Le dichiarazioni diffuse ieri con comunicato alla stampa da parte APSS relativamente al fatto che i medici di famiglia non saranno sanzionati se ieri non hanno dematerializzato le ricette che i pazienti fragili, non autosufficienti, cronici chiedevano loro senza presentarsi negli ambulatori laddove, tra l’altro, era stata data disposizione di mantenerli chiusi il più possibile per il protocollo attualmente operativo sui coronavirus, ripropongono un quesito che non ha ancora avuto risposta da parte APSS ai medici stessi: qualora invece che interruzione nazionale si trattasse di interruzione causata dal cattivo funzionamento dell’elaborazione dati del sistema provinciale,i medici sarebbero invece accusati di aver interrotto la connessione e sarebbero inviati a procedimento disciplinare?

Urge cortese risposta visto che non si risponde più alle Pec.

Detto che a noi non risulta che molti medici che abbiamo interpellato di altre Regioni abbiano avuto problemi nella dematerializzazione nazionale, ieri, a Cisl medici del Trentino sembrerebbe più opportuno che la Direzione Generale aziendale, nonchè la dottoressa Sforzin (che ha inviato una lettera ieri a tutti i 360 medici di famiglia), anche nei confronti delle migliaia di cittadini che si sono dovuti recare in farmacia senza trovare alcunchè, soprattutto quelli delle comunità montane, chiedessero loro scusa, li avvisassero tramite mass-media anticipatamente e non il giorno seguente, e sollevassero i nostri medici da colpe che sono di tutt’altra origine, non solo nazionali ma anche, a volte, dell’APSS stessa.

E, magari, che avvisassero immediatamente anche le Farmacie, affinchè spiegassero agli utenti, in casi simili, che se le medicina prescritta dai medici non appare sul loro video terminale non è colpa del medico ma di interruzione della linea telematica.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino