Il Governo con l’applicazione del Decreto denominato #IoRestoaCasa, al fine del contenimento del Coronavirus, ha di fatto vietato gli spostamenti dal proprio comune di residenza salvo alcune concessioni, quali motivi di assoluta urgenza, motivi di salute, comprovate esigenze lavorative, che obbligatoriamente devono essere autocertificate e che in casi di dichiarazioni false possono essere sanzionabili.

Una situazione surreale che sta bloccando l’intera nazione e di conseguenza anche la nostra Provincia. Ma la durezza di questo decreto è giustificata con l’obiettivo di ridurre il più possibile il diffondersi del virus. Meno spostamenti più probabilità di contenere il contagio.

Tuttavia, in queste prime due settimane di quarantena, lo scrivente, ha avuto modo di osservare alcune situazioni ove si potrebbe migliorare la condizione di “isolamento” che la popolazione trentina, nel rispetto delle prescrizioni, è tenuta a rispettare. Questo attraverso l’attuazione di azioni che il nostro sistema di Autogoverno Provinciale ci permette.

 

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– CONTRIBUTO PROVINCIALE PER DOMICILIAZIONE DELLA SPESA
Una prima considerazione andrebbe fatta sul servizio di domiciliazione della spesa che molti supermercati e negozi propongono.
Il Decreto Ministeriale impone ai privati cittadini di effettuare la spesa presso il Comune di residenza. Questo, nel nostro contesto provinciale, vuol dire negozi di vicinato multiservizi gestiti dalle Famiglie Cooperative o soci privati che si affiancano ai vari supermercati o discount presenti soprattutto nel fondovalle e comunque nei centri più abitati.

Molti di essi si sono attivati per favorire il servizio di domiciliazione della spesa soprattutto a favore di persone anziane o malate che per l’emergenza virus è importante non si spostino dalla propria residenza.

Per favorire e facilitare questo valido servizio, che andrebbe a favorire ed a incentivare le persone a non uscire di casa, allo scrivente parrebbe utile garantire ai negozi che intendono attivarlo degli incentivi economici che possano coprire in parte le spese per la consegna e la sanificazione dei mezzi e dei DPI degli addetti.
Si parla di 2/3 € ad ogni consegna che la Provincia potrebbe mettere a disposizione come contributo ai negozi che attivassero il servizio di spesa a domicilio. In questo momento tale servizio è gestito dai singoli negozi che mettono a disposizione il loro personale magari integrandolo con la presenza di volontari per le consegne.

 

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– IL “PROGETTONE” A SERVIZIO DELLA DOMICILIAZIONE DELLA SPESA
Un ulteriore intervento potrebbe essere quello di mettere a disposizione dei negozi, che intendono domiciliare la spesa, i lavoratori del Progettone adeguatamente indirizzati e sostenuti nell’azione dalle varie Cooperative del Lavoro a cui sono assegnati.
In questo caso, oltre a garantire la domiciliazione della spesa, si favorirebbe l’utilizzo di lavoratori di fascia debole che altrimenti resterebbero, in questo periodo, inoccupati.

 

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– LA “DOMICILIAZIONE DELLA CULTURA”
Altro tema interessante promosso da alcuni amministratori locali che ne ravvisano l’esigenza per la propria comunità è la “domiciliazione della cultura”; la possibilità di consegnare a domicilio le richieste di libri in prestito fatte al nostro sistema bibliotecario trentino.
I Comuni del Trentino, anche quelli periferici, dispongono di una rete di biblioteche e punti lettura con un patrimonio librario che in questo momento di quarantena rimane completamente inutilizzato. Allo scrivente parrebbe utile favorire, attraverso lo sviluppo di forme di consegna a domicilio di libri, una sorta di “domiciliazione della cultura”. Diamo ai nostri bibliotecari la possibilità di garantire un servizio culturale alle nostre comunità garantendo la consegna, una o due volte a settimana, di libri a domicilio. Il tutto potrebbe essere favorito attraverso la collaborazione tra Provincia e Comuni.

 

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– SPOSTAMENTO DI 6 MESI PER SCADENZE E RENDICONTAZIONI CONTRIBUTI
Il blocco totale delle attività economiche di queste ultime settimane interessa anche iniziative progettuali in essere, soggette a contributi o incentivi pubblici e quindi a scadenze già prefissate per l’ultimazione e la rendicontazione delle stesse. Questo in ogni comparto economico-operativo sia per privati che per imprese.
L’impossibilità di ultimare le lavorazioni, di chiudere i progetti e di rendicontarne le spese ed eseguire i collaudi, (in una unica parola di rispettare le scadenze), si traduce così in un danno economico enorme per i privati e imprese che si erano visti assegnare nei mesi scorsi contributi oppure incentivi a rendicontazione. Per questo motivo allo scrivente parrebbe utile posticipare tutte le scadenze di sei mesi, compresa l’ultimazione dei lavori e la rendicontazione per l’ottenimento di contributi. In questo modo si andrebbe ad aiutare in maniera concreta imprese e privati cittadini che altrimenti rischierebbero di vedersi perdere ingenti risorse.

 

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Lorenzo Ossanna

 

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