È così che valorizziamo il patrimonio delle Dolomiti? Sembra quasi impossibile che anche gli “addetti ai lavori” come assessorato ambiente, Parco Paneveggio, per loro stessa ammissione, siano venuti a conoscenza del Jeep Camp a Paneveggio solo dopo che essa era stata messa in programma da altri enti, associazioni o club direttamente interessati.

L’iniziativa agli occhi delle molte persone attente all’ambiente, oltre che delle associazioni ambientaliste, appare drammaticamente insensata.

Non sono bastate le molte polemiche innescate recentemente dai “concerti in quota” già fatti, e purtroppo ancora nei programmi futuri di alcune Apt, intenzioni e programmi che si credeva di aver almeno in parte sedati da poche ma virtuose prime prese di coscienza.

Niente da fare: purtroppo ripartono ancora le pessime abitudini ludico “falsoturistiche” e in modo ancora più grave. Appare infatti evidente che 600 jeep che per due giorni scorrazzeranno nei boschi dolomitici siano molto più impattanti di un concerto, pur ben amplificato, negli stessi ambiti. Qualcuno dice che non entreranno in zone protette, ma per mille motivi questa è una magra e forse anche stupida giustificazione.

È difficile ora, per chi è provvisto di sensibilità ambientale mantenere la calma ed il raziocinio di fronte a quelle che potrebbero sembrare delle provocazioni.
Abbiamo persino provato a pensare che fosse una “fake news”. Purtroppo così non è.

Lette le dichiarazioni dell’assessore competente Tonina, che porterà in questi giorni la questione in Consiglio Provinciale, c’è solo da sperare che la manifestazione venga annullata in toto, senza se e senza ma, ricordando che la stessa è arrivata in Trentino dopo essere stata già negata dalla provincia di Belluno.
Non crediamo che queste iniziative facciano bene al Trentino.

Non crediamo sia questa l’immagine che vogliamo darne.

 

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Matteo Segatta, per la lista “la SINISTRA” alle elezioni europee