Il Consiglio provinciale si è aperto stamane in Aula con la richiesta di Cia (Agire), accolta dal presidente Kaswalder, di una sospensione per permettere alla maggioranza di discutere delle candidature alle nomine del difensore civico e dei due garanti, dei minori e dei detenuti, questione che ieri era stata oggetto di due improduttive riunioni dei capigruppo. Al rientro in Aula il presidente del Consiglio ha subito convocato una nuova riunione dei capigruppo per “cercare la quadra” sui nomi dei candidati. L’incontro ha permesso stavolta di sciogliere il nodo delle candidature, sulle quali è stato raggiunto un accordo. Il Consiglio voterà quindi le tre nomine appena gli uffici avranno predisposto le relative delibere.

Al rientro in Aula è stata discussa e approvata all’unanimità (31 voti), con un’integrazione, la mozione proposta da Giorgio Tonini (Pd) – sottoscritta anche da vari altri colleghi di minoranza (Demagri, Degasperi, Dallapiccola, Rossi, De Godenz, Ghezzi e Marini) – per impegnare i presidenti del Consiglio e della Giunta ad intervenire presso le autorità competenti degli Stati Uniti allo scopo di ottenere una revisione del processo, e quindi della sentenza di condanna, di Chico Forti.

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Tonini ha ricordato che sono emersi di recenti elementi tali da rendere plausibile questa richiesta di rivedere il processo. Si tratta di creare un clima favorevole a questa decisione, sgombrando il campo da qualunque polemica nei confronti degli Usa. A propiziare questa possibile soluzione vi è anche la presenza di una forte componente italoamericana e trentina nel popolo degli Stati Uniti d’America e la grande tradizione di amicizia con il nostro Paese. Il dispositivo impegna anche i due presidenti trentini a rendersi interpreti d’intesa con il governo italiano di questa richiesta anche attraverso un’apposita missione ufficiale presso le competenti autorità negli Stati Uniti.

 

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Alex Marini (5 stelle) ha segnalato la possibilità di chiedere la grazia al governatore della Florida e che sia concessa a Chico Forti di scontare la restante pena in Italia. Marini ha ricordato che Forti era stato condannato ad un ergastolo senza condizionale, escludendo qualunque possibilità di uscire prima dal carcere. Questo anche se una delle partecipanti alla giuria del processo ha dichiarato di aver subito pressioni per unirsi alla richiesta di condannare Forti.

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Pietro De Godenz (UpT) ha motivato la sua firma in calce alla mozione perché vi sono dubbi reali e nuove circostanze in merito al processo e in quanto su questo caso èp necessario che emerga la verità.

 

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Roberto Paccher (Lega) ha osservato che su questo tema qualche strumentalizzazione c’è stata perché al momento della presentazione della mozione si è utilizzato il caso di Chico Forti per mettere in difficoltà qualche componente della maggioranza. Ha aggiunto che oltre a questa mozione condivisibile e che semmai andava rafforzata per chiedere che Forti possa scontare la pena in Italia, occorrerebbe dar vita ad un’iniziativa più incisiva nell’immediato futuro, visto che finora non si è ottenuto nulla.

 

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Paola Demagri (Patt) ha evidenziato che il proprio gruppo ha sottoscritto la mozione anche per segnalare che la comunità trentina non si è dimenticata di questo trentino.
Il presidente Maurizio Fugatti ha espresso il parere positivo della Giunta condividendo la necessità di fare tutto il possibile per porre fine alla condizione nella quale Chico Forti è costretto negli Stati Uniti d’America.
Tonini è intervenuto nuovamente per dire di non aver nulla in contrario rispetto alla proposta di aggiungere nel testo della mozione anche la richiesta che Chico Forti possa scontare la sua pena in Italia.

Dopo una breve pausa concessa per integrare la mozione, il presidente Kaswalder ha informato che nel punto uno del dispositivo è stata inserita anche la frase concordata da Tonini con il governatore Fugatti “nonché la possibilità di scontare la pena residua nel nostro Paese”.

 

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Katia Rossato (Lega) è intervenuta per dichiararsi a favore della mozione perché da anni il Consiglio provinciale chiede con analoghi atti di intervenire presso le autorità competenti per ottenere la revisione del processo a Chico Forti. Anche i tentativi che potrà promuovere uil nuovo governo giallorosso saranno ben accolte. Rossato ha offerto la propria disponibilità a recarsi negli Stati Uniti per questa causa. E ha infine chiesto all’opposizione consiliare di chiedere al governo oggi in carica a Roma di prendere l’iniziativa “per smuovere” la situazione riguardante Chico Forti.

 

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Sara Ferrari (Pd) ha confermato che da almeno 10 anni il Consiglio provinciale chiede interventi come questo ma che ciò nonostante occorre riproporre oggi nuovamente la stessa richiesta, anche se non in chiave di contrapposizione con gli Stati Uniti.
Claudio Cia (Agire) si è unito al coro dei consiglieri favorevoli alla mozione, ringraziando dell’iniziativa Tonini che saggiamente nel luglio scorso aveva suggerito di rinviarne ad oggi la discussione per superare le polemiche emerse in quel periodo.

 

Iniziato il dibattito sulla riforma della Via.

A seguire è iniziato l’esame del disegno di legge 22 proposto dalla Giunta con l’assessore Mario Tonina per modificare le normative provinciali sulla Valutazione d’impatto ambientale (Via) e sul Parco nazionale dello Stelvio. Rispondendo a una richiesta di chiarimento di Cia sull’ordine dei lavori, il presidente Kaswalder ha preannunciato che nel primo pomeriggio saranno pronte le delibere per procedere alle nomine, con votazione a scrutinio segreto, del difensore civico, del Garante dei diritti dei minori e del Garante dei diritti dei detenuti. Un accordo sulle candidature è stato infatti raggiunto stamane nell’ultima riunione dei capigruppo.