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CONSIGLIO PAT * SECONDA COMMISSIONE: « APERTO L’ITER DEL DDL ZANOTELLI SULL’AGRICOLTURA BIO / L’ASSESSORA, “ IL BIOLOGICO NON PUÒ ESSERE ESTESO A TUTTO IL TERRITORIO AGRICOLO “ »

Seconda commissione, aperto l’Iter del ddl Zanotelli sull’agricoltura bio. L’assessora: il biologico non può essere esteso a tutto il territorio agricolo trentino.

In Seconda commissione si è aperto l’iter del disegno di legge dell’assessora Zanotelli sull’agricoltura biologica e si sono svolte le audizioni sul ddl Coppola (Misto – Europa Verde) su quello che viene definito workation, la vacanza – lavoro a distanza. L’assessora all’agricoltura, presentando il suo disegno di legge sul bio, ha affermato che il dialogo con i promotori del referendum previsto per il prossimo autunno è aperto da tempo, ma non è possibile estendere a tutto il territorio provinciale le coltivazioni biologiche. Un settore, ha detto inoltre, che ha bisogno del supporto della ricerca scientifica e di sperimentazione. Per quanto riguarda il disegno di legge Coppola sì pieno da parte della Federazione coop, condivisione nella sostanza da parte dell’Asat e sindacato; pieno appoggio da parte delle docenti universitarie intervenute e dalla comunità Slow Food degli Altipiani cimbri; mentre Unat e Cal hanno espresso il loro no.

 

Zanotelli: il mondo agricolo non deve dividersi sul bio.

In Seconda commissione, come detto, si è aperto l’iter del ddl n. 94 dell’assessora Zanotelli sulla disciplina dell’agricoltura biologica. Un disegno di legge, ha detto l’assessora, che rappresenta una revisione completa del settore, attua le recenti norme europee, introduce la certificazione di gruppo, la promozione della sperimentazione e i distretti biologici. Zanotelli ha sottolineato che in Trentino sono coltivati con i metodi biologici duemila ettari; un settore sostenuto anche dal Psr e sul quale la Fondazione Mach dovrà ricoprire un ruolo importante per dare un supporto scientifico allo sviluppo e all’integrazione del bio con il resto dell’agricoltura. Il ddl, intervenendo sulla legge 2003, ha continuato nella sua spiegazione l’assessora, prevede anche un apparato sanzionatorio e norme di semplificazione per le coltivazioni bio. L’ obiettivo strategico, ha continuato l’assessora, è quello di trovare un equilibrio tra agricoltura bio e il resto del settore.
Lucia Coppola (Europa Verde) ha chiesto a Giulia Zanotelli quale sarà l’impatto del ddl sui bio distretti esistenti, come quello di Trento, e quali ripercussioni avrà sul referendum del prossimo autunno. L’assessora ha risposto che da mesi c’è un dialogo con i promotori del referendum e il ddl ha visto la partecipazione del mondo agricolo e i responsabili dei bio distretti. Bio distretti che nel ddl vengono istituzionalizzati aprendo il percorso per crearne altri che però dovranno nascere dopo una mappatura attenta del territori, anche dal punto di vista fitopatologico. Sul referendum, ha ricordato Giulia Zanotelli, il confronto con i promotori c’è stato, ma sulla base della necessità di un coinvolgimento di tutto il mondo agricolo e di chi ha una conoscenza precisa della complessità e delle difficoltà della riconversione delle coltivazioni all’agricoltura bio. L’assessora ha ricordato infine la crescita dell’agricoltura integrata in Trentino attraverso disciplinari che hanno dato ottimi risultati. L’intento, ha detto ancora Zanotelli chiudendo il suo intervento, non è quello di creare contrasti nel mondo agricolo, ma di regolamentare il settore bio che ha bisogno del supporto della ricerca e non può essere esteso su tutto il territorio provinciale.

 

Workation, il ddl Coppola accende il dibattito.

Si è passati poi alle audizioni sul n. 86 di Lucia Coppola che ha l’obiettivo di introdurre il cosiddetto workation, la vacanza unita al lavoro a distanza.
Il presidente della Federazione coop, Roberto Simoni ha espresso una valutazione nettamente positiva sul ddl perché, ha detto, si inserisce nella tendenza al lavoro agile che andrà anche oltre l’emergenza Covid. Un’idea, ha aggiunto, intelligente che potrà porre il Trentino ai vertici della qualità dell’offerta. Però gli incentivi, secondo Simoni, non si dovrebbe limitare agli alberghi ma andrebbero estesi anche alle postazioni messe a disposizione da altri soggetti come, ad esempio, le aziende e gli istituti di credito.

 

Buona idea ma non serve una legge.

Davide Cardella, vicedirettore Asat, condividendo il ddl Coppola, ha aggiunto che non si devono confondere le funzioni. Bene la creazione degli hub nelle casse rurali, ma l’oggetto del ddl deve andare nella direzione di creare una nuova formula di vacanza. Una nuova comunicazione turistica per un settore, quello del lavoro – vacanza, che si è sviluppato con l’epidemia. Nel resto d’Italia si sta sviluppando questa proposta e in Trentino si può aggiungere il punto di forza della bellezza del territorio. Importante è investire sulla rete a banda larga superando l’ostacolo dell’ultimo miglio. Per l’incentivo si dovrebbe puntare sui bandi previsti dalla legge 6 che hanno dato buoni risultati. Cardella ha detto che gli albergatori non sono d’accordo con la scelta di ammettere ai contributi gli alloggi turistici. Secondo l’esponente Asat per non c’è la necessità di un ddl, anche se quello proposto da Lucia Coppola, ha avuto il merito di aprire un dibattito su questo argomento.

Le risorse pubbliche vanno concentrate sui sostegni alle aziende.

Enzo Bassetti, vice presidente Unat, ha ricordato che il ddl ha dimenticato i campeggi che da tempo si sono dotate di strumentazioni internet adeguate. In generale Bassetti ha detto però che non c’è bisogno di una nuova legge per promuovere questo segmento di mercato, ma bastano quelle esistenti e le risorse vanno concentrate sulle vere necessità delle imprese che stanno attraversando gravi difficoltà.
Giovanni Profumo, direttore di Confcommercio, ha detto che gli imperativi degli ultimi anni sono stati quelli della semplificazione e delegificazione, quindi ci si deve chiedere se c’è la necessità di una norma come questa e se i contenuti di questo ddl, che sono rispettabili, possano essere fatti rientrare nelle norme esistenti. Inoltre, Profumo ha ricordato che le infrastrutture informatiche sono in una situazione disastrosa.

 

Un’opportunità per rilanciare il turismo.

Lucia Coppola ha ribattuto a Bassetti affermando che le esperienze nazionali dicono che c’è bisogno di una normativa per intercettare i cambiamenti introdotti dal Covid. La consigliera di Europa Verde ha detto che il suo ddl parla soprattutto di smart working che si potrebbe espletare nel nostro territorio che ha ambiente e risorse idonee per investire in questo ambito. Una proposta che viene fatta anche per sostenere il turismo che, con il mondo dello spettacolo, ha subito i danni maggiori.

 

Il sindacato: salvaguardare la sicurezza sul lavoro.

Gabriele Goller della Fisascat – Cisl ha detto che qualificare le strutture turistiche è sempre un fatto positivo ma ha chiesto se ci sono elementi concreti per capire quale potrebbe essere l’impatto sul turismo trentino del workation. Lucia Coppola ha risposto che studi di settore non ce ne sono, ma ci sono esperienze diffuse a livello nazionale che stanno andando molto bene. Una proposta diversa che sarebbe utile al nostro turismo anche per incrementare le presenze nelle stagioni cosiddette morte. Salvatore Farace della Uilca ha definito interessante la proposta ma ha chiesto che venga garantita la sicurezza delle postazioni di lavoro collocate nelle strutture turistiche. Una necessità, ha affermato Coppola, che verrà introdotta con un emendamento nel ddl.

 

Prima va costruito un prodotto di qualità.

Luciano Rizzi, del coordinamento dei presidenti delle Apt, ha detto che il tema è interessante, ma nel ddl va diviso l’alberghiero dal non alberghiero. Il settore del workation sembra essere più interessante per gli alloggi turistici, ma, ha sottolineato, bisogna puntare sulla qualità delle infrastrutture per creare un buon prodotto che poi dovrà essere promosso da parte di Trentino Marketing e delle Apt.

 

Dai 7 ai 10 milioni di lavoratori potenzialmente interessati al workation.

Mariangela Franch dell’Università di Trento ha affermato che il ddl è pertinente con i trend dello sviluppo turistico e delle nuove forme lavoro. Il workation rappresenta certo solo un segmento di mercato e riguarda lavoratori che operano in base ai risultato e non sulla presenza. Il fenomeno, ha aggiunto, sa diventando interessante e le prime analisi stanno mostrando numeri significativi, tra i 7 e i 10 milioni di lavoratori potenzialmente interessati al workation. Sul lato del turismo questa proposta può essere interessante per coprire le stagioni basse, per rivitalizzare piccole comunità di montagna e per l’utilizzazione dei “letti freddi” delle seconde case che potrebbero essere messe a disposizione dei lavoratori. Ci sono inoltri progetti che riguardano il turismo digitale nei rifugi di montagna. Quindi, una domanda c’è e l’Università di Trento sta studiando quali potranno essere gli sviluppi. Sul tema dei “letti freddi” nelle seconde case, Pietro De Godenz, ha detto che, bene il ddl Coppola, ma va fatto un grande sforzo per recuperare questo patrimonio edilizio ormai datato. Una strada, ha detto la professoressa Franch, potrebbe essere quella di una cooperazione tra credito, amministrazioni e privati per migliorare anche la presentabilità del paesaggio.
L’antropologa Marta Villa, anche lei di Unitn, ha ricordato un suo studio sulle condizioni anche psicologiche del lavoro da casa: la chiusura nelle case e la veloce riconversione lavorativa ha creato situazioni di stress notevole nei lavoratori. Dalle interviste effettuate da Marta Villa è emerso il bisogno di poter lavorare in zone più aperte e belle. Quindi, il Trentino potrebbe prestarsi a intercettare queste necessità collegate al lavoro a distanza. Inoltre, questo segmento del mercato turistico potrebbe andare a favore di località turistiche meno conosciute e nelle piccole comunità.

 

Il ddl va nella direzione di una nuova visione del turismo.

Graziella Bernardini, come portavoce della comunità Slow Food per lo sviluppo agro culturale degli Altipiani Cimbri, ha affermato che il ddl va nella direzione di una nuova visione del turismo e di un nuovo stile di vita. Gli incentivi economici sono alla base della ripartenza, ma la proposta di Lucia Coppola, avrebbe un impatto positivo anche sulla popolazione delle nostre comunità. Il Trentino, inoltre, avrebbe un ulteriore beneficio di immagine e andrebbe a intercettare lavoratori e professionisti legati alle aziende più moderne che non guardano solo ai risultati economici, ma anche al benessere di chi lavora. Le terre alte del Trentino, le piccole comunità, potrebbero trovare, con l’arrivo di giovani, una via contro lo spopolamento e si potrebbero costruire smart village, nuovi insediamenti che però hanno la necessità di una riqualificazione complessiva dei servizi pubblici. Gabriella Bernardini, ha ricordato che stanno già partendo iniziative autonome per il workation e progetti per il lavoro a distanza all’aperto. Lucia Coppola ha pienamente condiviso le posizioni espresse dall’esponente di Slow Food, e ha ricordato, come segno dei nuovi tempi, l’emozione suscitata dalla fotografia della piccola pastora della valle di Sole collegata in dad dal suo pascolo.

 

Lo smart working si sta ridimensionando.

Paride Gianmoena, presidente del Cal, ha detto di non condividere il ddl perché lo smart working non può essere visto come un elemento portante per il nostro turismo. Inoltre, il lavoro a distanza sembra si stia rivedendo, soprattutto nella pubblica amministrazione. Inoltre, secondo il presidente Cal, non si possono disperdere risorse che vanno concentrate su chi il lavoro ora non ce l’ha e sulle strutture che hanno maggiormente subito la crisi Covid. Gli interventi previsti dal ddl, infine, secondo Gianmoena, non possono andare a favore dei comuni. Lucia Coppola ha ribattuto che non si sarebbe aspettata una tale posizione di chiusura da parte del Cal, anche perché la proposta va nella direzione dei piccoli comuni. Come dimostrano le esperienze realizzare in località del sud e del centro Italia. Infine, ha detto di non condividere la visione espressa da Gianmoena sullo smart working che invece rappresenta, anche per la sua sostenibilità ambientale, il futuro. Perlomeno il futuro delle aziende più innovative.

 

Regolamento per i condhotel, si attende il parere del Cal.

L’ultimo punto (discusso ma rinviato in attesa del parere del Cal) ha riguardato il regolamento sui condhotel, le strutture turistiche che abbinano alberghi con appartamenti turistici . Un regolamento che attua la norma della legge di assestamento 2019 che, modificando la legge 5 del 2002, ha previsto questa tipologia ricettiva. Un regolamento, ha detto l’assessore Failoni, molto atteso e che apre la strada una proposta turistica in grado di creare nuove opportunità di lavoro. In sintesi, la possibilità della trasformazione delle strutture alberghiere in condhotel prevede l’obbligo delle tre stelle, l’albergo base deve riservare agli appartamenti il 40% della superficie ricettiva ed è richiesto il vincolo tavolare come condhotel.
Alessandro Olivi (Pd) ha detto di voler attendere il parere del Cal, in quanto i comuni sono interessati per l’espressione del titolo edilizio dei condhotel, ma ha espresso una valutazione molto positiva sul lavoro fatto per questo regolamento di una norma provinciale che, ha ricordato, deriva da una legge nazionale. Lorenzo Ossanna (Patt) ha posto alcune tecniche sulle caratteristiche necessarie per il riconoscimento di condhotel.

 

 

 

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Foto: archivio Opinione