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GRUPPO RSA UNITE – TRENTINO * COVID: « UN MODULO A NORMA DI ORDINANZA MINISTERIALE PER INGRESSO E USCITA DALLE RSA » (PDF ALLEGATO)

UN MODULO A NORMA DI ORDINANZA MINISTERIALE PER INGRESSO E USCITA DALLE RSA

Viene messo a disposizione dai rappresentanti del comitato dei familiari “RSA_Unite”
È improponibile sottostare alla lentezza burocratica decisionale della politica e dei vertici apicali delle RSA, che passa per Assessorato, Ministero, Dipartimento alla Salute, APSS, Task Force, CTS, APSP e cooperative interposte a vario titolo. Esse tutte hanno dimostrato e dimostrano ancora assenza di lungimiranza, flessibilità e dinamicità, nonché disinteresse al coinvolgimento diretto dei residenti a mezzo dei loro familiari, mentre all’interno delle RSA c’è una corsa giornaliera contro il tempo dei nostri nonni per una degna esistenza, che certo non ha in media una lunga aspettativa.

Dopo oltre quindici mesi da quel 5 marzo 2020 che per i residenti delle RSA ha significato la rinuncia alla propria quotidianità e la privazione della continuità degli affetti delle persone a loro più care, il gruppo di coordinamento dei familiari del Trentino “RSA_Unite” torna dunque a difenderne i diritti, proponendo un modulo di accesso e di uscita per i familiari delle RSA, a norma di ordinanza ministeriale e avvallata da pareri di legali in sintonia con i proponimenti del coordinamento. Un modulo sufficientemente generale da poter essere applicato anche in altre province italiane. “I familiari sono estenuati dal dover sottostare a restrizioni sproporzionate” – fanno sapere dal comitato – “Siamo in zona bianca, con 3/4 contagi medi al giorno su una popolazione di 545.425 residenti in provincia, gli anziani nelle RSA praticamente tutti vaccinati e anche molti dei loro familiari.

Ora è arrivato il momento di permettere l’accesso fino alle loro camere e permettere ai residenti di riprendere la quotidianità degli affetti così come avviene nelle abitazioni private per tutti coloro della loro stessa età e con condizioni di salute equiparabili: l’ordinanza dell’8 maggio 2021 lo permette”.

L’ordinanza a cui il comitato fa riferimento è quella del Ministro alla Salute Speranza che recita esplicitamente: “La pianificazione degli accessi e delle uscite […] deve […] tenere in debita considerazione non solo ai bisogni clinico-assistenziali-terapeutico dell’ospite, ma anche quelli psicologici, affettivi, educativi e formativi. Non da ultimo, anche le istanze dei familiari/visitatori con riferimento alla sfera relazionale-affettiva possono rappresentare un valido strumento decisionale nella pianificazione delle visite e delle uscite, affinché il protrarsi del confinamento degli ospiti/pazienti nelle strutture residenziali per causa del distanziamento sociale imposto non debba mai configurare una situazione di privazione de facto della libertà delle persone stesse”.

Una privazione della libertà che sussiste, secondo il comitato, in quanto ancora ad oggi le persone in RSA sono lasciate perlopiù sole ai piani oppure nei propri letti per la maggior parte del tempo, senza un sostegno psicologico o affettivo valido ad esclusione dei limitati momenti di assistenza diretta e quelle poche mezzore settimanali che sono permesse alle visite con i loro parenti.

Fin dallo scorso anno i danni provocati dalla mancanza si relazioni sociali e socio-affettive erano chiari e descritti in letteratura, tanto più che il 30 novembre 2020 una circolare dallo stesso Ministero della Salute descriveva in modo dettagliato le conseguenze che il confinamento ha provocato alle persone anziane residenti in RSA, rimarcando poi nella medesima circolare che dovessero “essere assicurate le visite dei parenti e dei volontari per evitare le conseguenze di un troppo severo isolamento sulla salute degli ospiti delle residenze” e che dovesse “essere facilitato […] l’apporto degli assistenti sociali, assistenti personali e del volontariato, in considerazione del contributo da essi fornito agli ospiti in termini di mantenimento delle abilità fisiche e socio-relazionali”. Indicazioni disattese e ampliamente inapplicate fin dallo scorso dicembre, secondo gli scriventi, data la situazione di grave compromissione di gran parte dei residenti.

“La situazione epidemiologica dallo scorso novembre è ampiamente migliorata mentre le norme nelle RSA in Trentino non vengono conseguentemente aggiornate” – fanno notare – “Per esempio le regole relative alla compartimentalizzazione dei piani o ai rientri in struttura da ricoveri in ospedale sono ferme a dicembre scorso e solo ora si accenna a volerle rivedere.

Lo stesso sta avvenendo per le visite: abbiamo bisogno di sapere che la qualità di vita dei nostri cari non dipenda da evitabili lungaggini amministrative”. Il modulo predisposto dal coordinamento dei familiari è dunque formulato a norma di ordinanza ministeriale e con valenza nazionale al fine di venire incontro a quelle esigenze, sopraggiunte al comitato tanto da singole richieste quanto da lettere sui quotidiani locali, per ottenere accesso alle strutture o possibilità di uscita in maniera adeguata e nel rispetto dei diritti e delle libertà dei residenti di queste strutture.

Il documento completo è allegato.

Comitato Rsa_Unite ([email protected]) – Il comitato “RSA_Unite” raccoglie rappresentanze di familiari della maggior parte delle RSA/APSP del Trentino, si è costituito a luglio 2020 come rete associativa tra i familiari.

 

 

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*

RICHIAMI GIURISPRUDENZIALI E DI RESPONSABILIZZAZIONE AL
MODULO DI ACCESSO
E DI
USCITA
PRESSO LE RSA / APSP
Alla cortese attenzione
DIRETTORE SANITARIO
Dr. _________________________________________ c/o RSA / A.P.S.P. ______________________________
CAP _________________________________________
e p.c.
Egregi Presidente e Direttore stessa RSA/APSP
Il Ministro della Salute, con propria ordinanza n.74 dell’8 maggio 2021 corredata di allegato del CTS Comitato Tecnico Scientifico del 04 maggio 2021, ha emanato “le modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”.
Per quanto attiene le indicazioni delle modalità di accesso indicate nell’allegato stesso all’ordinanza, il CTS, in particolare al secondo comma delle “Indicazioni di carattere generale”, stabilisce quanto segue: «La pianificazione degli accessi e delle uscite […] deve anche tenere in debita considerazione non solo ai bisogni clinic-assistenziali- terapeutico dell’ospite, ma anche quelli psicologici, affettivi, educativi e formativi. Non da ultimo, anche le istanze dei familiari/visitatori con riferimento alla sfera relazionale-affettiva possono rappresentare un valido strumento decisionale nella pianificazione delle visite e delle uscite, affinché il protrarsi del confinamento degli ospiti/pazienti nelle strutture residenziali per causa del distanziamento sociale imposto non debba mai configurare una situazione di privazione de facto della libertà delle persone stesse.”
La medesima ordinanza prevede, sempre a titolo esemplificativo, nel paragrafo “Rientri in famiglia e uscite programmate degli ospiti”: «Tenuto conto della rilevanza ai fini progetto assistenziale e del benessere psicosociale degli residenti, va garantita la possibilità di uscite programmate degli ospiti e rientri in famiglia». Ebbene: «L’uscita programmata degli ospiti delle proprie strutture richiede una specifica regolamentazione da parte delle Direzioni sanitarie/Responsabili medici/Referente COVID-19 ovvero dello specialista di riferimento o del medico curante in accordo la Direzione della struttura, anche in ordine alla stabilità clinica della persona residente e del suo livello di autonomia e fragilità, nonché per specifiche esigenze riabilitative, formative/educative».
Riteniamo che le indicazioni del CTS sopra citate siano state disattese, in ogni caso non siano state correttamente applicate, o lo siano state solo parzialmente, in maniera arbitraria, restrittiva, non tenendo conto, proprio di quelle considerazioni richiamate nel documento medesimo, ed in ogni caso mai interpretate con la concertazione dei familiari stessi che a gran voce le richiedevano con le proprie istanze da lungo tempo.
È mancato completamente il rispetto delle necessità e dei bisogni psicologico-affettivi enunciati da innumerevoli esperti medici specializzati, nonché luminari in psichiatria, non ultimo delle istanze stesse dei familiari, che lo stesso documento appunto cita, come pure delle richieste degli ospiti/residenti all’interno delle strutture, con particolare riferimento ed attenzione alla sfera relazionale affettiva che non è mai stata minimamente considerata.
La circolare Ministero della Salute DGPROGS-P n° 77455 del 30.11.2020 concernente le “Disposizioni per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali socioassistenziali, sociosanitarie e hospice e indicazioni per i nuovi ingressi di assistiti positivi nella struttura” richiama al sesto comma: «l’attuazione di tali misure, tra cui il distanziamento fisico e le restrizioni ai contatti sociali imposte dalle norme volte al contenimento della diffusione del contagio hanno determinato una riduzione dell’interazione tra gli individui e un impoverimento delle relazioni socioaffettive che, in una popolazione fragile e in larga misura cognitivamente instabile, possono favorire l’ulteriore decadimento psicoemotivo determinando poi un aumentato rischio di peggioramento di patologie di tipo organico».

Inoltre anche i familiari hanno dovuto affrontare la distanza dal proprio caro e la conseguente difficoltà ad offrire sostegno supporto affettivo in un momento difficile come quello attuale, ormai protratto da 16 mesi con conseguenze irreversibili.
Richiamiamo infine le “Indicazioni generali” al punto 1.1 che citano: «Poiché l’isolamento sociale e la solitudine rappresentano motivo di sofferenza e importanti fattori di rischio nella popolazione anziana per la sopravvivenza, lo stato di salute fisica e mentale, in particolare per depressione, ansia e decadimento cognitivo/demenza, come documentato da ampia letteratura scientifica, debbono essere assicurate le visite dei parenti e dei volontari per evitare le conseguenze di un troppo severo isolamento sulla salute degli ospiti delle residenze. Le visite devono essere effettuate in sicurezza tramite adeguati dispositivi di protezione e adeguate condizioni ambientali»;
al punto 1.2 «È necessario che tutte le strutture residenziali approntino adeguate misure perché ad ogni ospite sia data facoltà di collegarsi regolarmente in modalità digitale con i propri congiunti e amici, al fine di scongiurare un isolamento forzato e garantire per quanto possibile occasioni di relazione sociale e affettiva. In particolare, questi strumenti sono fondamentali laddove le condizioni epidemiologiche dell’area in cui si trova la struttura non permettano visite frequenti in presenza»;
al punto 1.3 «Deve essere favorita la ripresa – nel rispetto delle previste misure di contenimento del rischio – delle attività sanitarie e sociosanitarie…omissis…e deve essere facilitato…omissis… l’apporto degli assistenti sociali, assistenti personali e del volontariato, in considerazione del contributo da essi fornito agli ospiti in termini di mantenimento delle abilità fisiche e socio-relazionali»;
al punto 1.4 «Vanno sviluppate e diffuse buone pratiche nella gestione dei contatti e della rete sociale degli ospiti, sia in presenza che a distanza, e modalità per valutarne l’impatto in termini di efficacia e di sicurezza …omissis».
A distanza di sei mesi dall’entrata in vigore della predetta circolare, questa è ancora ampiamente inapplicata.
La situazione di grave compromissione, con danni permanenti era nota e nonostante ciò, ben poco si è fatto per lenire le sofferenze degli anziani e anche quelle dei loro familiari.
A titolo di esempio, ci risulta che in diverse RSA, le già poche occasioni per gli anziani di mantenere una parvenza di contatti sociali anche attraverso le telefonate o video chiamate, per volontà di alcuni di alcune direzioni sono venute a cessare in quanto soppresse senza motivo – in palese contrasto con quanto stabilito dai sopraccitati documenti.
Il D.L. n. 44/2021 (prof. Draghi) è inoltre rimasto inapplicato in quanto molti dirigenti hanno omesso o meglio, permettono ancora la permanenza in servizio a contatto con i degenti/pazienti il personale non vaccinato.
L’enorme bulimia di leggi, disposizioni, norme, ordinanze varie, insieme alle innumerevoli e differenti regole delle singole RSA, spesso vecchie di diversi mesi, non tiene in debito conto che la situazione epidemiologica è notevolmente modificata, che gli ospiti e anche molti dei loro familiari sono vaccinati da molti mesi.
La situazione epidemiologica, non solo da oggi, è favorevole mentre le linee guida applicate dalle RSA sono state sviluppate/calibrate sui parametri della zona rossa. Dal 14 giugno 2021 molte regioni in Italia sono in zona bianca. Il giorno 18 giugno si contano 1.147 contagi su 60.000.000ca abitanti in Italia, ovvero un rapporto pari a 0.00002, numero straordinariamente prossimo allo ZERO e un indice Rt nettamente inferiore a uno (fonti: salute.gov. e istat).
Per quanto sopra premesso, vengono meno le motivazioni per proseguire le visite secondo le modalità attuali ormai obsolete, modello “parlatorio”.
A distanza di tutto questo interminabile tempo di distacco dai propri cari, molti familiari sono vaccinati e come tali devono poter accudire giornalmente i propri cari.
Con il presente modulo, ed a norma di ordinanza ministeriale, si CHIEDE l’accesso quotidiano, con registrazione di ingresso, ma senza prenotazione e senza limitazioni alla mobilità negli spazi interni e nel tempo, fin negli ambiti di degenza.
In conclusione, si dà informazione e si INTIMA al Direttore Sanitario di dar corso alla presente richiesta. Si ricorda la citazione “…
la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con
responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale…”, rappresenta la dignità del malato e del rispetto della sua vita, della diligenza nell’esercizio della professione, dei doveri inseriti nel
Codice che ogni medico è tenuto a rispettare (estratto del giuramento di Ippocrate).

MODULO DI ACCESSO
E DI
USCITA
PRESSO LE RSA / APSP
Alla cortese attenzione
DIRETTORE SANITARIO
Dr. __________________________________________ presso RSA / A.P.S.P. ____________________________ _____________________________________________
CAP _________________________________________
sig./ra __________________
___________________ familiare dell’ospite sig./ra
e pc.
All’Ordine dei Medici Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di _____________________.
Il/La sottoscritto/a
___________________________, residente/domiciliante presso la RSA/APSP ______________________________ di ___________________, valutato il gravissimo precipitoso decadimento cognitivo, nonché la gravissima situazione psico/motoria del residente sopra menzionato, presenta al Direttore Sanitario/Coordinatore Sanitario/Responsabile e/o figura equipollente della struttura, formale comunicazione di
RICHIESTA con carattere di URGENZA,
affinché possa essere AUTORIZZATO l’accesso alla struttura senza limitazioni di orario e fino al luogo di degenza, ovvero senza prenotazioni o vincoli spazio temporali, in qualsiasi giorno (h 24/24 e gg 7/7 compresi i festivi), nel
rispetto della normativa sopracitata e per le ragioni sopraesposte. Inoltre,
o il sottoscritto DICHIARA di essere in possesso di certificato Green Pass Covid o certificato verde dell’UE.
o il sottoscritto DICHIARA di essere stato vaccinato e pertanto di garantire massima protezione in tema alle
problematiche della pandemia.
o il sottoscritto DICHIARA di essere in possesso di tampone con esito NEGATIVO entro 48 ore e pertanto di
garantire massima protezione in tema alle problematiche della pandemia.
(sopra segnare con una X la dichiarazione alternativa )
La presente, infine, in caso di mancata risposta affermativa entro 48 ore, vale come liberatoria per accedere. L’assenza di risposta è da intendersi quale silenzio assenso autorizzativo all’ingresso in struttura, senza limitazione e senza preavviso alcuno, per affiancare il proprio caro.
La presente VALE anche come RICHIESTA per portare il residente a casa per brevi periodi saltuari (es. 2/3 giorni).
Nel caso di opposizione della S.V. saranno messe in atto tutte le modalità volte al rispetto dei diritti negati e delle leggi/normative/disposizioni fin ora disattese, al fine di ristabilire la corretta applicazione del contratto in essere stipulato con il residente, la carte dei servizi e la carta dei diritti del malato e dell’anziano, anche in caso di proroga dello stato di pandemia.
Luogo e Data ______________________ Firma ___________________________________