PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

È compito dei medici competenti redigere il primo certificato di malattia INPS o INAIL ai lavoratori delle Aziende in cui lavorano entrambi. Ora basta! Siamo costretti a dirlo anche pubblicamente visto che la nostra missiva del 7 maggio al Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro non ha avuto riscontro.

Non è compito della medicina generale emettere primi certificati di malattia INPS ai lavoratori, su asserita richiesta fatta dai medici competenti della provincia di Trento, riportataci spesso solo oralmente dai nostri pazienti, contravvenendo alle Leggi statali, ai nostri accordi nazionale e provinciale, al Codice di deontologia medica ordinistica, questi colleghi della medicina del Lavoro.

Le limitazioni sulla capacità lavorativa non costituiscono automaticamente motivo di malattia, ma sono gestite esclusivamente dal Medico competente (MC) nell’ambito del ventaglio di soluzioni a sua disposizione: cioè emettendo lui, personalmente, il primo certificato di malattia INPS o INAIL, dal momento che, come vuole la Legge, è colui che fa la prima diagnosi che deve redigere tale certificato, essendo tutti i medici italiani in possesso di password per inserirsi nel sito telematico relativo. Password data direttamente dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli odontoiatri ai quali deve essere iscritto il medico competente, se in regola.

Non è quindi di spettanza dei medici di base. Come non lo è neppure per i nostri medici di assistenza primaria relazionare i medici competenti su loro ordine perentorio riferitoci a voce dai nostri pazienti. O trascrivere relazioni per i datori di lavoro degli stessi. Relazioni medico legali, non “due righe su un pezzo di carta”.

E’ evidente che il medico di famiglia può rilasciare certificato di malattia solo se questa esiste e viene diagnosticata per prima da noi. Non, invece, per un allontanamento temporaneo dal lavoro, suggerito dal Medico competente aziendale e, in taluni casi, dallo stesso datore di lavoro,per ragioni di prevenzione o per inidoneità. Le uniche ipotesi ammesse in questo periodo di pandemia sono quelle tassativamente previste nell’art. 26 D.L. Cura Italia conv. L.27/2020, prorogate sino al 31 luglio 2020.

Esse hanno requisiti precisi e documentazione medico legale da produrre, deputata alla certificazione dello Specialista.

Con la presente, Cisl medici del Trentino segnala quindi pubblicamente, a tutte le sigle datoriali della provincia di Trento, ed a tutti i lavoratori, l’aumento frequente in queste settimane non di visite ma di richiesta da parte dei nostri pazienti/lavoratori di colloqui al solo fine di ottenere relazioni e certificati INPS o INAIL non comprovati da malattia o infortunio diagnosticata dal medico curante.

In definitiva i nostri pazienti non comprendono i nostri rifiuti di certificare malattia INPS on line se non visitati per primi da noi.

Abbiamo avvisato formalmente la Provincia, anche in relazione alla circolare inviata dal Direttore Generale del Personale della stessa ai propri dipendenti, e abbiamo interpellato, per vie brevi, anche l’Ordine dei Medici Chirurghi di Trento, affinchè si risolva questa situazione di difficoltà fra colleghi di categorie diverse e si evitino l’acuirsi delle criticità e il disagio di questi cittadini. Che in ultima analisi hanno diritto ad avere il loro primo certificato di malattia on line direttamente ed unicamente dai medici competenti.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino