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CONSIGLIO PAT – PRESIDENTE KASWALDER RISPONDE A GHEZZI * GIORNALISTI ALLA BUVETTE: « FACCIO PRESENTE CHE LA REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI DOVREBBE ESSERE PREVIAMENTE AUTORIZZATA DAGLI INTERESSÀTI »

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06.57 - giovedì 10 settembre 2020

INTERROGAZIONE CONSIGLIERE GHEZZI

 

 

 

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RISPOSTA PRESIDENTE KASWALDER

 

Oggetto: risposta alle interrogazioni 1703, 1704 e 1705/XVI.

Rispondo alle interrogazioni in oggetto, richiamando innanzitutto quanto lo stesso interrogante ha puntualizzato in Aula nella seduta del 4 agosto.

In relazione all’interrogazione n. 1705, che propone una ricostruzione dell’episodio del 4 agosto 2020 diversa da quanto lo stesso interrogante ha espresso nella seduta di cui sopra, faccio presente che la registrazione di conversazioni dovrebbe essere previamente autorizzata dagli interessati, la qual cosa non si era verificata con riguardo all’episodio in argomento. In quella sede, peraltro, il mio intervento è stato finalizzato alla mera richiesta rivolta al cronista interessato di non registrare, avvicinandomi allo stesso solo per capire se la registrazione fosse stata spenta.

Con riguardo all’interrogazione n. 1704, preciso che non ho affatto “sospinto in malo modo i giornalisti fuori dalla buvette”, ma ho solo chiesto loro di rispettare le disposizioni per prevenire la diffusione del contagio da coronavirus COVID-19, che ha dettato l’Ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale con la deliberazione n. 18 del 19 marzo 2020 (con riferimento al periodo 9 marzo-3 aprile 2020), riprese nella deliberazione n. 21 del 6 aprile 2020 “fino alla cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 e salvo diversa disposizione”, stato di emergenza che è stato prorogato al 15 ottobre 2020 con il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83.

Non si è trattato quindi di “negare il diritto di cronaca”, ma di chiedere il rispetto di quanto disposto già all’inizio di marzo per salvaguardare – assieme al diritto di cronaca – la sicurezza di consiglieri, dipendenti e giornalisti stessi.

Le deliberazioni citate – portate espressamente a conoscenza dei dipendenti del Consiglio provinciale, dei consiglieri provinciali, dei gruppi consiliari e degli organismi autonomi costituiti presso il Consiglio stesso – sono pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito del Consiglio provinciale, ma ad ogni buon conto riporto quanto previsto specificatamente per la parte istituzionale dalla deliberazione n. 21 del 6 aprile 2020:

“ISTITUZIONE

– le sedute del Consiglio provinciale, che si svolgono in presenza, si tengono a porte chiuse e pertanto l’accesso all’aula consiliare e alle relative pertinenze è interdetto ai visitatori, alle delegazioni e al pubblico. La stampa e il personale dei gruppi consiliari, nella misura di un collaboratore per consigliere, potranno assistere alle sedute del Consiglio, rispettivamente, l’una nella parte riservata alla stampa e l’altro, nella parte riservata al pubblico e, comunque, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, come previsto dall’allegato 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020. L’accesso alle sale riunioni attigue all’aula consiliare o comunque site nel Palazzo della Regione è consentito esclusivamente nel caso di incontri della conferenza dei presidenti dei gruppi o delle componenti di maggioranza e rispettivamente di minoranza del Consiglio provinciale, che siano urgenti e inderogabili per la prosecuzione dei lavori in Aula, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, come previsto dall’allegato 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020. Le sale riunioni adiacenti all’Aula potranno altresì essere utilizzate dai singoli consiglieri per incontri con i propri collaboratori, purché nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, come previsto dall’allegato 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020;”.

Da ultimo, in risposta all’interrogazione n. 1703, le espressioni riportate nella medesima sono state pronunciate nel confronto diretto tra due Consiglieri, che ricostruivano ciascuno la propria versione di un accadimento nel quale il Presidente stesso è stato parte.

Walter Kaswalder

 

 

 

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