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CONTRATTO ARTIGIANI TRENTINO: UILM, RETROMARCIA FIOM AL MOMENTO DELLA FIRMA

(Fonte: Uil Trentino) Ho letto tutte le “botte e risposte” della Fiom a proposito del contratto collettivo provinciale di lavoro dell’area meccanica artigiana e mi viene da dire che il tutto, a meno che sia un parto per gli equilibri interni alla Cgil, ha del paradossale.

La Fiom ha partecipato alle trattative del contratto, nella prima stesura del 2016. Il contratto è stato poi disdetto unilateralmente dall’associazione artigiani che ha intravisto la non sostenibilità dello stesso.

E’ stato, successivamente alla disdetta, creato un tavolo di trattativa con l’associazione Artigiani (2017) che ha riportato anche la Fiom a seguire tutti i lavori, ma al momento della firma la Fiom si è tirata indietro.

Non è una novità: anche nell’industria, per vari contratti, non ha firmato!

L’ultimo che ha firmato è stato quello del 2008.

Da un punto di vista politico posso capire ma non approvo, non capisco soprattutto il boicottaggio di quei fornitori delle aziende locali che sono invisi alla Fiom solo perché hanno firmato un contratto non politico ma che, comunque, porta dei miglioramenti ai lavoratori del settore.

Forse i colleghi della Fiom non ricordano che i loro iscritti hanno potuto fruire degli aumenti contrattuali degli anni precedenti ( per quanto riguarda l’industria) perchè Fim e Uilm, con i “loro accordi separati” hanno lavorato per tutti i lavoratori, anche quelli della Fiom; anzi sarebbe giusto che gli iscritti Fiom si ricordassero di questo fatto, perchè se fosse stato per la loro organizzazione, da anni non avrebbero avuto alcun aumento contrattuale.

Oggi sembra succeda la stessa cosa con l’artigianato. Anzi peggio.

Il peggio è dato dal fatto che si mettono nel mezzo quelle aziende che, perché hanno aderito al nuovo Ccpl, sono invise alla Fiom per cui ne chiede il boicottaggi. Forse i colleghi della Fiom non sanno che quelle aziende hanno anch’esse lavoratori che, se non lavorassero sarebbero penalizzati con il rischio di perdere pure il lavoro.

E’ questo il modo di concepire il Sindacato?

Per quel che mi ricordo, e sono sufficientemente anziano per ricordarlo, il Sindacato ha sempre tutelato chi lavora, non il contrario. Soprattutto non ho mai saputo che un sindacato usasse il boicottaggio a meri fini di propaganda politica e di visibilità sui giornali. E’ meschino. Ma soprattutto è pericoloso.

Un atteggiamento del genere mi fa venire in mente il modo di fare di certi stati dell’Europa dell’Est quando c’ era la “cortina di ferro” dove, chi non era “allineato” con i dettami del partito veniva spedito in qualche Gulag della Siberia.

In questo caso quelle aziende che non sono allineate con la Fiom che fine farebbero dato che noi non abbiamo la Siberia? E i loro lavoratori?.

Cara Fiom su queste basi non si può certo parlare di Unità sindacale; anzi non si può parlare neanche di sindacato perché il sindacato ha sempre rappresentato un mezzo di tutela per i lavoratori e le persone in genere; non il contrario.

Spero che in ambito Cgil tutto ciò possa essere risolto e che quanto detto dalla Fiom al riguardo del Ccpl artigianato metalmeccanico possa rientrare in un ambito di democrazia reale, senza il bisogno di ricorrere ad assurdi boicottaggi e pensando, soprattutto ai lavoratori perché, se si firma un accordo, non sempre lo si fa a cuor leggero, ma magari brontolando, anche perché contratti perfetti non li ha mai firmati, né li firmerà mai nessuno.

 

 

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Luciano Atanasio
Segretario generale Uilm Trentino
Unione Italiana Lavoratori metalmeccanici