Benessere degli alunni e ambiente scolastico: primi passi verso la scuola di domani. Nei giorni scorsi, a Cavalese, il seminario.

Si è tenuto lo scorso fine settimana, presso la Biblioteca Comunale di Cavalese, il primo incontro formativo su didattica innovativa e ambienti di apprendimento. L’evento, organizzato dalla Rete I.d.e.a. (Innovazione didattica e ambienti di apprendimento), in collaborazione con IPRASE, ha avuto come focus la personalizzazione degli spazi scolastici, finalizzata a modalità di apprendimento diversificate.

Quello di Cavalese è stato il primo di tre appuntamenti programmati per il 2020 da Rete I.d.e.a., la rete nata con l’intento di sviluppare e mettere a sistema le pratiche innovative che le scuole ritengono particolarmente efficaci.

Al seminario hanno partecipato la Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella, alcuni dirigenti scolastici e un centinaio di docenti. Nel corso della giornata di approfondimento sono intervenuti numerosi esperti nazionali.

Sarà capitato anche a voi di rimettere piede nella vostra vecchia scuola, magari accompagnando un figlio o un nipote, e scoprire che non solo qualche vostro vecchio insegnante è ancora lì, ma anche che nelle aule e nei corridoi tutto o quasi è rimasto come allora: banchi, cattedra, carte geografiche ai muri e quegli spazi che allora apparivano smisurati e ora sembrano “lillipuziani”.

Nelle nostre città ormai tutto è cambiato e si stenta riconoscere le testimonianze di un passato che vive solo nei nostri ricordi. Non così nelle scuole, in cui possiamo tuffarci all’indietro come in un viaggio del tempo e recuperare le nostre memorie perdute.

Nel frattempo i bambini e i ragazzi sono cambiati e sempre meno si adattano ad all’idea di scuola a cui eravamo abituati: la spiegazione, l’esercizio, l’interrogazione o la verifica e i compiti per casa. Inutile rispondere con nostalgie per il passato; è più importante chiedersi quale sia oggi la risposta più efficace per motivare e coinvolgere ragazzi “iperconnessi” e abituati alla saturazione di stimoli, piuttosto che alla loro rielaborazione. Ma anche più abili nella ricerca di informazioni e più interessati ad imparare facendo e interagendo con i compagni.

Da qualche tempo è in atto, a livello globale, un movimento di innovazione della scuola, per ricercare un modello nuovo, in cui spazi, arredi e metodologie si intersecano per offrire maggiori flessibilità e opportunità per i ragazzi.

Le parole d’ordine sono “personalizzare” e “includere”, cioè offrire modalità di apprendimento diversificate che consentano di adattarsi a caratteristiche individuali (motivazione e stili di apprendimento) diversi. Permettendo di valorizzare le capacità di studenti eccellenti, senza però escludere qualcuno. L’idea che, in campo pedagogico, è nota come “scuola per tutti e per ciascuno”.

Di tutto questo si è parlato e discusso sabato 18 gennaio, a Cavalese, in un seminario dal titolo “Ambienti flessibili per l’apprendimento” che ha visto coinvolti 103 docenti delle scuole trentine e nove dirigenti scolastici, con testimonianze di qualificati esperti nazionali (formatori dell’Agenzia nazionale Indire di Firenze) e del gruppo di ricerca PAD dell’Università di Bolzano (prof.ssa Beate Weyland, con un intervento dal titolo “Progettare insieme: tra pedagogia e architettura”).

Protagonisti anche i ragazzi dell’Istituto Comprensivo che hanno curato in modo impeccabile l’accoglienza dei docenti, presso la Biblioteca comunale, e l’assistenza nel corso dei lavori. Una delegazione degli studenti ha anche seguito le relazioni del pomeriggio, in cui è stato presentato un interessante modello di progettazione condivisa delle strutture scolastiche (genitori, studenti, amministratori e personale della scuola), per renderle maggiormente funzionali e gradevoli per gli studenti.

I temi discussi sono di grande interesse per il Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento, testimoniata dalla presenza a Cavalese della Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella, che ha seguito l’intera giornata di lavori, auspicando che il modello di lavoro di ricerca “in rete” tra Istituzioni scolastiche possa essere esteso anche ad altri temi fondamentali per lo sviluppo del sistema scolastico trentino.

L’evento è stato organizzato dalla Rete scolastica I.d.e.a. (Innovazione didattica e ambienti di apprendimento), in collaborazione con Iprase del Trentino, ed è il primo dei tre appuntamenti previsti per il 2020. I prossimi incontri si svolgeranno a Trento e Rovereto, e si prevede la partecipazione di esperti provenienti dalle più innovative realtà scolastiche a livello nazionale.