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CONSIGLIO PAT * MANOVRA ANTICRISI: « DUBBI ESPRESSI DA PD – ONDA CIVICA – FRATELLI D’ITALIA SULLA SCELTA DI INVESTIRE 2,8 MLN PER AZIONI ITAS MUTUA »

Manovra anticrisi, gli interventi della mattinata in discussione generale. In mattinata è continuato il confronto in discussione generale sulla manovra economica Covid della Giunta il ddl n. 96 , e su quello di Olivi il ddl n.93. Dubbi sono stati espressi da Pd, Onda Civica e Fratelli d’Italia sulla scelta di investire 2,8 milioni per acquistare azioni di Itas Mutua.

 

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Zeni: ci sono i soldi ma manca la visione.

La discussione generale sul ddl 96 del presidente Fugatti e il 93 di Olivi è ripresa con l’intervento di Zeni (Pd) il quale ha detto che non mancano le risorse, tra quelle che ci sono, i residui 2020 (che non sono un fatto positivo) e quelle che Fugatti sta cercando di recuperare a Roma, ma la manovra non dà nessun segnale di prospettiva per il Trentino. Una costante di questa legislatura dove non si vede mai una visione di sistema. Incomprensibile, per il consigliere dem l’articolo sulla partecipazione della Pat in Itas che, tra l’altro, va contro la ormai consolidata tendenza europea a non far intervenire il pubblico nei settori di mercato. Inoltre, ha continuato, la Giunta cerca sempre, per comunanza politica, di rivolgersi al Nord Est e non all’Alto Adige. Una politica che non paga come dimostra il budget per le Olimpiadi che, pur con quattro discipline, per il Trentino è ridotto rispetto alle altri territori. Molte sono le contraddizioni anche sul piano dell’azione, come quella dell’Amazon trentina, per la quale c’è un milione di euro, e il contemporaneo appoggio allo sbarco in Trentino dell’Amazon vera. La mancanza di una visione porta anche ad alimentare le tensioni tra le categorie, come si sta vedendo nella vicenda delle scuole d’infanzia. Quindi, Zeni, ha invitato la maggioranza a darsi un metodo anche coinvolgendo le minoranze.

 

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Degasperi: la Giunta ha consegnato Mediocredito agli altoatesini.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha affermato che gli obiettivi rimangono quelli delle altre manovre Covid anche se l’assessore Spinelli ha affermato che questo ddl dovrebbe tracciare la strada verso il futuro. Nella realtà c’è l’aumento di capitale del Catullo e l’acquisto di quote Itas. Soldi che vanno all’aeroporto veronese, ha detto Degasperi, che, unico in Italia, ha ridotto volontariamente la capacità operativa passando da 80 mila a 40 mila movimenti. La Pat ci mette 9,3 milioni, ha detto l’esponente di Onda Civica, senza chiedersi per cosa e dopo anni di annunci di rilancio e presunti futuri rosa dell’aerostazione. I grandi progetti sono naufragati e ci si limita alla sopravvivenza del Catullo. Quindi, ci si deve chiedere a cosa serve al Trentino questo scalo (quello che è cresciuto meno nel Nord Italia), visto che le ricadute per il nostro turismo sono ridotte a zero. Insomma, prima di mettere i soldi sarebbe interessante far arrivare i passeggeri.

Su Itas con i soldi dei trentini, 2,8 milioni, la Giunta si compra un posto nel cda e senza dire le ragioni di questa scelta. Una scelta, ha aggiunto l’esponente di Onda Civica, che fa il paio con quella su Mediocredito. Un’operazione con la quale la Pat, ha continuato Degasperi, doveva aumentare il proprio peso e dare le linea guida della banca di via Paradisi. Invece la Giunta è riuscita a far cambiare idea agli altoatesini che si sono allarmati per l’entrata di banche del nord est e hanno permesso alla Raiffeinsen di vendicarsi con la Ccb per lo “sconfinamento” in sudtirolo. Col risultato che il Trentino quasi sparisce in Mediocredito. Tra l’altro. Ha aggiunto Degasperi, il valore delle quote si è raddoppiato (i 22 milioni messi a bilancio Pat sembravano pochi fin dall’inizio) è così gli altoatesini hanno potuto fare un agile sorpasso a destra. I 219 milioni di avanzo, inoltre, sono soldi usati in ritardo. Basti pensare alla legge sui coniugi separati per i quali non è stato speso un euro dei 250 mila previsti. La parte del leone della manovra, ha continuato, la fanno le categorie e si ripropone di nuovo il conflitto tra velocità, equità e efficacia. Si danno soldi a tutti, basandosi sul fatturato, senza verificare se c’è il bisogno o no: dare soldi a chi ha 50 appartamenti in affitto, ha detto Degasperi, non sembra equo e soprattutto toglie risorse a chi ne ha davvero bisogno. C’è poi la questione dei dipendenti pubblici: gli impegni presi nel 2020 per il rinnovo dei contratti non verranno rispettati. Sul piano fiscale la pressione è andata costantemente aumentando e l’emendamento che sospende le agevolazioni fiscali alle aziende che non rispettano i contratti, ha detto, è stato copiato da quello di Onda Civica che era stato a suo tempo bocciato. Degasperi ha concluso che non ci sono i soldi per l’ospedale di Cavalese e sulle scuole dell’infanzia sta avvenendo uno scontro mai visto.

 

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Rossato: aiuti anche a ambulanti e agenzie turistiche.

Katia Rossato (Fdi) ha apprezzato la scelta della Giunta di anticipare i tempi vista la situazione drammatica che anche il Trentino sta attraversando. Fratelli d’Italia ha annunciato emendamenti a favore delle agenzie di viaggio e ai commercianti ambulanti per i parcheggi nei mercati. Anche se, ha aggiunto la consigliera, uno sforzo maggiore si sarebbe potuto fare di più per le famiglie.

 

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Moranduzzo: una manovra per tornare a far sognare i trentini.

Devid Moranduzzo (Lega) ha detto che la manovra vuol far tornare i trentini a sognare un futuro di normalità. Aziende e famiglie hanno bisogno di ripartire con proposte che sono condivise da commercianti e artigiani. Bene anche la scelta sulle materne per dare una possibilità alle famiglie e ai bambini. Il sindacato ha dichiarato guerra alla Giunta Fugatti, ma le famiglie hanno bisogno di un sostegno e la manovra è ispirata dal buon senso. L’esponente leghista ha auspicato la cancellazione del coprifuoco e ha affermato che il governo Conte ha messo in ginocchio il turismo invernale, ma la manovra va incontro alle attese delle categorie e alle aziende in difficoltà che vengono sostenute da un intervento corposo e incisivo. Infine, l’esperienza di Riparti Trentino fa ben sperare che i tempi saranno brevi e le procedure semplici e veloci. Quindi, il voto di Moranduzzo sarà non solo convinto ma entusiasta.

 

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Masè: sostenere le piccole cantine e il florivivaismo.

Vanessa Masè (La Civica), sottolineando le difficoltà che i trentini hanno dovuto affrontare, ha espresso la speranza di un rapido ritorno alla normalità soprattutto per quei settori più colpiti dal Covid, dal turismo, alla ristorazione, alle palestre. La tempistica della manovra è giusta anche perché si doveva aspettare il decreto ristori e i tempi della stagione invernale che va da novembre ad aprile. La consigliera ha sottolineato la necessità di sostenere gli investimenti dei piccoli operatori del settore vitivinicolo, del florivivaismo, particolarmente colpito dalla pandemia. C’è poi il capitolo delle aziende dell’autotrasporto internazionale per le quali nel ddl si prevede il risarcimento delle spese, molto alte, per i tamponi. Bene il coordinamento comuni – Pat es ull’obbligo del rispetto dei contratti per accedere alle esenzioni fiscali, la consigliera, vi ha visto una continuità con i protocolli etici sul lavoro sottoscritti da Spinelli. Sulle scuole di infanzia, vedendo le cose con l’ottica dei bambini, ha detto che, sui servizi conciliativi, si deve ragionare sul grado dell’offerta anche fuori da Trento. Sui buoni servizio, Masè ha detto che sono uno strumento alternativo all’offerta del pubblico e la stessa gestione di questi buoni per l’estate è molto complessa. Inoltre, il tema della diminuzione del numero dei bambini per classe va affrontato in modo completo e le coperture inserite dagli emendamenti non bastano per aprire nuove sezioni.

 

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Tonini: rischiamo di trovarci in un Trentino degradato economicamente.

Giorgio Tonini (Pd) ha aperto il suo intervento sottolineando l’assenza del presidente Fugatti che, almeno oggi, non pare giustificata anche perché il Parlamento dell’Autonomia viene prima di un incontro con un ministro che si può rimandare. Parlamento, ha aggiunto, che sta affrontando l’anomalia del ddl che non si capisce se sia l’anticipo dell’assestamento, passaggio politico in primo luogo con il Defp che è uno strumento fondamentale per tracciare la rotta, e che esige la presenza del Presidente che è stato eletto dal popolo. Quindi, se Fugatti non c’è si deve pensare, ha aggiunto Tonini, che ci si trovi di fronte a un provvedimento tecnico di emergenza. Del resto manca il rendiconto e non c’è il Defp e la situazione è quindi ambigua. Dalla relazione di Spinelli, che Tonini ha definito pregevole perché si sforza di costruire un quadro d’insieme, traspare la necessità di guardare al futuro del Trentino da parte di una Giunta che si è concentrata, comprensibilmente, sull’emergenza. Ma le crisi, ha continuato, fanno nascere sempre qualcosa di nuovo sul quale ci si deve concentrare. Spinelli, ha detto ancora l’esponente Dem, si rende conto di questa necessità, ma di futuro nella manovra c’è poco, se non la campagna di promozione del turismo trentino un’idea che risale però ai tempi di Malossini.

C’è il dato positivo degli Stati generali del lavoro che l’opposizione, che è stata esclusa, guarda in silenziosa attesa. Tonini ha detto, che in positivo, nell’assestamento di luglio ci si potrà confrontare sulle prospettive, visto che non ci saranno risorse da distribuire. E l’esempio da seguire è quello del governo Draghi che ha messo in campo una forte azione programmatica che deriva dal Recovery Plan e punta sulla profonda riforma dell’amministrazione pubblica a partire dalla giustizia e sugli investimenti indirizzati soprattutto su ciò che nasce. Mettendo quindi in campo il debito buono, che si ripaga con lo sviluppo. Tonini, quindi, ha chiesto alla Giunta di fare del prossimo Defp un piano per la riforme dell’amministrazione e per rendere il nostro sistema economico più competitivo. Il consigliere si è soffermato poi sulla vicenda Sicor: la testimonianza di una regressione sociale che deve porre interrogativi anche sul modello economico futuro che non può basarsi sul degrado della vita dei lavoratori. Un eventualità che porterebbe tutto il Trentino a scendere di alcuni gradini nella scala del valore. Una strada, ha detto appellandosi alla sensibilità leghista su questo argomento, che porterebbe all’espansione della presenza di immigrati perché solo lavoratori che vengono da situazioni lavorative degradate potranno accettare condizioni di lavoro immiserite. Per questo, ha aggiunto, ci si deve chiedere cosa deve essere il sistema produttivo del Trentino tra 10 anni al di là delle necessità di intervenire presto sul presente. Perché se gli esempi Sicor si andranno moltiplicando ci si troverà in un sistema economico deteriorato, pieno zeppo di immigrati disperati e il Trentino scenderà nel rango della distribuzione internazionale del lavoro. Quindi, ha concluso, si deve partire da oggi a innalzare il livello produttivo del futuro. Futuro che, se non lo si progetta, finirà per travolgerci e ci sveglieremo in un mondo irriconoscibile. Quindi, Tonini ha chiesto alla Giunta di prendere l’impegno a portare questi ragionamenti nell’assestamento.

 

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Ambrosi: che senso ha l’acquisto delle quote Itas?

Alessia Ambrosi (FdI), condividendo le misure della manovra, si è concentrata sull’emendamento all’articolo 21, l’acquisizione di quote per 2,8 milioni di Itas Mutua. Un’iniziativa, ha affermato la consigliera di Fratelli d’Italia, che non è negativa, visto che dà importanza ad una struttura trentina, ma balza all’occhio in fatto che si inserisce in un settore sottoposto a complesse norme e all’autority dell’Ivass. Inoltre, ha continuato Ambrosi, Itas ha 437 agenzie in Italia, di queste solo 110 in regione. Un milione di assicurati, dei quali un terzo nella nostra provincia e gestisce il 25% del mercato assicurativo in Trentino e il 15% dell’ Alto Adige. Insomma, si tratta di un tema complesso che necessita di un approfondimento anche per evitare contraccolpi. Itas, inoltre ha aggiunto l’esponente di FdI, negli ultimi 90 anni ha fatto dell’indipendenza imprenditoriale uno dei punti di forza. Ci si domanda, quindi, perché Itas, tra i top players nazionale delle assicurazioni, dovrebbe accogliere la proposta della Pat e perché la stessa Pat ha fatto questa scelta? Perché c’è bisogno di un sostegno economico alla società o a ai lavoratori? La Pat, ha chiesto ancora nel suo intervento, conosce la strategia industriale dell’Istituto che ha visto avvicendarsi in 4 anni tre presidenti e tre direttori generali? Insomma, è una mossa davvero indispensabile e una priorità per i trentini? E come spiegare una simile operazione alle categorie in difficoltà? La figura del socio sovventore, ha ricordato ancora Ambrosi, è stata introdotta da Itas nel 1990 per rafforzare lo stato patrimoniale per superare i momenti di difficoltà e contribuisce al Fondo garanzia Itas che nel 2020 ammomta a 187,9 milioni di euro contro i 171,9 del 2019. Chi investe nel Fondo, inoltre, non ha la possibilità di uscirne e la Pat subentrerebbe a Intesa San Paolo e ci si dovrebbe chiedere perché questo istituto ha deciso di uscire. Un’ operazione, ha continuato Ambrosi, che per quanto di 2,8 milioni, permetterebbe di ottenere solo l’1,50% delle azioni anche se permetterebbero di aprire la porta del Cda ad un consigliere della Pat. C’è poi, secondo la consigliera di FdI, un possibile conflitto di interesse viste le gare per le polizze Pat – Apss e vanno valutate inoltre le conseguenze sulla concorrenza. Piuttosto sarebbe meglio acquistare da parte di Cassa del Trentino di un’obbligazione. Alessia Ambrosi, ricordando anche la partita aperta del futuro della sede genovese di Itas dove lavorano 200 persone e nella quale si troverebbe coinvolta la Pat, ha concluso affermando che si deve fare chiarezza su questa scelta prima di approvare il ddl e ha aggiunto di non capire, all’interno di una manovra di emergenza e a favore delle categorie economiche, il perché di questo emendamento.

 

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Olivi: destinare i soldi per l’Itas ai lavoratori.

Alessandro Olivi (Pd) ha ricordato il suo emendamento con quale chiede di spostare i soldi destinati all’Itas alle famiglie. Anche perché questa deve essere una manovra di sostegno agli operatori economici e ai lavoratori stagionali e alle famiglie che stanno perdendo potere d’acquisto. Per questo il ddl Pd è fatto di pochi articoli, guardando anche alle politiche attive del lavoro. Invece ci si trova di fronte a variabili come quelle Itas, al Catullo, all’autotrasporto. La vicenda Itas non c’entra nulla e andrebbe invece collocata all’interno di un ragionamento di sistema. E non si può ragionare in base alla disponibilità delle risorse anziché in base alle idee. Inoltrte, ha sottolineato che ci sono solo 6 milioni su 500 per le politiche industriali e la scelta per i lavoratori di non passare per il Fondo di solidarietà è stata determinata dalla decisione di non passare per il confronto col sindacato.

 

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Dalzocchio: una manovra per ridare fiducia ai trentini.

Mara Dalzocchio (Lega) ha ricordato che le scelte della Giunta hanno portato a risultati anche nella lotta al Covid, che si realizza anche nel successo che sta avendo la campagna vaccinale. La manovra non si limita solo ad alcuni settori, ma riguarda tutta l’economia e la società trentina che sta vedendo una luce in fondo al tunnel. Un provvedimento straordinario, che ha visto un iter rapido per dare una risposte a imprenditori e lavoratori. Un’iniezione non solo di risorse, ma anche di fiducia. Non si tratta di un semplice stanziamento di contributi, ha continuato, e è ingeneroso parlare di un intervento solo a favore delle imprese e non dei lavoratori. Perché se le aziende non lavorano va male anche per i lavoratori. Così come contribuire all’ammodernamento delle imprese va a favore dei dipendenti. Sulla mancanza di prospettive, la capogruppo leghista ha detto che c’è la necessità di capire un presente ancora confuso per avere uno sguardo positivo sul futuro. Mara Dalzocchio ha detto che la fiducia, uno dei cardini della manovra, è fondamentale anche per rimettere in circolo il risparmio che si sta accumulando nelle banche. Il percorso del ddl, inoltre, è maturato in un contesto quello dell’attesa degli aiuti del governo e la necessità di fare presto. Sul piano politico ha affermato che le minoranze, già in commissione, sono state ascoltate e sono state approvate proposte per nulla marginali. Non c’è stato quindi alcun atteggiamento muscolare o autoritario. Ma non è giusto criticare la Giunta, oltre che per la velocità col la quale è stato portato avanti il ddl, il fatto che sono a disposizione 500 milioni perché 230 vengono dallo Stato, così come è sbagliata la critica sulla mancanza di visione visto che la manovra non è fatta solo di ristori. Inoltre, ha Dalzocchio ha ricordato che Fugatti è al lavoro per riportare in Trentino altri 430 milioni. Di positivo, nel confronto con l’opposizione, c’è il fatto che non tutti i consiglieri che siedono sui banchi della minoranza hanno mosso critiche. In generale, ha detto la capogruppo leghista, va dato atto che l’atteggiamento delle opposizioni è stato responsabile. Questa, ha concluso, non è la manovra dei sogni ma è adeguata al momento eccezionale e alla necessità di dare speranza a chi aspetta questi provvedimenti con trepidazione.

 

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Bisesti: non abbiamo impedito alle maestre di svolgere l’assemblea.

La seduta del Consiglio della mattinata si è aperta con la richiesta di Lucia Coppola (Misto – Europa Verde) di poter avere chiarimenti all’assessore Bisesti in merito all’assemblea negata alle maestre delle Scuole materne.
L’assessore Bisesti, ha risposto affermando che il dipartimento ha comunicato alla Uil una nota sull’assemblea prevista venerdì per motivazioni tecniche. La Uil ha indetto un’assemblea dalle 7 del mattino alle 19 affermando che l’assemblea sarebbe stata in presenza al mattino e in videoconferenza nel pomeriggio. Ma il contratto, ha detto l’assessore, prevede che le assemblee vengano fatte prima dell’inizio dell’orario scolastico mentre la modalità indicata dalla Uil avrebbe impedito lo svolgimento dell’attività didattica.