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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « MARINI HA PRESENTATO LA SUA RIFORMA DELLA LEGGE SUI REFERENDUM PROVINCIALI, IN MATERIA DI STATUTO AUTONOMIA E DIFENSORE CIVICO »

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16:52 - 6/05/2021

Marini ha presentato in I Commissione la sua riforma della legge sui referendum provinciali

Ad impegnare oggi la I Commissione guidata da Vanessa Masè (La Civica) è stato soprattutto Alex Marini (Misto), con i testi da lui proposti in materia di modifica dello statuto di autonomia e della legge sul difensore civico, in questo secondo caso per tutelare di più i diritti di malati e anziani. Marini ha poi illustrato un ddl in cui delinea una vera e propria riforma della normativa provinciale sui referendum del 2003. Subito prima l’organismo si era espresso a favore di tre auto-candidature presentate, ciascuna con curriculum, per sostituire il rappresentante della Provincia nel cda di Sanifonds spa. Il sì è passato con l’astensione dei consiglieri di minoranza, ai quali si è unito in una delle tre votazione anche Claudio Cia (FdI), che ha sconsigliato la Giunta di scegliere uno dei candidati perché a suo avviso già troppo gravato di responsabilità all’interno nell’assessorato alla salute e al welfare per potersi dedicare a Sanifonds.

 

Ecco come dovrebbe cambiare per Marini la legge sui referendum della Pat.

Marini ha poi illustrato un altro disegno di legge da lui proposto, il numero 89, che configura una vera e propria riforma della legge provinciale sui referendum del 2003. Obiettivo: introdurre il voto per corrispondenza, la raccolta delle firme elettronica e un opuscolo informativo. Una delle norme riguarda anche il referendum sul Trentino biodistretto agricolo rinviato dalla Provincia a fine settembre. Voto che per Marini avrebbe dovuto essere calendarizzato prima: per questo una delle norme disciplina l’eventuale necessità di rinviare un referendum in modo da evitare tempi troppo lunghi come in questo caso. Marini ha spiegato che il ddl, formato da 16 articoli, rivede molti aspetti della legge provinciale sui referendum del 2003 che a suo avviso oggi ha diverse lacune che ostacolano l’esercizio del diritto referendario. Diritto previsto dalla Costituzione e da vari trattati internazionali siglati dalle Nazioni Unite e ripresi da varie Raccomandazione della Commissione di Venezia poi ratificate dal Consiglio d’Europa. Con questo provvedimento Marini mira a rimuovere dall’attuale legge provinciale gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio dei diritti referendari.

 

Via il quorum di partecipazione per la validità della consultazione.

Quanto agli articoli, il testo prevede innanzitutto di permettere referendum provinciali anche in materia di tributi locali, quindi su tasse e imposte, per rendere i cittadini più consapevoli e partecipi di questa delicata materia e della spesa pubblica. Il ddl propone poi di rimuovere il quorum di partecipazione per la validità dei referendum popolari. L’articolo 4 definisce con maggiore dettaglio la natura e la forma che deve assumere la richiesta di referendum propositivo. La disposizione prevede la possibilità di allegare alla relazione accompagnatoria dell’iniziativa referendaria uno schema di disegno di legge, una proposta di atto amministrativo o un atto d’indirizzo politico, che in tal caso sono oggetto del quesito. L’articolo 5 disciplina le procedure di pubblicizzazione delle iniziative di raccolta delle firme e introduce la possibilità di raccogliere le dichiarazioni di sostegno alle proposte referendarie su supporto digitale e per via telematica. La norma pone i presupposti normativi per uniformare le procedure di raccolta delle firme per le iniziative provinciali a quelle statali e del diritto dell’Ue. E uniforma i tempi di raccolta delle firme ai termini previsti nella normativa statale e in quella regionale relativa ai referendum degli enti locali. L’articolo 6 mira a dare la massima possibilità possibile alle consultazioni referendarie, semplificando le procedure di richiesta e concessione dell’uso di spazi pubblici e commerciali per poter esercitare il diritto a promuovere referendum come avviene normalmente nelle altre democrazie occidentali.

La “Controproposta” da discutere con il Consiglio e i promotori del referendum.

Dopo alcune norme finalizzate a semplificare le procedure di richiesta dei referendum, l’articolo 9 – che per Marini è il “cuore” di questa sua proposta di riforma – disciplina la procedura per la trattazione del quesito del referendum propositivo prevedendo la possibilità di elaborare quella che nella Confederazione elvetica viene denominata “controproposta” ovvero un disegno di legge o una proposta di atto amministrativo articolato dalla Giunta e discusso dal Consiglio provinciale congiuntamente con i proponenti del quesito referendario per accogliere e riformulare integralmente o in parte la proposta referendaria originaria. L’articolo disciplina anche la procedura di voto qualora la controproposta non riceva il parere favorevole del comitato promotore, prevedendo la possibilità di sottoporre al voto popolare la proposta elaborata dalla Giunta e approvata dal Consiglio provinciale e la proposta originaria del comitato. L’articolo 10 che introduce il libretto informativo sulla consultazione referendaria prendendo a riferimento il modello utilizzato nei referendum della Provincia autonoma di Bolzano, di vari Stati degli USA, della Svizzera a tutti i livelli di governo e degli enti locali della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Mira altresì a conformare la legislazione provinciale alle raccomandazioni della Commissione di Venezia. L’articolo 14 disciplina la procedura del voto per corrispondenza sul modello elvetico e di altre democrazie occidentali nel rispetto delle raccomandazioni della Commissione di Venezia. Questa norma mira a recepire le indicazioni contenute in una risoluzione approvata dal Parlamento europeo nel 2015 sulla Riforma della legge elettorale per incoraggiare gli Stati membri ad autorizzare il voto per corrispondenza, elettronico e via internet per aumentare la partecipazione al voto.

 

Tre professori universitari per le audizioni sulle due proposte di progetto di modifica dello Statuto.

La Commissione ha poi deciso tre esperti da consultare attraverso le audizioni da dedicare alle due “proposte di progetto” presentate da Marini per modificare lo Statuto di autonomia in materia di tributi e di referendum sulle politiche fiscali locali. Tutti i consiglieri si sono espressi a favore dei tre docenti universitari da ascoltare: Toniatti e Giovanardi dell’università di Trento e Luvini dell’Università di Trieste.
Va precisato che le proposte di progetto di legge si distinguono dai disegni di legge perché riguardano normative statali (in questo caso lo Statuto di autonomia della regione, che è parte della Costituzione) alla cui formazione le regioni e le Province autonome possono concorrere: se condivise dal Consiglio provinciale queste proposte sono trasmesse dalla Provincia al Governo che poi sottopone il testo al Parlamento per l’approvazione.

 

Modifiche alla legge sul difensore civico per tutelare malati e anziani. Accolta la proposta di Marini di esaminare il suo ddl insieme a quello di Leonardi.

Sul disegno di legge numero 71 proposto da Marini per modificare la legge provinciale sul difensore civico del 1982 con l’obiettivo di una difesa civica in ambito sanitario e salvaguardare i diritti degli anziani, il consigliere ha optato per abbinare la discussione e la valutazione di questo provvedimento, quindi anche le audizioni, con l’esame un ddl proposto sempre in merito al difensore civico da Giorgio Leonardi (Forza Italia).

 

Via libera a tre candidature per sostituire Livia Ferrari in rappresentanza della Pat nel cda di Sanifonds spa. Cia si astiene su uno dei candidati che a suo avviso “è già troppo impegnato nell’assessorato alla salute”.

La I Commissione ha anche espresso un parere positivo sulle tre auto-candidature pervenute per la designazione, che spetta alla Giunta, di un componente del consiglio di amministrazione di Sanifonds spa. Visti i nominativi e i curricula Claudio Cia (FdI) ha osservato di essere rimasto colpito dall’auto-candidatura di una persona già fin troppo gravata dai suoi attuali e importanti incarichi e dalle importanti responsabilità all’interno del dipartimento salute della Provincia. L’importante impegno richiesto per partecipare al cda di Sanifonds risulterebbe insomma incompatibile con quello attuale. Secondo Cia sarebbe quindi opportuno che la Giunta nominasse una figura maggiormente disponibile e in grado di dedicarsi a questo incarico, in modo da rispettare gli impegni di lavoro di questo candidato. Masè ha ricordato che il componente del cda che la Giunta nominerà scegliendo uno di questi tre nomi, sostituirà la dott.ssa Livia Ferrario, che in Sanifonds rappresentava la Provincia. Il capogruppo di Fdl ha chiesto e ottenuto il voto separato sui tre candidati. Due curricula hanno ottenuto il parere favorevole con 5 sì della maggioranza e l’astensione di 4 commissari di minoranza. Astensione cui si è aggiunto anche da Cia sul candidato da lui sconsigliato.

 

 

 

 

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LANCIO D'AGENZIA

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