Fino alla fine dell’emergenza Coronavirus il lavoro agile o smart working è la modalità ordinaria di lavoro nella Pubblica amministrazione Lo stabilisce il decreto legge “Cura Italia” varato dal Governo il 17 marzo scorso. Nel dettaglio è stabilito che “fino alla fine dell’emergenza Coronavirus lo smart working, cui si può far ricorso in modo semplificato e persino con strumenti del dipendente, è la forma ordinaria” di lavoro nella Pubblica amministrazione. In ufficio le presenze vanno limitate esclusivamente alle attività indifferibili e che non si possono svolgere da remoto.La Circolare 2/2020 del 2 aprile 2020, pubblicata sul sito del ministero della Funzione pubblica fornisce molteplici indicazioni organizzative e orientamenti applicativi alle amministrazioni in relazione alle disposizioni dell’articolo 87 del decreto Cura Italia.

La Funzione pubblica ribadisce che il lavoro agile costituisce la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione fino alla cessazione dello stato di emergenza. E conferma che le amministrazioni sono chiamate a uno sforzo organizzativo e gestionale per garantire il pieno utilizzo dello smart working, accessibile in modo temporaneamente semplificato, così da ridurre al minimo gli spostamenti e la presenza dei dipendenti negli uffici, correlandola ai servizi indifferibili non erogabili da remoto. Sempre la circolare riporta che l’utilizzo delle ferie pregresse, comprese quelle del 2019 non ancora fruite, non può rappresentare una scappatoia per evitare la modalità del lavoro agile, ma al tempo stesso è legittimo che le amministrazioni ricorrano a questo istituto, magari a rotazione o intervallato con lo smart working, anche in ragione dei picchi di attività.

Con la presente desidero chiedere informazioni sulla modalità di adesione al lavoro agile da parte delle società partecipate della Provincia di Trento.

 

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Interrogo quindi il presidente della Provincia di Trento per sapere:

quali società partecipate della Provincia di Trento hanno applicato lo smart working per il personale dipendente;

la percentuale per società di dipendenti al quale è stata applicata la modalità di lavoro agile;

per quali tipi di mansioni è stato ritenuto di non applicare lo smart working;

se sono stati messi in ferie d’ufficio dipendenti che avrebbero potuto usufruire dello smart working;

se ci sono dipendenti che lavorano ancora in ufficio e che potrebbero svolgere le stesse mansioni da casa.

 

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Cons. Lucia Coppola