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LETTERE AL DIRETTORE

ASSOCIAZIONE TUTELA TERRITORIO – ALA (TN) * INTERRAMENTO FERROVIA BRENNERO: « IL PROGETTO DI SCAVO DI 2 MILIONI DI MC NECESSITA DI STOCCAGGIO, L’IMPRENDITORIA HA COLTO IL BUSINNES »

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19.26 - giovedì 06 gennaio 2022

“Effetto Farfalla “ * Siamo abitanti più o meno volontari del Villaggio globale, apparteniamo ad un modo definito “connesso”, sappiamo che tutto quanto avviene è ormai interconnesso con altre discipline; siano esse economiche, comportamentali, ambientali, etiche, politiche o altro e quindi con l’accettazione di questo semplice ed acquisito postulato, non potevamo pensare , come un tempo, che bastasse un cartello al confine del territorio comunale per scongiurare un pericolo per allontanare gli spettri malvagi, per farci sentire al sicuro.

Ma purtroppo è ancora ignorando questo che si pensa e si fa politica, delegando ad altri l’incombenza che noi stessi contribuiamo, consapevolmente o meno, ad avvallare.

Questo è l’ effetto NIMBI, l’ormai abusato acronimo “Non nel mio giardino” e quindi ci va bene la A31 purché con uscita a nord del nostro territorio, ci va bene la TAV/TAC purché non si veda e esca a nord dell’abitato, ci va bene l’antenna telefonica purchè lontana, anche le cave sono tollerate purchè rimangano nascoste e fuori mano.

Immaginiamo quale impatto e rilevanza poteva avere per Ala il dibattito su di un ‘opera che interessa Trento e il suo circondario!

Quale l’interessamento per il progetto di interramento della Ferrovia del Brennero ( nell’ ambito del progetto TAV/TAC) e lo scavo di una galleria nel fianco della Marzolla (Villazzano e Povo per capirci) e uscita a Trento Nord nel mezzo dei terreni della ex SLOI, la fabbrica di morte , per la bonifica della quale la tecnologia non ha ancora dato risposta?

Ma quello che non hanno potuto fior di imprese e studi anche europei, non pone problemi al sindaco del Capoluogo ben felice di dispensare sorrisi stereotipati che dovrebbero rinfrancare la popolazione mentre ci consegna nelle mani di RFI.

“Non toccate il sottosuolo della SLOI” – fu l’appello di molti professionisti. “il Buon Dio o la Geologia “- continuava il testo di uno spettacolo/informativo – “ha posto un provvidenziale strato di argilla impermeabile tra i veleni sepolti e la falda dell’Adige o meglio dell’Adigetto”, il vecchio alveo del fiume prima della deviazione di metà ottocento. “Se i veleni, piombo in prevalenza, dovessero penetravi, questo segnerebbe la morte di ogni forma di vita dell’intero alto Adriatico “. Non una congettura e neppure un allarmismo o la sceneggiatura di un film del filone catastrofista, ma la conclusione di uno documentario allestito da professionisti della comunicazione ancora negli ani 90.

E torniamo al titolo. “ Una farfalla batte le ali in Cina e a New York può piovere o splendere il sole” e uscendo dalla metafora entriamo nel merito della nostra situazione locale.

Un progetto di scavo di circa 2 milioni di mc per la sola variante ferroviaria di Trento, necessita della localizzazione di uno o più siti di stoccaggio e l’imprenditoria locale ha colto l’allettante prospettiva di ulteriore businnes, evitando una costosa bonifica delle cave dismesse da farsi con denaro proprio, ma con riempimenti pagati dal contribuente. Un terreno, una cava, uno scavo, una cava esaurita, ed ecco una una buca che vale come se fosse ancora piena del prezioso materiale di scavo.

E allora via con i lavori di riattamento di ripristino per presentarsi con la veste migliore. (su questo aspetto che dovrebbe necessariamente prevedere la regia dell’ Amministrazione comunale e provinciale, ne parleremo in seguito e dettagliatamente per far comprendere il fervore dell’ attività in zona. Siamo certi che tutto sia regolare e corretto vista la consistente e assidua sorveglianza della P.A. di Ala su tutto quanto riguarda le Cave / Discariche.

Siamo entrati in possesso e non certo unici visto che è stata trovata in rete, della lettera di disponibilità di un cavatore alense nei confronti di RFI – ferrovie Italia , pronto d accogliere 200.000 mc di inerti.

Non sarà certo il solo vista la capienza delle voragini lasciate dall’estrazione.

Legittima la dichiarazione di disponibilità, legittimo cercare di farsi approvare il progetto di stoccaggio, di partecipare al affare del secolo, ma questo dovrebbe bastare per rassicurare la popolazione?

Vero, la cava è nelle disponibilità della PAT. In verità solamente quelle con capienza superiore ai 300.00 mc e qui si parla di 200.000 mc.

Vero anche che l’ acquisizione di una competenza provinciale in materia voluta dalla Giunta Fugatti ha allontanato il progetto della mega discarica di materiali tossici nella cava /discarica principale, ma senza processare le intenzioni risulta evidente – ex post – che lo scavo di Passo S. Giovanni, l’ipotesi sempre più incombente della TAV/TAC, l’interramento della ferrovia per by passare il Capoluogo Trentino, portavano diritti alle cave/buche di Pilcante.

Vero anche che lo sversamento di materiali di quelle caratteristiche sarebbe oggettivamente stata una scelta obbligata imposta dal mercato e dai costi . Ma le osservazioni dell’Amministrazione Comunale di Ala alla SAVA/VIA in occasione dell’ istruttoria per la concessione o meno di dare il benestare alla discarica di materiali tossici, si esprime in maniera inequivocabile per “ un ripristino ad uso agricolo, con coltivazione a gujot” coerenza vorrebbe che tale posizione fosse mantenuta anche se le elezioni sono ancora lontane.

Un riempimento quindi con materiale di scavo che se opportunamente trattato, pulito e selezionato, consentirà alla fine un riutilizzo per uso ricreativo e sportivo ; quindi gli scenari ipotizzati dagli amministratori più ottimisti, manterrebbero l’ opportunità di vedere la luce.

 

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Fine prima parte

 

Effetto farfalla 2. parte

Ma chi disciplinerà per anni il traffico pesante che quasi inevitabilmente dovrà attraversare l’abitato di Pilcante vista l’impraticabilità del ponte di Serravalle e l’improbabile utilizzo dell’autostrada con uscita a Mori?

-Cosa prevede il Comune e i poderosi strumenti di controlli che si era impegnato di mettere in esercizio ?

-Dove è finito il tavolo di lavoro?

Forse il Tavolo di Lavoro per la gestione e bonifica delle cave?
Questo “ectoplasma burocratico”, costituito, modificato, integrato, allargato investito e disinvestito di quei compiti che negli impegni originali, firmati dalle parti, erano di una semplicità disarmante.

” Facite ammuina” sembra il motto , e infatti di quanto eventualmente elaborato o in gestazione molto poco emerge, anzi nulla.

Quale il lavoro prodotto sinora? Quali le indicazioni? Si saprà mai cosa sta compulsando? O non sarebbe forse meglio cominciare a parlare di specchietto per le allodole? Un’abile mossa di distrazione di massa? Ci sbagliamo? Potrebbe essere e sinceramente lo vorremmo, ma dubbi, interrogativi, perplessità nascono ancora una volta dalla totale mancanza di una puntuale comunicazione e informazione, non le veline dei comunicati stampa, no quelli fanno coreografia, ci riferiamo a qualche incontro, qualche volantino, qualche notizia a carattere continuativo…..

e l’amministrazione Comunale ,

– quali compiti per la tutela della salute intende attivare?

-come si intende controllare la viabilità e le caratteristiche degli sversamenti?

-assumerà personale?

– conosce nel dettaglio il progetto di RFI ?

-e al termine cosa succederà? Quali benefici al comune? Dovrà magari acquistare la cava riempita per trasformarla in……che cosa?

Come spesso succede nessun immediato vantaggio sembra ci sarà per la Collettività?

E ultimo, esposto con la consapevolezza che si tratta di una domanda pleonastica: “ Chi , come e quando informerà la popolazione?

Perché non illudiamoci che l’iniziativa interessi solo il solerte cavatore alense. Altri e ben strutturati imprenditori aggrediranno il business.

Non vorremmo che tutto fosse risolto con un sopralluogo scenografico e il rilascio di un comunicato stampa rassicurante e comprensivo.

Ma d’altra parte ancora nessuna posizione è stata assunta in relazione all’uscita della A31 a Serravalle. Unico dei Comuni interessati all’ Opera, quello di Ala non si è ancora espresso, anzi leggendo tra le righe le dichiarazioni, se manifestazione dovrà esserci, questa sembrerebbe orientarsi verso una positiva accettazione dell’opera.

Scavare, scavare e poi riempire per poi scavare ancora , questo il ciclo virtuoso dell’orizzonte della nostra politica e potrebbe in parte essere tollerato se le rassicurazioni, le garanzie non si limitassero a dichiarazioni e rassicuranti trafiletti.

Pensiamo che per Pilcante si sia chiusa una porta ma si stia spalancando un portone. Il numero di automezzi in transito? Ognuno può farlo anche empiricamente in attesa dei dati ufficiali che le strutture tecniche della Municipalità sta sicuramente compulsando ed elaborando. E il calcolo può estendersi empiricamente ben oltre i dati sinora conosciuti e riportati in questo scritto.

L’ atto con il quale la PAT stralcia il progetto di discarica di materiali pericolosi, è disponibile (leggi) , comprensivo degli allegati che tutti gli enti e associazioni interpellati hanno prodotto a sostegno delle proprie tesi (tutti contrari tranne l’imprenditore). Ebbene il Comune di Ala nel dicembre del 2020 aveva assunto una posizione contraria, motivata, precisa e radicata nel tempo e nello spazio. Nulla a questo dovrebbe essere tolto o aggiunto, tutto era chiaro, motivato, ben strutturato e quindi andrebbe solamente difeso.

Nessuna variazione per improvvise(?) resipiscenze dovrebbero trovare spazio, e se spazio si troverà , paventiamo che non sarà favorevole al Territorio, ma cercherà qualche escamotage per rimettere tutto in discussione. Anche le concessioni e i disciplinari di concessione.

 

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Marcello Cavagna – portavoce

Associazione per la Tutela del Territorio- Ala (Trento)

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