Tagliare l’indennità al consigliere di parità significa sottovalutare il problema del rapporto donne-lavoro.

Apprendiamo con preoccupazione e dispiacere della decurtazione operata dalla Giunta provinciale delle indennità previste per l’ ufficio del Consigliere/a di parità. Questo taglio consistente può infatti a nostro parere essere letto come una forma di disattenzione e sottovalutazione di problematiche gravi connesse al mondo del lavoro, all’interno del quale le donne, ma anche gli uomini, hanno sempre più difficoltà a far rispettare e mantenere i propri diritti.

L’attuale crisi economica ha investito la già difficile situazione dell’occupazione femminile ed ha contribuito ad accentuare molte delle criticità storiche; gli ostacoli per le donne ad inserirsi e mantenere il lavoro sono molteplici. Pensiamo alle azioni di mobbing di cui – dati alla mano – sono vittime spesso le donne, magari al loro rientro dalla maternità; alle vessazioni e ricatti sessuali sul luogo di lavoro, che talvolta sfociano in vere e proprie violenze; al fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco”; più in generale, alla tristemente nota “segregazione orizzontale”, che concentra di più le donne in determinati settori e occupazioni, spesso di minor prestigio, senza che sia stato veramente incrinato il “soffitto di cristallo”, la barriera invisibile che ostacola gli avanzamenti di carriera per le donne e impedisce loro di raggiungere i livelli più alti. Alcuni di questi fattori, uniti alla bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, determinano il grave fenomeno del differenziale salariale tra uomini e donne: secondo numerosi studi i salari medi dei lavoratori sono tra il 10% ed il 18% più alti di quelli delle lavoratrici.

Finché continueranno a persistere le attuali barriere sociali, culturali ed economiche, alle lavoratrici sarà preclusa anche la sola opportunità di competere per valorizzare le proprie competenze professionali.

A fronte di queste problematiche, viene invece ridimensionato sul nostro territorio uno sportello che – in modo costante, professionale e gratuito – può aiutare in concreto le lavoratrici – ma anche i lavoratori – alle prese con questi problemi, consegnandoci una visione della nostra realtà provinciale in cui le persone sono più sole, più esposte, meno consapevoli dei propri diritti.

Spiace anche notare come si rischi in questo modo di sminuire questa importante figura istituzionale, rivestita con impegno e competenza dal/dalle Consigliere di parità nel corso dell’attuale e delle precedenti legislature; eppure la portata di tale impegno emerge chiaramente sia da una lettura attenta delle puntuali relazioni annuali dell’organismo in questione sia dalla pratica del mondo del lavoro e della società civile. Grazie a questi, è per tutte/i possibile rendersi conto che per raggiungere i risultati concreti in effetti ottenuti non basterebbe aver operato – né basterà operare in futuro – “un solo pomeriggio a settimana”.

 

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La Presidente della CPO

Dottoressa Paola Maria Taufer