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CONSIGLIO PROVINCIA TRENTO * TERZA COMMISSIONE: « APPROVATO IL DDL TONINA SULLE FONTI RINNOVABILI, ALL’UNANIMITÀ »

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11.16 - martedì 12 aprile 2022

Approvato all’unanimità in Terza commissione, presieduta da Ivano Job (Lega), il disegno di legge n. 136​ dell’assessore Tonina sulle fonti rinnovabili. Ddl urgente (arriverà in Consiglio il 26 aprile) che, in sostanza, introduce semplificazioni per le autorizzazioni per l’installazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili, fotovoltaico, da biomasse, geotermica, idrotermica e eolica.

Mario Tonina ha presentato tre emendamenti che in parte hanno preso spunto dalle audizioni di ieri, in primo luogo dalle osservazioni del Cal. Il primo, all’articolo 1, specifica gli interventi sulle nuove costruzioni; l’emendamento all’articolo 7 dettaglia meglio il posizionamento dei pannelli fotovoltaici nei centri storici e sulle case, in modo da renderli il meno visibili possibile, quindi aderenti all’inclinazione dei tetti. L’emendamento inoltre prevede la possibilità di posizionare pannelli nelle pertinenze delle abitazioni solo se non si è trovato spazio sulle coperture degli edifici. Rispondendo a Lorenzo Ossana (Patt) i tecnici intervenuti in Commissione hanno specificato che le semplificazioni contenute nel ddl riguardano solo gli impianti in sé e non si possono utilizzare per semplificare i titoli edilizi. In sintesi, per un domanda edilizia approvata che non prevedeva l’installazione dei pannelli servirà una variante al progetto.

Alessio Manica (Pd) ha presentato due emendamenti (poi ritirati) che riguardavano la produzione di cippato, il combustibile derivante dal legno e avrebbero modificato la legge 15 sul governo del territorio. Questa norma, ha ricordato, esclude la possibilità di realizzare sui terreni agricoli manufatti per la trasformazione del cippato, permette di stoccare il legname ma, a differenza del vicino Veneto, non di triturarlo. Un limite quindi per raggiungere l’obiettivo di incentivare la produzione del cippato. Ivano Job ha detto che è vero che in Veneto si può lavorare il cippato sui terreni agricoli che, però, sono spesso lontani dai centri abitati. Lorenzo Ossana ha detto che si potrebbe anche pensare introdurre la possibilità di produzione di questo combustibile anche nelle zone boschive. Il dirigente del dipartimento territorio, ambiente e energia Roberto Andreatta ha ricordato che le aree agricole in Trentino riguardano il 13% del territorio, quindi sarebbero da scartare meccanismi legislativi automatici per evitare speculazioni e danni. Di fronte a queste osservazioni Manica ha ritirato gli emendamenti perché il tema, ha ammesso, richiede una riflessione più approfondita.

Tonina ha dato la disponibilità a ragionare su queste proposte e altre presentate nelle audizioni, ad esempio dalla Cooperazione, sugli impianti a biogas. E comunque, ha affermato, in linea generale le scelte urbanistiche specifiche si vorrebbero lasciare ai comuni. Comunque, per il dibattito in aula si valuteranno tutte le indicazioni con uno spirito di apertura.

In dichiarazione di voto Lorenzo Ossanna ha sottolineato che il sistema adottato per questo ddl è stato buono e ha annunciato che per l’aula presenterà emendamenti sulla possibilità di porre i pannelli, con tutte le autorizzazioni necessarie, sulle facciate di edifici di grandi dimensioni e che non hanno spazi sui tetti come del resto prevede la legge nazionale. A favore delle comunità energetiche, inoltre, si dovrebbe incentivare la conoscenza delle opportunità offerte dai piccoli impianti idroelettrici e biogas. Alessio Manica ha detto di apprezzare il ddl e si è riservato la possibilità di ripresentare qualche emendamento.

L’unica preoccupazione, come del resto è emerso dalle audizioni, è quella di non intaccare la qualità urbanistica degli edifici. Gianluca Cavada (Lega) ha affermato che il ddl è indispensabile in questo momento di crisi energetica e preserva le aree di maggior pregio. Katia Rossato (FdI) ha sottolineato che il ddl Tonina arriva in un momento drammatico per il costo dell’energia e riesce a mettere insieme esigenze produttive, sfruttando le rinnovabili, con la tutela del territorio e del patrimonio storico. Lucia Coppola (Europa Verde) ha sottolineato l’importanza di presentare in modo convincente all’aula il ddl per mantenere un clima contruttivo. Ivano Job, infine, ha espresso perplessità sui previsti aiuti che verranno dai Bim e il timore che si possano ripetere gli effetti perversi del 110 per cento sull’edilizia. Gli obiettivi del ddl sono ottimi, ha detto, ma serve uno sforzo per evitare effetti collaterali e furbizie da parte di alcuni imprenditori. Anche Alex Marini ha condiviso le perplessità di Job, inoltre, secondo il rappresentante di 5 Stelle, dal punto di vista della programmazione nel ddl c’è poco e sarebbe stato interessante conoscere i volumi di territorio utilizzabili e l’energia che si potrà produrre. L’intento è buono, ha concluso, ma si inserisce in modo incerto nel Piano energetico ambientale.

L’assessore Mario Tonina ha concluso la seduta affermando che questo è il momento di agire sulle rinnovabili, per sensibilizzare le persone che non hanno ancora preso in considerazione la possibilità di produrre energia con queste fonti energetiche. Va ricordato, ha affermato inoltre, che allo scadere dei conti energia sulle rinnovabili si è fatto poco, il che dimostra che gli incentivi servono. Quindi, i bandi nazionali, quelli previsti dall’assessore Spinelli, gli sgravi fiscali serviranno a fare crescere una cultura. E questo ddl approvato all’unanimità va in questa direzione. La disponibilità dei Bim, ha chiuso Tonina, va apprezzata così come le possibilità offerte dalle comunità energetiche.

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