Interrogazione a risposta scritta n. 1867  – Ortopedia del Santa Chiara: una situazione esplosiva. La situazione dell’Unità Operativa Multizonale di Ortopedia di Trento – Borgo si sta facendo esplosiva con gravissime conseguenze per i pazienti. Il disagio dei professionisti che dalla citata U.O. dipendono era già stato inutilmente portato all’attenzione dei vertici dell’APSS circa un anno fa.

Oggi con un’organizzazione di fatto decapitata (manca il direttore generale, manca il direttore del SOP e manca anche il direttore dell’U.O.) non si sa nemmeno chi dovrebbe rispondere, innanzitutto per mettere in sicurezza i pazienti. Le criticità segnalate già segnalate un anno fa si sono ancora più acuite.

Per spiegare la difficile condizione in cui si trovano gli ortopedici non si può non partire dalle recenti dimissioni di 4 colleghi che non sono stati sostituiti, cui sia aggiunge l’assenza temporanea di un altro medico. Mancano quindi 5 professionisti e nulla si è fatto.

Con consistenti disagi per i pazienti gli specialisti superstiti si trovano a coprire turni da 12 ore (!!!) di sala operatoria per gli interventi “di routine” con gli evidenti rischi che la stanchezza comporta, ambulatorio divisionale, consulenze al Pronto Soccorso, consulenze per altri reparti, Pronto Soccorso pediatrico. Ciò comporta per esempio “l’impossibilità cronica di usufruire delle ore di studio” contrattualmente previste.

Gli specialisti dell’U.O. di Ortopedia definiscono “un fallimento” il progetto della struttura dedicata all’ortopedia pediatrica indipendente visto che 2 dei 3 medici dedicati se ne stanno andando. Soprattutto non è stato pianificato alcun tipo di formazione o affiancamento per gli ortopedici dell’adulto ma semplicemente la presa in carico giudicata dagli stessi medici “un grave pericolo per i piccoli pazienti alla luce della mancata competenza specifica determinatasi da questo tipo di [fallimentare] organizzazione”. Per la condizione dell’ortopedia pediatrica gli interessati parlano senza mezzi termini di “emergenza”.

Il percorso individuato dall’APSS con l’assunzione di “medici in formazione specialistica” (concorso bandito il 2 ottobre scorso) andrebbe addirittura a peggiorare il quadro visto che il carico di lavoro per i medici in servizio sarebbe ulteriormente appesantito: i “medici in formazione” (come indicato dalla comunicazione del Dipartimento Risorse umane) non potrebbero eseguire visite in autonomia né turni attivi nei festivi.

 

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. su chi ricade la responsabilità del rischio in cui si trovano i pazienti dell’U.O.M. di Ortopedia di Trento – Borgo generata dalla mancata adozione di iniziative che prevenissero la condizione attuale;

2. su chi ricade la responsabilità del “grave pericolo” in cui si troveranno i piccoli utenti della S.S. di Ortopedia pediatrica e se è intenzione dismettere definitivamente il progetto di struttura dedicata;

3. se un ortopedico dell’adulto dispone delle medesime competenze, conoscenze, casistiche di un ortopedico pediatrico o eventualmente, quali iniziative si intendono adottare per colmare le carenze (involontarie) auto denunciate dai medici afferenti l’U.O. citata;

4. come si intendono ripristinare un carico di lavoro e una turnistica che assicuri lo svolgimento normale delle prestazioni per pazienti e medici e garantisca ai primi la sicurezza e ai secondi la serenità;

5. le ragioni per cui la nota che un anno fa aveva già evidenziato i rischi non ha ricevuto alcuna risposta, portando all’aggravamento della situazione e a chi va attribuita la responsabilità della totale inerzia.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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cons. Filippo Degasperi

 

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