tra le varie comunità. Il problema vero è quello di far sì che il minor numero di persone possibili devano ricorrere alle Rsa. Negli obiettivi 2019 che l’assessorato ha dato all’Azienda i principali sono tutti dedicati a questo tema: indurre i medici di medicina generale a fare controlli sulle malattie croniche; introdurre buone pratiche per stabilizzare i malati cronici; aprire punti per le cure intermedie anche per alleggerire i reparti di geriatria e di medicina. Strutture per le cure intermedie che saranno formate da infermieri e medici non ospedalieri. Per questo, ha aggiunto il dirigente, per Spazio Argento vanno definite con esattezza le priorità. Perché bisogna evitare il più possibile che le persone siano costrette a rivolgersi alle geriatrie e alle Rsa. Importante, poi, sul tema del “Dopo di noi” è il regolamento che si sta approntando. Un campo nel quale alcune esperienze, è stato inoltre ricordato, stanno nascendo con il fondo vitalizi.

Sui corsi di educazione di genere, l’assessore ha ribadito che questi devono riguardare il rispetto, senza andare a toccare altre tematiche che riguardano il genere o l’identità sessuale. Cose, ha detto, che hanno suscitato le lamentele delle famiglie. Si sta elaborando con le pari opportunità, ha ricordato, un progetto di corsi per promuovere il rispetto nei confronti di tutti. Corsi che saranno obbligatori, parte della formazione, di tutti gli insegnanti. L’assessore ha ricordato poi che ci sono altre emergenze che meritano attenzione, come i disturbi alimentari dei ragazzi. Problemi di cui si parla troppo poco e che toccano anche le questioni di genere perché spesso riguardano le ragazze.

 

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Cia: ponete un freno alla burocrazia.

Cia (Agire), infine, ha chiesto attenzione al peso della burocrazia. Ad esempio, l’attesa della visita di medicina legale è di mesi, così come quella della richiesta degli ausili sanitari. Altro esempio di inutile burocrazia, le esenzioni per le quali c’è prima il passaggio dal medico di base, che manda il paziente dallo specialista, il quale a sua volta lo manda da un altro medico in Azienda sanitaria per il timbro di autorizzazione.