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CONSULTA PROVINCIALE GENITORI * SCUOLA – COVID: CESCHI E FRESCHI, « ALLA LUCE DI GRAVI ELEMENTI DI INCERTEZZA SIAMO A CHIEDERE ANCORA UN CONFRONTO, CON TUTTE LE COMPONENTI DEL SISTEMA EDUCATIVO »

Nella scuola, come in altri ambiti, ci sentiamo dire che è stato fatto molto ma, in realtà, ancora una volta senza risultati concreti e senza aver concluso quasi nulla.

Ci ritroviamo, a tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico e nove dal primo lockdown, ancora ad ascoltare discorsi superficiali e approssimativi sulla possibilità di ritornare o meno ad una didattica in presenza.

Per mesi il sistema scolastico trentino e i decisori politici hanno navigato a vista senza una progettualità coordinata che sapesse valutare gli impatti delle singole scelte sulla società.
In una situazione insolita ed emergenziale come quella che stiamo vivendo non si può pensare di affrontare istruzione, economia, sanità, trasporti, politiche sociali e sport come se fossero indipendenti tra loro.

Dal 6 novembre CPG e CSEP hanno richiesto dati ufficiali sull’andamento epidemiologico Covid-19 nel sistema scolastico trentino con l’unica risposta, ad oggi, che non sarebbe stato opportuno fornirceli “per evitare allarmismi”.

Chiediamo, a questo punto, quale sia la trasparenza e la pluralità nel confronto con le componenti del modo scolastico; quali siano le reali finalità di una simile censura; quale sia la reale importanza dell’Istruzione per la classe politica; quale sia la priorità tra istruzione, sanità ed economia.

Pensare solo all’aspetto economico, per quanto fondamentale per il sostentamento della società, evidenzia una visione miope e autodistruttiva. Pregiudicare una valida formazione scolastica dei nostri giovani ci porterà ad avere, in futuro, una società priva di classe dirigente preparata e politici inadeguati a preservare benessere dei cittadini e autonomia provinciale.

Pregiudicare la funzionalità del sistema sanitario ci porterà, ancora una volta, a possibili lockdown dove un piccolo guadagno a breve termine potrà mettere a rischio intere stagioni turistiche.

Parafrasando Degasperi: un politicante guarda al presente, un politico alle prossime elezioni mentre uno statista pensa alla prossima generazione.

Ad oggi la scuola trentina evidenzia molte fragilità e altrettanta approssimazione:

– una legge raffazzonata con troppi aspetti interpretativi lasciati alla discrezionalità dei singoli;

– dati di diffusione del contagio fra studenti, docenti e personale non comunicati;

– forniture dichiarate a carico della Provincia che devono essere effettuate, in alcuni casi, dai singoli istituti con aggravio dei costi;

– trasporti inadeguati per un rientro al 100% in presenza nonostante il problema sia stato evidenziato da mesi (non si vedrebbe altrimenti quali altri ostacoli si frappongano a un pieno ritorno alla didattica in presenza per le superiori, già penalizzare da due mesi completi in DaD);

– didattica a distanza offerta, dietro lo scudo dell’autonomia scolastica, con estrema disomogeneità tra gli istituti, creando disparità nella formazione degli studenti;

– didattica laboratoriale in presenza gestita senza un reale coordinamento che permetta un’offerta equilibrata tra gli studenti;

– studenti fragili talvolta dimenticati o semplicemente trascurati nonostante le “promesse estive” di attenzione personalizzata;

– investimenti sull’edilizia scolastica rivolti quasi totalmente a “mettere pezze” su interventi improrogabili.

Alla luce di questi elementi di grave incertezza e criticità siamo a chiedere, per l’ennesima volta, un confronto reale con tutte le componenti del sistema educativo, fruendo degli organismi istituzionalmente preposti, che hanno continuato a riunirsi negli scorsi mesi e che sono stati coinvolti (a parole) solo all’inizio della pandemia, nel mese di aprile, e poi nella sostanza ignorati.

 

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Giovanni Ceschi – presidente del Consiglio del Sistema Educativo
Maurizio Freschi – vicepresidente del Consiglio del Sistema Educativo e presidente della Consulta Provinciale dei Genitori